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Pensione a 60 anni

3 Agosto 2020 | Autore:
Pensione a 60 anni

Quando possono uscire dal lavoro i sessantenni: pensione anticipata, opzione donna, assegno straordinario, isopensione, pensione di vecchiaia anticipata.

Avere 60 anni, sino a non molto tempo fa, significava acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia: il raggiungimento dell’età pensionabile si realizzava, difatti, al compimento del sessantesimo anno di età, fermo restando il possesso di un minimo di 20 anni di contributi (salvo deroghe, in base alle quali potevano bastare soltanto 15 anni di contributi).

Ad oggi, i requisiti per la pensione di vecchiaia sono notevolmente più severi: la pensione di vecchiaia si ottiene a 67 anni, ma restano in piedi alcune deroghe che consentono di raggiungere il pensionamento prima del compimento del sessantasettesimo anno di età, requisito che resterà tale, in base a quanto reso noto, sino al 31 dicembre 2022.

Quali sono queste deroghe? Quando si può ottenere la pensione a 60 anni? È possibile ottenere la pensione a 60 anni, o anche prima, qualora si raggiungano i requisiti previsti per la pensione anticipata ordinaria e precoci: questi due trattamenti non prevedono, difatti, un’età minima. Prima dei 60 anni è anche possibile ottenere l’opzione donna, una particolare tipologia di pensione di anzianità (le lavoratrici autonome, ad oggi, la ottengono con un minimo di 60 anni e 6 mesi, contando il periodo di attesa, o finestra, di 18 mesi, mentre le dipendenti, contando il periodo di finestra loro applicato di 12 mesi, la ottengono a 59 anni).

A 60 anni è possibile ottenere anche diverse modalità di scivolo, o prepensionamento: l’isopensione e l’assegno straordinario, ad esempio, consentono di anticipare la pensione di vecchiaia (e la pensione anticipata) sino a un massimo di 7 anni, per il triennio 2018-2020.

Non dimentichiamo la pensione di vecchiaia anticipata, dedicata alle lavoratrici con invalidità almeno pari all’80%, che può essere ottenuta con un minimo di 57 anni di età, considerando la finestra di 12 mesi applicata (gli uomini la ottengono invece a 62 anni, ossia 61 anni più 12 mesi di finestra).

Possibilità di pensionamento a 60 anni anche per alcuni professionisti, se la cassa di categoria lo consente: l’Enpacl, ad esempio, consente ai consulenti del lavoro di ottenere la pensione di anzianità con 60 anni di età e 40 di contributi.

Far diventare sostenibile la flessibilità in uscita non è un’impresa semplice, considerata la mole di prestazioni previdenziali insostenibili che da decenni continuano ad essere erogate.

Ma procediamo con ordine e facciamo chiarezza su tutte queste forme di pensionamento. Per conoscere, invece, le deroghe che consentono di pensionarsi con 15 anni di versamenti: Pensione con 15 anni di contributi, tutte le deroghe.

Pensione anticipata a 60 anni

Chi ha 60 anni ed ha iniziato a lavorare da giovane, può aver diritto all’uscita dal lavoro percependo la pensione anticipata. Questo trattamento, erogato dalla generalità delle gestioni amministrate dall’Inps [1], si ottiene, a prescindere dall’età, con 42 anni e 10 mesi di contributi, per i lavoratori, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, per le lavoratrici: il requisito resterà tale sino al 31 dicembre 2026. A partire dal 2019, sono applicate delle finestre mobili di 3 mesi, dalla data di maturazione dei requisiti.

Maria ha 60 anni. Ha iniziato a lavorare come dipendente in modo continuativo quando aveva 18 anni: può ottenere la pensione anticipata ordinaria, in quanto non possedendo periodi scoperti da contribuzione, raggiunge 41 anni e 10 mesi di contributi.

Il requisito contributivo può essere ottenuto anche in regime di cumulo [2], cioè sommando, ai fini del diritto alla pensione, i contributi accreditati presso casse diverse, comprese le casse dei liberi professionisti.

Pensione anticipata precoci a 60 anni

Per chi, iscritto presso una o più gestioni amministrate dall’Inps, possiede almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età, è possibile pensionarsi con soli 41 anni di contributi, grazie alla pensione anticipata precoci.

Bisogna però:

  • essere iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • appartenere a una categoria debole, o tutelata: invalidi dal 74%, caregivers o disoccupati di lungo corso, addetti ai lavori gravosi, addetti ai lavori usuranti o notturni;
  • richiedere un’apposita certificazione del diritto a pensione entro il 1° marzo dell’anno, o tardivamente entro il 30 novembre;
  • attendere una finestra pari a 3 mesi, dalla maturazione dei requisiti pensionistici.

Anche in questo caso, il requisito contributivo può essere ottenuto in regime di cumulo, cioè sommando, ai fini del diritto alla pensione, i contributi accreditati presso casse diverse. Non è possibile cumulare la pensione con i redditi di lavoro sino alla maturazione “virtuale” del requisito contributivo previsto per la pensione anticipata ordinaria.

