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Registrazioni fraudolente: cosa sono e quando è reato?

3 Agosto 2020 | Autore:
Registrazioni fraudolente: cosa sono e quando è reato?

Registrare una conversazione tra presenti è lecito? Qual è la differenza con le intercettazioni? Diffusione di registrazioni fraudolente: quando è reato?

Registrare una conversazione che avviene tra due o più persone è semplicissimo: basta poggiare il proprio smartphone sul tavolo oppure nasconderlo in tasca e avviare la registrazione. Lo stesso dicasi per una conversazione telefonica: esistono software che consentono al proprio cellulare di registrare ogni chiamata, sia in entrata che in uscita. Questa condotta è normalmente lecita: secondo la giurisprudenza, chiunque comunica con una persona accetta il rischio di essere registrato. Il punto, però, è che di tali registrazioni  non è possibile farne liberamente ciò che si vuole. Con questo articolo ti spiegherò cosa sono le registrazioni fraudolente e quando costituiscono reato.

Come vedremo, per registrazioni fraudolente la legge intende quelle che, pur se effettuate tra persone presenti, sono utilizzate per scopi illeciti. Si noti bene: le registrazioni fraudolente non sono intercettazioni. Le intercettazioni, infatti, sono quelle che la polizia giudiziaria effettua all’insaputa delle persone intercettate (pensa alla polizia che metta una microspia nel cellulare di un indagato). Le registrazioni fraudolente, invece, sono quelle che possono essere fatte anche con un semplice smartphone, all’insaputa di chi parla, ma tra persone presenti. Prosegui nella lettura se vuoi sapere con precisione cosa sono le registrazioni fraudolente e quando sono reato.

Registrazioni fraudolente: cosa sono?

Per registrazioni fraudolente la legge intende le riprese audio o video effettuate da una persona presente alla conversazione o all’incontro, ma all’insaputa delle altre.

Tizio, Caio e Sempronio sono seduti al bar e chiacchierano tra di loro. Tizio e Caio non sanno che Sempronio sta registrando la conversazione con il suo smartphone.

Intercettazioni: cosa sono?

Per intercettazione si intende l’ascolto di una conversazione che avviene tra persone non presenti. È il caso della classica cimice messa sotto il tavolo per rubare il dialogo che ha luogo tra altri individui.

Poiché le intercettazioni rappresentano una grave violazione del diritto alla riservatezza e alla segretezza delle proprie comunicazioni, la legge consente di procedere ad intercettare qualcuno solamente nel caso in cui ricorrano gravi ipotesi di reato e solo dietro autorizzazione del giudice ovvero, nei casi di urgenza, del pubblico ministero. Inoltre, le intercettazioni legali possono essere compiute solo con la strumentazione a disposizione della Procura o della polizia giudiziaria.

Ciò significa che le intercettazioni fatte per conto proprio (ad esempio, allontanandosi ma lasciando lo smartphone attivo in un posto nascosto) sono sempre illegali e costituiscono esse stesse illecito perseguibile penalmente.

Intercettazioni: quanti tipi?

Esistono sostanzialmente tre tipi di intercettazione:

  • l’intercettazione ambientale (o tra presenti) consiste nella ricezione di tutte le voci che provengono da un determinato luogo; classico esempio è quello sopra fatto della “cimice” inserita di nascosto in un’autovettura o posta sotto un tavolino;
  • l’intercettazione telefonica (o di comunicazioni), invece, consente di mettere sotto controllo un determinato apparecchio telefonico (fisso o mobile), in modo da poter ascoltare le chiamate ricevute ed effettuate da quell’apparecchio.
  • le intercettazioni avente ad oggetto le comunicazioni informatiche o telematiche, effettuate mediante l’impiego di particolari tecnologie che consentono di intercettare il flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici.

Registrazioni fraudolente: sono reato?

Effettuare la registrazione di una conversazione all’insaputa delle altre persone presenti non costituisce di per sé reato, purché ciò non avvenga in un luogo privato (ad esempio, a casa di qualcuno).

Secondo la Corte di Cassazione, non è illecito registrare una conversazione, perché chi conversa accetta il rischio che la conversazione sia documentata mediante registrazione [1].

Dunque, se sei a cena a ristorante con i tuoi amici e decidi di registrare la conversazione, potrai farlo tranquillamente: non si tratta, infatti, di una intercettazione, in quanto sei presente insieme agli altri all’interno di un luogo aperto al pubblico.

Ugualmente, sei libero di registrare o di riprendere ciò che ti dice qualcuno rivolgendosi direttamente a te, di persona oppure per telefono. In tutti questi casi, la registrazione è lecita.

Le registrazioni fraudolente costituiscono reato allorquando esse vengano indebitamente divulgate al solo fine di arrecare un danno all’altrui reputazione o immagine. In un caso del genere, l’autore del fatto è punito, a querela di parte,  con la reclusione fino a quattro anni [2]. Facciamo un esempio.

Tizio, invitato a una cena di gruppo, per mettere in ridicolo uno dei suoi amici in preda ai fumi dell’alcol, di nascosto lo riprende con il suo smartphone e dopo pubblica il video sui social network.

In un caso come quello esemplificato, l’autore del reato effettua una registrazione all’insaputa della vittima, e successivamente la diffonde per danneggiarne la reputazione.

Registrazione fraudolenta: quando non è reato?

La registrazione fraudolenta, pur se divulgata, non costituisce reato se la diffusione delle riprese o delle registrazioni deriva in via diretta ed immediata dalla loro utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario, ovvero per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca.

Dunque, se una persona registra un’altra a sua insaputa solamente per precostituirsi una prova in giudizio per la tutela dei propri diritti, allora l’eventuale diffusione della registrazione non costituisce reato.

Non è reato nemmeno divulgare una registrazione fatta di nascosto quando si esercita il diritto di cronaca: pensa al giornalista che abbia un incontro con un boss della malavita e decida di registrare la conversazione di nascosto per poi pubblicarla sul giornale.


note

[1] Cass., sent. n. 18908 del 13 maggio 2011; Cass., sent. n. 5241 del 3 febbraio 2017.

[2] Art. 617-septies, cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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