Cronaca | News

Genova pronta all’inaugurazione del nuovo ponte

3 Agosto 2020
Genova pronta all’inaugurazione del nuovo ponte

Oggi la cerimonia, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, che percorrerà a piedi l’intero viadotto ricostruito.

Il gran giorno è oggi: verrà inaugurato nel pomeriggio il nuovo ponte di Genova, alla presenza della più alta carica dello Stato. Un’epoca che si chiude senza voltare pagina: impossibile dimenticare la tragedia del ponte Morandi, le 43 persone morte nel crollo di 250 metri di viadotto, il 14 agosto 2018, sotto una pioggia che sapeva di dramma.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi, sarà a Genova per inaugurare il nuovo viadotto autostradale: 1.067 metri sopra il torrente Polcevera che il capo dello Stato percorrerà a piedi. Il ponte verrà invece aperto al traffico dal 5 agosto. La cerimonia sarà molto sobria, lo hanno chiesto espressamente i parenti delle vittime. Parteciperanno anche l’architetto Renzo Piano, il sindaco Marco Bucci e i lavoratori che hanno demolito quel che restava del Morandi e costruito il nuovo ponte San Giorgio.

Lavori completati a tempo di record: meno di due anni per finire un’imponente opera pubblica che davvero è stata lacrime, sudore e sangue. Erano le 11,36 del 14 agosto 2018 quando il viadotto si sbriciolava insieme alla pila di sostegno numero 9. Le immagini di quel giorno, i primi video che iniziano a circolare in Rete, con il grido attonito di chi riprende il ponte che viene giù sono già un pezzo di storia d’Italia. Genova, da quel momento in poi, è come tranciata. Divisa in due come prima della costruzione del Morandi, tra il 1963 e il 1967, che collegava la A7 e la A10.

Il decreto Genova, sei settimane dopo, darà poteri molto ampi per la ricostruzione al commissari straordinario, lo stesso sindaco Bucci. L’inchiesta per omicidio colposo plurimo, disastro colposo, attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, mancato rispetto della normativa anti infortunistica conta 73 indagati nel registro della Procura della Repubblica di Genova. Nel novero degli inquisiti, i vertici di Aspi, Spea, funzionari del Mit e del provveditorato alle opere pubbliche.

Oltre al braccio di ferro aperto con la famiglia Benetton per la concessione sulla gestione delle autostrade che, alla fine, non è stata revocata: la soluzione cui si è arrivati, dopo un Consiglio dei ministri fiume, andato avanti per un’intera notte, è l’estromissione graduale dei Benetton con ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Autostrade per l’Italia.



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