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Terreno abbandonato: ultime sentenze

4 Settembre 2020
Terreno abbandonato: ultime sentenze

Aree derivanti dai mutamenti del letto dei fiumi per il nuovo regolamento del loro corso; sdemanializzazione dei beni appartenenti al demanio idrico.

Terreno abbandonato dall’acqua corrente

Perché si verifichi, secondo la vecchia normativa (artt. 941 e 942 cod. civ., secondo il testo anteriore alle modificazioni apportate dalla legge n. 37/1994, e in epoca anteriore alle stesse), l’accessione fluviale occorrono alcune condizioni ovvero che la concrezione si sia formata impercettibilmente, cioè non per la forza istantanea del fiume che disalvea e si crea un nuovo letto; che il filone della corrente si sia spostato naturalmente verso la riva opposta e che tale variazione non sia stata determinata dall’opera dell’uomo: l’art. 941, c.c., prevede l’ipotesi delle unioni di terra e degli incrementi, che si formano successivamente ed impercettibilmente nei fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti, mentre l’art. 942, nel vecchio testo, prevedeva l’ipotesi del terreno abbandonato dall’acqua corrente, che insensibilmente si ritira da una delle rive, portandosi sull’altra; l’art. 947, infine, nel vecchio testo stabiliva che gli artt. 941, 942, 945 e 946 non si applicano nel caso in cui le alluvioni ed i mutamenti nel letto dei fiumi derivino da regolamento del loro corso, da bonifiche o da altre simili cause: nella specie, mancando una concreta e specifica prova che i terreni de quibus si siano formati nel corso degli anni spontaneamente, naturalmente ed impercettibilmente, risulta improspettabile un’accessione fluviale.

Tribunale sup. acque, 18/10/2013, n.163

Proprietario di un terreno abbandonato

Non risponde dei reati di realizzazione e gestione di discarica non autorizzata, anche in caso di mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti, il proprietario di un terreno abbandonato, a condizione che non compia atti di gestione o movimentazione dei rifiuti, atteso che tale responsabilità sussiste solo in presenza di un obbligo giuridico di impedire la realizzazione o il mantenimento dell’evento lesivo.

Ne consegue che va esclusa la responsabilità del proprietario per il reato di discarica abusiva, al pari di quello di abbandono o deposito di rifiuti effettuato da terzi, qualora la sua condotta sia stata solo omissiva, non incombendo sul proprietario come tale un obbligo giuridico di intervenire per impedire la commissione dell’illecito, sempre che la sua consapevolezza del fatto non abbia assunto il carattere di agevolazione dell’altrui attività.

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 18/05/2009

Mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti

Il proprietario di un terreno abbandonato nel quale terzi depositino ripetutamente rifiuti, così come colui che subentra nella proprietà di un terreno adibito a discarica, non risponde dei reati di realizzazione e gestione di discarica non autorizzata, anche in caso di mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti, a condizione che non compia atti di gestione o movimentazione dei rifiuti, atteso che tale responsabilità sussiste solo in presenza di un obbligo giuridico di impedire la realizzazione o il mantenimento dell’evento lesivo.

Cassazione penale sez. III, 12/10/2005, n.2206

Installazione cartelloni pubblicitari

Non incorre nel delitto di invasione di terreni o edifici, di cui all’art. 633 c.p., chi abbia installato cartelloni pubblicitari su telai poggianti su aste metalliche ancorate in terreno demaniale limitrofo ad una strada viabile extraurbana, terreno abbandonato e comunque destinato ad una utilizzazione non significativamente ostacolata dai cartelloni medesimi.

Tribunale Catania, 31/05/2004

La sdemanializzazione dei terreni abbandonati

Le disposizioni degli artt. 3 e 4 l. n. 37 del 1994 (recante Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche), sostitutive degli artt. 946 e 947 c.c. – le quali escludono la sdemanializzazione dei terreni comunque abbandonati per fenomeni di inalveamento, a seguito sia di eventi naturali che di fatti artificiali indotti dall’attività antropica – sono prive di efficacia retroattiva, ragion per cui, con riferimento alla vicenda di cui trattasi, trova applicazione la versione precedente di detti articoli e, in particolare, quella di cui all’art. 947 c.c.

Cassazione civile sez. II, 17/02/2020, n.3854

Alveo abbandonato

In materia di mutamenti del letto dei fiumi, con la riforma del 1994 la possibilità di acquisto automatico dei terreni abbandonati dalle acque correnti, è del tutto preclusa. In detta ipotesi, infatti, si verifica l’acquisto dell’alveo abbandonato da parte del demanio pubblico con la possibilità di un successivo acquisto da parte del privato qualora intervenga un esplicito provvedimento di smaterializzazione. La nuova disciplina non ha effetto retroattivo e non trova, pertanto, applicazione alle fattispecie in cui l’evento naturale si sia verificato (come nel caso di specie) prima dell’entrata in vigore della legge.

