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Risparmi d’imposta: quando il Fisco considera un familiare a carico

12 Novembre 2013 | Autore:
Risparmi d’imposta: quando il Fisco considera un familiare a carico

La legge consente di detrarre dalle imposte i figli, il coniuge e i familiari purché possano considerarsi fiscalmente “a carico”; il calcolo delle detrazioni avviene attraverso meccanismi complessi di calcolo legati al principio che più aumenta il reddito e minore è la detrazione, fino ad annullarsi completamente oltre una determinata soglia.

I figli, il coniuge e altri familiari possono considerarsi fiscalmente a carico [1] quando possiedono un reddito annuo inferiore o uguale a € 2.840,51. L’importo comprende tutti i redditi che concorrono alla formazione del “reddito complessivo IRPEF”, soggetto a tassazione ordinaria. Vi sono poi alcune eccezioni alla regola generale che prevedono come altri redditi, pur non rientrando nel “reddito complessivo IRPEF”, siano computati nel limite degli € 2.840,51 e viceversa.

Casi particolari

Nel suddetto limite di reddito devono essere computate anche le retribuzioni corrisposte:

1) da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni;

2) dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica;

3) i redditi di lavoro autonomo professionale o artistico e d’impresa dei contribuenti che si avvalgono del “regime per le nuove attività produttive” e del regime per i contribuenti “minimi”;

4) i redditi dei fabbricati assoggettati alla “cedolare secca sulle locazioni”;

Sono invece esclusi dal computo tutti gli altri redditi esenti e quelli assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva, così come non si deve tenere conto dei redditi assoggettati a tassazione separata.

Irrilevanza del periodo di produzione del reddito

Il “reddito complessivo” IRPEF è riferito all’intero periodo d’imposta (cosiddetto anno solare); non rileva il momento in cui lo stesso è stato prodotto, anche se solo in una parte dell’anno. Pertanto, se al termine del periodo d’imposta si è superato il suddetto limite di 2.840,51 euro, non si è fiscalmente “a carico” e non si può beneficiare di alcuna detrazione, neppure per la parte dell’anno in cui il familiare era privo di redditi.

Detrazione per figli a carico

Le detrazioni d’imposta per ciascun figlio a carico spettano indipendentemente dalla loro età e dalla circostanza che convivano con i genitori. Ad esempio, il figlio può anche risiedere all’estero. La detrazione spetta indipendentemente dal fatto che il figlio a carico sia dedito agli studi o a tirocinio gratuito. La detrazione per il figlio spetta anche qualora quest’ultimo sia sposato, sempreché non sia a carico dell’altro coniuge.

Per i figli a carico spettano le seguenti detrazioni “teoriche” dall’IRPEF:

1) € 950,00 per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati;

2) € 1.220,00, per ciascun figlio, se di età inferiore a tre anni.

Per ogni figlio a carico portatore di handicap le detrazioni sono così aumentate:

1) € 1.350,00, per ciascun figlio di età pari o superiore a tre anni;

2) € 1.620,00, per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.

Per i contribuenti con almeno quattro figli a carico, la detrazione “teorica” è aumentata di 200,00 euro per ciascun figlio, a partire dal primo.

La detrazione indicata è solo teorica poiché la detrazione effettiva viene correlata all’ammontare del reddito complessivo del contribuente attraverso un complesso meccanismo secondo cui all’aumentare del reddito la detrazione diminuisce fino ad annullarsi oltre € 95.000,00 di reddito

Detrazione per coniuge a carico

Per il coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, spetta una detrazione dall’IRPEF da zero a € 800,00, il cui importo è collegato all’ammontare del reddito complessivo dell’altro coniuge che presenta redditi.

La detrazione è calcolata secondo tre diverse modalità, corrispondenti a tre classi di reddito del contribuente. Le classi sono:

1) fino a € 15.000,00

2) da € 15.000,00 a € 40.000,00

3) da € 40.000,00 a € 80.000,00

Ai contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 80.000,00 euro non spettano detrazioni d’imposta per il coniuge a carico.

 

Detrazione per altri familiari carico

La legge prevede altre detrazioni d’imposta spettanti per ogni altro soggetto rientrante tra i familiari a condizione che conviva con il contribuente. I soggetti sono individuati dal codice civile [2]:

1) il coniuge;

2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi e i discendenti prossimi anche naturali;

3) genitori e gli ascendenti prossimi, anche naturali;

4) gli adottanti;

5) i generi e le nuore;

6) il suocero e la suocera;

7) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali.

Il richiamo al coniuge poichè già espressamente previsto con una detrazione specifica, può rientrare tra gli “altri familiari” fiscalmente a carico quando il contribuente è legalmente ed effettivamente separato.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono essere considerati “altri familiari a carico” anche, ad esempio:

1) il nipote nei confronti del nonno

2) la nuora nei confronti della suocera

La detrazione per i figli a carico spetta invece “naturalmente” ai genitori, a meno che i genitori stessi non siano più in vita ovvero non abbiano riconosciuto i figli oppure siano a loro volta in possesso dei requisiti per essere considerati fiscalmente a carico. Pertanto, in presenza di genitori viventi con capacità di reddito sufficiente, il figlio senza redditi deve essere considerato fiscalmente a carico dei genitori e non può essere considerato a carico di un altro familiare (es. un fratello o una sorella), ancorché risulti convivere con quest’ultimo e non con i genitori.

Se il reddito complessivo del contribuente con a carico il familiare non è superiore a 80.000,00 euro, è prevista una detrazione d’imposta “teorica” di € 750,00, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla detrazione. La detrazione è teorica poichè quell’effettiva viene calcolata in base al reddito effettivamente dichiarato.

Ai contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 80.000,00 euro non spettano detrazioni d’imposta per gli altri familiari a carico.


note

[1] Art. 12, comma 2 del D.P.R. 917/1986

[2] Art. 433 Cod. civ.


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5 Commenti

  1. Non avete considerato che il tetto dei 2840, 51 € va alzato se i si tratta di rimborsi sportivi !!!!!!

  2. Buon giorno. Ho il padre in Romania che per problemi di salute non può lavorare più . Vorrei portarlo qui vicino a me. La mia domanda : e possibile inserirlo nel mio carico?Cosa devo fare ? Quale sono le richieste da fare? Grazie

  3. Buongiorno, dal 2013 vivo con mio padre ed i miei 2 figli di cui ho l’ affido esclusivo. Ho prodotto un reddito di 6.000 euro, posso mettere i miei figli a carico del nonno non raggiungendo io i famosi 8.000 euro? Grazie Simona

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