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Terreno abbandonato: ultime sentenze

7 Febbraio 2022
Terreno abbandonato: ultime sentenze

Tutela ambientale delle aree demaniali e fenomeni di inalveamento.

Quando una cosa può considerarsi abbandonata?

In tema di reati contro il patrimonio, affinché una cosa possa considerarsi abbandonata dal proprietario è necessario che, per le condizioni o per il luogo in cui essa si trovi, risulti chiaramente la volontà dell’avente diritto di disfarsene definitivamente.

(In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito, condannando gli imputati per il reato di furto aggravato, aveva escluso che costituissero “res derelicta”, ovvero cosa abbandonata con l’intenzione di disfarsene, quattro condotti ondulati in acciaio, del valore complessivo di euro cinquantamila, ordinatamente collocati su un terreno privato, non recintato e ben tenuto).

Cassazione penale sez. IV, 17/12/2020, n.3910

La sdemanializzazione dei terreni abbandonati

Le disposizioni degli artt. 3 e 4 l. n. 37 del 1994 (recante Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche), sostitutive degli artt. 946 e 947 c.c. – le quali escludono la sdemanializzazione dei terreni comunque abbandonati per fenomeni di inalveamento, a seguito sia di eventi naturali che di fatti artificiali indotti dall’attività antropica – sono prive di efficacia retroattiva, ragion per cui, con riferimento alla vicenda di cui trattasi, trova applicazione la versione precedente di detti articoli e, in particolare, quella di cui all’art. 947 c.c.

Cassazione civile sez. II, 17/02/2020, n.3854

Alveo abbandonato

In materia di mutamenti del letto dei fiumi, con la riforma del 1994 la possibilità di acquisto automatico dei terreni abbandonati dalle acque correnti, è del tutto preclusa. In detta ipotesi, infatti, si verifica l’acquisto dell’alveo abbandonato da parte del demanio pubblico con la possibilità di un successivo acquisto da parte del privato qualora intervenga un esplicito provvedimento di smaterializzazione. La nuova disciplina non ha effetto retroattivo e non trova, pertanto, applicazione alle fattispecie in cui l’evento naturale si sia verificato (come nel caso di specie) prima dell’entrata in vigore della legge.

Corte appello Napoli, 23/01/2020, n.282

Perdita di demanialità del terreno

In tema di accertamento della natura demaniale di un terreno abbandonato dalle acque correnti, ai sensi dell’art. 942 c.c., nella formulazione anteriore alle modifiche di cui alla l. n. 37 del 1994, anche il ritiro di una sola sponda, non transitorio e non dovuto a fenomeni naturali, comporta la perdita della demanialità del relativo terreno, in quanto a seguito della deviazione o spostamento del corso d’acqua una porzione di terreno che prima costituiva parte integrante dell’alveo cessa di appartenervi.

Cassazione civile sez. un., 13/06/2017, n.14645

Proprietario di un terreno abbandonato

Non risponde dei reati di realizzazione e gestione di discarica non autorizzata, anche in caso di mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti, il proprietario di un terreno abbandonato, a condizione che non compia atti di gestione o movimentazione dei rifiuti, atteso che tale responsabilità sussiste solo in presenza di un obbligo giuridico di impedire la realizzazione o il mantenimento dell’evento lesivo.

Ne consegue che va esclusa la responsabilità del proprietario per il reato di discarica abusiva, al pari di quello di abbandono o deposito di rifiuti effettuato da terzi, qualora la sua condotta sia stata solo omissiva, non incombendo sul proprietario come tale un obbligo giuridico di intervenire per impedire la commissione dell’illecito, sempre che la sua consapevolezza del fatto non abbia assunto il carattere di agevolazione dell’altrui attività.

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 18/05/2009

L’appartenenza al demanio pubblico

Nel modificare le disposizioni relative all’accessione delle aree prospicienti i corsi d’acqua contenute nel libro III, titolo II, capo III, codice civile, la legge n. 37 del 1994 ha prescritto, in generale, l’appartenenza al demanio pubblico delle aree derivanti dai mutamenti del letto dei fiumi per il nuovo regolamento del loro corso, sia a seguito di eventi naturali che per fatti artificiali indotti dall’attività antropica; in particolare, l’art. 4 della stessa prevede l’appartenenza al demanio pubblico dei terreni abbandonati dalle acque correnti, che insensibilmente si ritirino da una delle rive portandosi sull’altra (art. 942, c.c.), e dei terreni risultanti dall’antico letto abbandonato dei fiumi (art. 946, c.c.).