Francesco, che ha lavorato come dipendente per 41 anni, assiste da oltre 6 mesi la madre disabile grave, convivente. Avendo almeno 41 anni di contributi ed appartenendo alla categoria dei caregivers (coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare convivente di 1° grado, in casi specifici anche di 2° grado, a cui è stato riconosciuto un handicap in situazione di gravità), dopo aver richiesto la certificazione all’Inps può beneficiare della pensione anticipata precoci. Francesco non potrà però lavorare per 1 anno e 10 mesi, cioè sino alla maturazione “virtuale” di 42 anni e 10 mesi di contributi.

Pensione di vecchiaia anticipata a 60 anni

Le lavoratrici dipendenti del settore privato, con invalidità pensionabile almeno pari all’80% (non basta il riconoscimento dell’invalidità civile), possono ottenere il trattamento di vecchiaia con meno di 60 anni: il requisito previsto è infatti di soli 56 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi (15 per chi beneficia di una delle deroghe Amato). Gli uomini in possesso dei requisiti prescritti e con 60 anni di età devono invece attendere un anno, perché il requisito è più alto, pari a 61 anni di età.

Una volta maturati i requisiti, è necessaria l’attesa di una finestra mobile pari a 12 mesi. Di fatto, dunque, le donne possono ottenere la pensione di vecchiaia anticipata a 57 anni, finestra compresa e gli uomini a 62 anni.

Per i non vedenti i requisiti di età sono pari a 56 anni per gli uomini ed a 51 anni per le donne, con un minimo di 10 anni di contributi. Si applica poi una finestra di attesa di 12 mesi. Per approfondire: Pensione non vedenti.

Opzione donna a 60 anni

La pensione con opzione donna può essere ottenuta:

  • dalle lavoratrici dipendenti che hanno compiuto 58 anni di età e che possiedono 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2019; a queste lavoratrici si applica una finestra di attesa pari a 12 mesi;
  • dalle lavoratrici autonome che hanno compiuto 59 anni di età e che possiedono 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2019; a queste lavoratrici si applica una finestra di attesa pari a 18 mesi.

Di fatto, quindi, le dipendenti ottengono la liquidazione della pensione con un minimo di 59 anni di età e le autonome con un minimo di 60 anni e 6 mesi di età.

In cambio dell’anticipo, è richiesto il calcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico, normalmente svantaggioso. L’opzione donna sarà probabilmente prorogata al 2021.

Pensione di anzianità e di vecchiaia speciali a 60 anni

Per i lavoratori del comparto difesa, soccorso e sicurezza, gli autoferrotramvieri, i lavoratori marittimi, sportivi e dello spettacolo, ci sono particolari agevolazioni che consentono di pensionarsi anche con un’età inferiore a 60 anni. Per approfondire: “Pensione con meno di 60 anni“.

Isopensione a 60 anni

L’isopensione è un trattamento di prepensionamento, istituito dalla Legge Fornero di riforma del mercato del lavoro [3], che per il triennio 2018-2020 consente ai dipendenti di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 7 anni senza perdere la retribuzione.

Si può dunque uscire dal lavoro a 60 anni, in attesa della pensione di vecchiaia a 67 anni.

La prestazione a cui il lavoratore ha diritto è vicina al trattamento pensionistico spettante, ma non è una pensione: si tratta, invece, di un’indennità a sostegno del reddito, come la disoccupazione e la mobilità.

L’isopensione può essere fruita solo dai lavoratori in esubero delle aziende con oltre 15 dipendenti, a fronte di un accordo sindacale e di articolate procedure. Per approfondire: Scivolo per la pensione.

Assegno straordinario a 60 anni

L’assegno straordinario è una prestazione a sostegno del reddito a carico dei datori di lavoro destinatari dei Fondi di solidarietà. L’assegno è riconosciuto attraverso un accordo collettivo aziendale o territoriale per accompagnare, sino a un massimo di 5 o 7 anni (dipende dal fondo) il lavoratore alla prima decorrenza utile della pensione anticipata o vecchiaia.

L’assegno straordinario, come l’isopensione, può dunque essere fruito dai dipendenti che hanno compiuto 60 anni, i quali maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia entro 7 anni.

Normalmente, il valore dell’assegno straordinario è pari all’importo della pensione che spetterebbe all’interessato al momento della cessazione del rapporto di lavoro, con l’aggiunta del periodo per il quale l’azienda si impegna a versare la contribuzione correlata.

Prepensionamento quota 100

Chi ha 60 anni può comunque beneficiare del prepensionamento quota 100, grazie al quale possono uscire dal lavoro i dipendenti in esubero ai quali non mancano più di 3 anni per raggiungere la pensione con quota 100. Questo, in quanto il decreto istitutivo della quota 100 [4] ha previsto la possibilità di beneficiare dell’assegno straordinario anche per conseguire questa particolare prestazione, che, lo ricordiamo, si raggiunge con un minimo di 62 anni e di 38 anni di contributi, da perfezionarsi entro il 31 dicembre 2021.


note

[1] Art.24 co. 10 D.lgs. 201/2011.

[2] Art.1, co. 239 e ss., L. 228/2012.

[3] Art.4 L. 92/2012.

[4] DL 4/2019.


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