Corte appello Napoli, 23/01/2020, n.282

L’appartenenza al demanio pubblico

Nel modificare le disposizioni relative all’accessione delle aree prospicienti i corsi d’acqua contenute nel libro III, titolo II, capo III, codice civile, la legge n. 37 del 1994 ha prescritto, in generale, l’appartenenza al demanio pubblico delle aree derivanti dai mutamenti del letto dei fiumi per il nuovo regolamento del loro corso, sia a seguito di eventi naturali che per fatti artificiali indotti dall’attività antropica; in particolare, l’art. 4 della stessa prevede l’appartenenza al demanio pubblico dei terreni abbandonati dalle acque correnti, che insensibilmente si ritirino da una delle rive portandosi sull’altra (art. 942, c.c.), e dei terreni risultanti dall’antico letto abbandonato dei fiumi (art. 946, c.c.).

Tribunale sup. acque, 13/04/2007, n.60

Terreni abbandonati dalle acque correnti

La disposizione di cui al comma ultimo art. 41 d.lg. 11 maggio 1999 n. 152, non ha introdotto un divieto generalizzato di sdemanializzazione dei beni appartenenti al demanio idrico: eccettuate le aree del demanio fluviale di nuova formazione di cui agli art. 942 (Terreni abbandonati dalle acque correnti) e 945 (Isole ed unioni di terra) c.c., come sostituiti dall’art. 1 l. 5 gennaio 1994 n. 37, residua in capo alle amministrazioni competenti il potere di provvedere alla sdemanializzazione dei beni del demanio idrico per i quali non abbia più ragione di sussistere tale particolare regime giuridico, imposto a tutela di esigenze pubblicistiche la cui connessione con il corso d’acqua sia successivamente venuta meno.

Consiglio di Stato sez. II, 15/12/2004, n.5548

Inalveamento di un corso d’acqua

Nella normativa precedente alla l. 5 gennaio 1994 n. 36, la sdemanializzazione dei terreni abbandonati per inalveamento di un corso d’acqua portava automaticamente all’evento naturale dell’abbandono dell’alveo, in quanto veniva a mancare (in conseguenza del detto evento), l’originaria funzione di pubblico interesse dalla quale dipendeva la demanialità necessaria della “res”.

Tribunale sup. acque, 23/11/1999, n.125

Accessione fluviale: condizioni

Perché si verifichi l’accessione fluviale occorrono alcune condizioni ovvero che la concrezione si sia formata impercettibilmente, cioè non per la forza istantanea del fiume che disalvea e si crea un nuovo letto; che il filone della corrente si sia spostato naturalmente verso la riva opposta e che tale variazione non sia stata determinata dall’opera dell’uomo: l’art. 941, c.c., prevede l’ipotesi delle unioni di terra e degli incrementi, che si formano successivamente ed impercettibilmente nei fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti, mentre l’art. 942 c.c., nel vecchio testo, prevedeva l’ipotesi del terreno abbandonato dall’acqua corrente, che insensibilmente si ritira da una delle rive, portandosi sull’altra; l’art. 947 c.c., infine, nel vecchio testo stabiliva che gli artt. 941,942,945 e 946 c.c. non si applicano nel caso in cui le alluvioni ed i mutamenti nel letto dei fiumi derivino da regolamento del loro corso, da bonifiche o da altre simili cause: nella specie, mancando una concreta e specifica prova che i terreni de quibus si siano formati nel corso degli anni spontaneamente, naturalmente ed impercettibilmente, risulta improspettabile un’accessione fluviale.

Corte appello Torino, 25/02/2019, n.365

Spostamento di un corso d’acqua e porzione di terreno

In tema di accertamento della natura demaniale di un terreno abbandonato dalle acque correnti, ai sensi dell’art. 942 c.c., nella formulazione anteriore alle modifiche di cui alla l. n. 37 del 1994, anche il ritiro di una sola sponda, non transitorio e non dovuto a fenomeni naturali, comporta la perdita della demanialità del relativo terreno, in quanto a seguito della deviazione o spostamento del corso d’acqua una porzione di terreno che prima costituiva parte integrante dell’alveo cessa di appartenervi.

Cassazione civile sez. un., 13/06/2017, n.14645



2 Commenti

  1. Buongiorno. Vorrei avere da voi un’informazione legale. Posso diventare proprietario di un terreno abbandonato? Non riesco ad acquisirlo con un regolare contratto di vendita nei confronti degli eredi. Quindi, come posso procedere?

    1. Si può diventare proprietari attraverso una sorta di «occupazione» di fatto:  è il meccanismo dell’usucapione che, detto in parole molto semplici, è il possesso per 20 anni continuativi dell’altrui immobile. Il possesso pacifico, continuo e in pubblico di un bene mobile o immobile può consentire di diventare proprietari del bene stesso senza bisogno di un accordo con il legittimo proprietario. Si tratta dell’usucapione. Per una definizione più precisa leggi l’articolo L’usucapione: cos’è e come funziona https://www.laleggepertutti.it/25338_lusucapione-cose-e-come-funziona

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