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Azione di regolamento di confini: ultime sentenze

3 Settembre 2020
Azione di regolamento di confini: ultime sentenze

Onere probatorio gravante sulle parti e obblighi giudiziali; individuazione della linea di separazione fra fondi limitrofi.

Azione di regolamento di confini

Nella azione di regolamento di confini, la quale si configura come una vindicatio incertae partis, incombe sia sull’attore che sul convenuto l’onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all’individuazione dell’esatta linea di confine, mentre il giudice, del tutto svincolato dal principio actore non probante reus absolvitur, deve determinare il confine in relazione agli elementi, che gli sembrano più attendibili ricorrendo in ultima analisi alle risultanze catastali, aventi valore sussidiario.

Cassazione civile sez. II, 20/04/2020, n.7944

Azione di regolamento di confini: natura e funzione 

L’azione di regolamento di confini è disciplinata dall’art. 950 c.c. ed è volta ad individuare la demarcazione tra fondi per rimuovere la relativa incertezza, irrilevante chi la abbia cagionata, che deve cadere sul confine fra i fondi e non sul diritto di proprietà degli stessi anche quando oggetto di controversia sia la determinazione quantitativa delle rispettive proprietà.

L’azione di regolamento di confini, pur avendo natura ricognitiva adeguando la situazione di fatto a quella di diritto, ha anche un effetto recuperatorio che non altera detta natura e comporta l’obbligo del rilascio di quanto indebitamente detenuto.

Tribunale Roma sez. V, 22/10/2019, n.20258

Azione di regolamento di confini: litisconsorzio necessario

Nell’azione di regolamento di confini, ex art. 950 c.c., finalizzata a ottenere una sentenza meramente dichiarativa, non ricorre una ipotesi di litisconsorzio necessario se i fondi, il cui confine deve essere delimitato, appartengono a più proprietari, in quanto ciascun comunista è legittimato attivamente e passivamente all’esercizio delle azioni a tutela della proprietà della res comune. Tale regola viene meno nel caso in cui tale azione sia associata a quella di rilascio o riduzione in pristino della parte di fondo che si ritiene usurpata per via dell’incertezza oggettiva o soggettiva dei confini.

In tal caso è necessario integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i comproprietari, poiché la decisione è destinata ad incidere su situazioni comuni. Ciò comporta, come accaduto nel caso di specie, che laddove sia rilevata la mancata partecipazione di uno dei litisconsorti necessari, la pronuncia deve essere annullata e le parli rimesse davanti al primo giudice.

Corte appello Ancona, 10/10/2019, n.1467

Fondi confinanti appartenenti a più proprietari

In tema di azione di regolamento di confini, se i fondi confinanti appartengono a più proprietari, non ricorre un’ipotesi di litisconsorzio necessario e ciascuno dei comproprietari è legittimato ad agire o resistere senza l’intervento degli altri, a meno che alla domanda di regolamento, diretta ad ottenere una sentenza dichiarativa, si accompagni la richiesta di rilascio o di riduzione in pristino della parte di fondo che si ritiene usurpata in conseguenza dell’incertezza oggettiva o soggettiva dei confini.

Cassazione civile sez. II, 06/05/2019, n.11770

Prova sovrana nell’azione di regolamento di confini

Nell’azione di regolamento di confini per l’individuazione della linea di separazione fra fondi limitrofi, il punto di partenza dell’indagine che deve compiere il giudice di merito è costituito dall’esame e dalla valutazione dei titoli d’acquisto delle rispettive proprietà. L’esame delle mappe catastali è infatti utilizzabile, ai sensi dell’art. 950, 3° comma, c.p.c., solo in mancanza di altri elementi.

Corte appello Napoli sez. II, 09/05/2019, n.2513

Azione di regolamento di confini: l’effetto recuperatorio

L’azione di regolamento di confini ha un intrinseco effetto recuperatorio il quale, nell’ipotesi in cui si sia verificato uno sconfinamento in uno dei due fondi, comporta l’obbligo di rilascio della porzione indebitamente posseduta, indipendentemente dall’intenzionalità dell’accertata occupazione abusiva.

Cassazione civile sez. II, 28/03/2019, n.8693

L’esperimento dell’azione di regolamento di confini

In tema di compravendita, la garanzia per evizione postula che, a seguito dell’esito vittorioso dell’azione di rivendica esercitata da un terzo, il compratore, dopo la stipula del contratto, sia stato privato, in tutto o in parte, della proprietà del bene acquistato; pertanto, l’esperimento, ad opera di un terzo, dell’azione di regolamento di confini, non comportando la risoluzione di un contrasto sui titoli di proprietà, ma solo sulla sua estensione, non consente di fare valere la garanzia per evizione.

Cassazione civile sez. II, 19/03/2019, n.7670

Azione di rivendica e azione di regolamento di confini: differenze

La differenza tra l’azione di rivendica e quella di regolamento di confini risiede nel fatto che, con la prima l’attore, sull’assunto di essere proprietario della cosa e di non averne il possesso agisce contro il possessore o il detentore per ottenere il riconoscimento giudiziale del suo diritto dominicale e per conseguire la restituzione della cosa stessa, sussistendo un conflitto fra titoli; con la seconda l’attore tende soltanto a far accertare l’esatta linea di confine di demarcazione fra il proprio fondo e quello del convenuto, allegandone l’oggettiva incertezza oppure contestando che il confine di fatto corrisponda a quello indicato nei rispettivi titoli di acquisto, sicché l’eventuale richiesta di restituzione di una porzione di terreno a confine si pone come mero corollario dell’invocato accertamento, sussistendo un conflitto fra fondi.

