Coronavirus, ecco i lavoratori più a rischio povertà

3 Agosto 2020 | Autore:
Coronavirus, ecco i lavoratori più a rischio povertà

Analisi di Censis-Confcooperative per fotografare i numeri della crisi.

Più di sei milioni di lavoratori a rischio povertà, a causa del contraccolpo della cosiddetta lockdown economy. È il dato più preoccupante che emerge da un rapporto di Censis-Confcooperative per capire in quanti corrono il pericolo di trovarsi disoccupati a causa dell’emergenza Coronavirus.

A risentire maggiormente della principale crisi economica dal secondo dopoguerra sarà chi è già in forte difficoltà per via di un reddito basso. Come si suol dire, piove sugli stracci: la recessione si abbatterà ancor più spietata su chi è mal pagato o sottopagato. Rientrano in questa categoria 6,1 milioni di lavoratori, i cosiddetti working poor o irregolari senza un impiego fisso, gente che non riesce a superare e a volte raggiunge a fatica i 900 euro mensili. Occupati, sì, ma con uno stipendio talmente basso da arrivare a stento alla fine del mese.

Censis-Confcooperative ritiene che la platea dei lavoratori poveri o irregolari italiani sia pari a 6,1 milioni di individui (2,8 sono working poor, mentre 3,3 prestano la propria opera discontinuamente). Di questi circa 830mila – precisamente 828mila rischiano il posto di lavoro a causa della crisi. Non a caso il rapporto si intitola «Covid-19, da acrobati della povertà a nuovi poveri. Ecco la nuova frattura sociale».

Sugli 830mila già menzionati, vanno incontro a disoccupazione quasi certa 138mila lavoratori temporanei con contratto in scadenza tra marzo e ottobre e reddito imponibile mensile di 962 euro. Ma anche 264mila dipendenti in società di capitali a rischio in un settore a rischio e con un reddito mensile di 1099 euro e 462mila impiegati in ditte individuali in settore a rischio che percepiscono sugli 830 euro al mese.

Dal focus di Censis-Confcooperative risulta che il 50% degli italiani ha dichiarato di aver avuto un crollo delle entrate, nel periodo dell’emergenza Coronavirus. Tra i più colpiti i giovani: tra di loro si è toccato un 60% di lavoratori con minori disponibilità economiche. Molto danneggiati anche i lavoratori con contratti a tempo determinato (69,4%) e, infine, la categoria più falcidiata dal Covid: i liberi professionisti e gli imprenditori (78,7%). Il futuro, almeno quello prossimo, è ancora nero con un 49,2% di persone che non prevede cambiamenti sostanziali in meglio nella propria situazione economica.



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