Tribunale sup. acque, 13/04/2007, n.60

Mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti

Il proprietario di un terreno abbandonato nel quale terzi depositino ripetutamente rifiuti, così come colui che subentra nella proprietà di un terreno adibito a discarica, non risponde dei reati di realizzazione e gestione di discarica non autorizzata, anche in caso di mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti, a condizione che non compia atti di gestione o movimentazione dei rifiuti, atteso che tale responsabilità sussiste solo in presenza di un obbligo giuridico di impedire la realizzazione o il mantenimento dell’evento lesivo.

Cassazione penale sez. III, 12/10/2005, n.2206

Installazione cartelloni pubblicitari

Non incorre nel delitto di invasione di terreni o edifici, di cui all’art. 633 c.p., chi abbia installato cartelloni pubblicitari su telai poggianti su aste metalliche ancorate in terreno demaniale limitrofo ad una strada viabile extraurbana, terreno abbandonato e comunque destinato ad una utilizzazione non significativamente ostacolata dai cartelloni medesimi.

Tribunale Catania, 31/05/2004

Terreni abbandonati dalle acque correnti

La disposizione di cui al comma ultimo art. 41 d.lg. 11 maggio 1999 n. 152, non ha introdotto un divieto generalizzato di sdemanializzazione dei beni appartenenti al demanio idrico: eccettuate le aree del demanio fluviale di nuova formazione di cui agli art. 942 (Terreni abbandonati dalle acque correnti) e 945 (Isole ed unioni di terra) c.c., come sostituiti dall’art. 1 l. 5 gennaio 1994 n. 37, residua in capo alle amministrazioni competenti il potere di provvedere alla sdemanializzazione dei beni del demanio idrico per i quali non abbia più ragione di sussistere tale particolare regime giuridico, imposto a tutela di esigenze pubblicistiche la cui connessione con il corso d’acqua sia successivamente venuta meno.

Consiglio di Stato sez. II, 15/12/2004, n.5548

Inalveamento di un corso d’acqua

Nella normativa precedente alla l. 5 gennaio 1994 n. 36, la sdemanializzazione dei terreni abbandonati per inalveamento di un corso d’acqua portava automaticamente all’evento naturale dell’abbandono dell’alveo, in quanto veniva a mancare (in conseguenza del detto evento), l’originaria funzione di pubblico interesse dalla quale dipendeva la demanialità necessaria della “res”.

Tribunale sup. acque, 23/11/1999, n.125

Modi di acquisto della proprietà

Qualora un terreno abbandonato da un corso d’acqua perda la qualità di bene demaniale e venga acquistato a titolo originario dal proprietario del fondo rivierasco, ai sensi dell’art. 942 c.c., la successiva riacquisizione di detto bene, per effetto di usucapione, al patrimonio dello Stato, postula un possesso esercitato dalla amministrazione con la cosciente volontà di godere dell’immobile altrui, e, pertanto, non è ravvisabile in un comportamento che, nell’erroneo presupposto della persistente demanialità del bene medesimo, si esaurisca in atti di gestione del demanio (nella specie, concessione a terzi e percezione del relativo canone).

Cassazione civile sez. I, 15/01/1987, n.232



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2 Commenti

  1. Buongiorno. Vorrei avere da voi un’informazione legale. Posso diventare proprietario di un terreno abbandonato? Non riesco ad acquisirlo con un regolare contratto di vendita nei confronti degli eredi. Quindi, come posso procedere?

    1. Si può diventare proprietari attraverso una sorta di «occupazione» di fatto:  è il meccanismo dell’usucapione che, detto in parole molto semplici, è il possesso per 20 anni continuativi dell’altrui immobile. Il possesso pacifico, continuo e in pubblico di un bene mobile o immobile può consentire di diventare proprietari del bene stesso senza bisogno di un accordo con il legittimo proprietario. Si tratta dell’usucapione. Per una definizione più precisa leggi l’articolo L’usucapione: cos’è e come funziona https://www.laleggepertutti.it/25338_lusucapione-cose-e-come-funziona

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