Tribunale Rieti, 15/11/2018, n.570

Differenza tra azione di rivendica e di regolamento dei confini

Poiché il “discrimen” tra l’azione di rivendica e quella di regolamento dei confini è la ricorrenza di una situazione di incertezza sul confine tra due fondi, ma non sul diritto di proprietà degli stessi, anche se oggetto di controversia è la determinazione quantitativa delle rispettive proprietà, la seconda azione non muta natura, trasformandosi nella prima, nel caso in cui l’attore sostenga che il confine di fatto non sia quello esatto per essere stato parte del suo fondo usurpato dal vicino.

(In applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha inquadrato la vicenda nell’ambito dell’azione di regolamento di confini, a fronte di una domanda dell’attore che assumeva l’avvenuta realizzazione di una costruzione su di una parte del suo fondo e di una difesa della convenuta la quale, senza contestare il titolo del primo, si era limitata a sostenere che in realtà il suo titolo prevedeva il trasferimento di un bene avente dimensioni tali da includere anche la porzione interessata dalla domanda attorea).

Cassazione civile sez. II, 25/09/2018, n.22645

Azione di rivendicazione e azione di regolamento di confini: differenze

L’azione giudiziale promossa per la restituzione del bene di cui si dichiari essere proprietari, affermando che il convenuto lo abbia arbitrariamente occupato, è qualificabile come azione di rivendicazione, laddove non si invochi l’accertamento dei confini, che postula una situazione di incertezza.

Nel giudizio di regolamento di confini, invece, può proporsi la richiesta di rilascio di una zona compresa tra i due fondi contigui ove il possesso di essa da parte del convenuto derivi da mera incertezza oggettiva dei confini, dovuta alla promiscuità del possesso della zona confinaria, o anche incertezza meramente soggettiva, come nel caso in cui si contesti che il confine apparente corrisponda a quello reale, senza che tale richiesta snaturi l’azione proposta trasformandola in rivendicazione, in quanto l’effetto recuperatorio è soltanto una conseguenza dell’accertamento del confine.

Nel caso di specie, la Corte d’appello ha ritenuto che l’azione promossa fosse di rivendicazione e non di regolamento di confini, in quanto si trattava di un conflitto tra titoli e non tra fondi, atteso che l’attore assumeva che la superficie del fondo da lui in concreto posseduta fosse inferiore a quella indicata nel proprio titolo d’acquisto e denunciava lo sconfinamento del vicino, il quale contestava la domanda invocando, a sua volta, il proprio titolo d’acquisto.

Corte appello Potenza, 06/09/2018, n.556

Gestione inadeguata di una causa: l’avvocato non può pretendere il compenso

Non è sindacabile in sede di legittimità la decisione di merito che abbia ritenuto professionalmente responsabile un avvocato – per non aver completamente individuato i convenuti nell’azione di regolamento di confini e non avere aderito tempestivamente all’eccezione d’incompetenza del giudice adito, prolungando così la controversia – e abbia conseguentemente rigettato la sua richiesta di compenso per l’attività svolta, oltre a condannare il legale al danno extrapatrimoniale per il tempo inutilmente trascorso rapportato ai criteri recati dall’articolo 2-bis della legge 24 marzo 2001 n. 89 (legge Pinto) sussistendo inoltre i presupposti per la sua condanna alla sanzione di euro 10.000 a norma del comma 3 dell’articolo 96 del Cpc per responsabilità processuale aggravata nella proposizione dell’inammissibile relativo gravame.

Cassazione civile sez. III, 19/07/2018, n.19147

La domanda di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata

Nell’azione di regolamento di confini l’attore non è tenuto a proporre un’espressa domanda di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte, essendo tale domanda implicita nella proposizione dell’azione. Essa, pertanto, può essere specificata all’udienza di precisazione delle conclusioni, senza che ciò configuri la proposizione di una domanda nuova e, dunque, inammissibile, il cui accoglimento vizierebbe di ultrapetizione la pronuncia del giudice.

Corte appello Napoli sez. VI, 13/06/2018, n.2906

L’azione di regolamento di confini e quella volta al rispetto delle distanze legali

L’azione di regolamento di confini e quella volta al rispetto delle distanze legali non sono riconducibili ad unità in quanto, mentre la prima presuppone uno sconfinamento e, quindi, un illecito utilizzo del bene altrui, la seconda, avente ad oggetto l’arretramento a distanza legale dal confine, riguarda interventi edilizi realizzati dal convenuto sulla sua proprietà, sebbene in violazione del regime legale delle distanze dal confine e tra costruzioni.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello, che aveva ravvisato il vizio di ultrapetizione nella pronuncia di primo grado, in quanto era stato disposto l’arretramento a distanza legale del manufatto edificato dal convenuto, benché gli attori avessero domandato la sola eliminazione delle opere realizzate oltre la linea di confine).

Cassazione civile sez. II, 13/06/2019, n.15951



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