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Luci nel muro: ultime sentenze

3 Settembre 2020
Luci nel muro: ultime sentenze

Apertura luci irregolari nel muro divisorio tra proprietà confinanti; rilevanza ai fini dell’usucapione del diritto di servitù; proprietà e rapporti di vicinato.

Luci nel muro di proprietà esclusiva o comune

In tema di apertura di luci irregolari nel muro divisorio tra proprietà confinanti, bisogna distinguere se esse siano state realizzate sul manufatto di proprietà esclusiva di colui che compie tale attività e, quindi, “iure proprietatis”, ovvero sul muro comune o di proprietà esclusiva del confinante e, pertanto, “iure servitutis”, poiché solo in quest’ultima ipotesi il diritto a mantenere la relativa servitù può essere acquisito per usucapione.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione di appello che aveva affermato la non usucapibilità di una servitù di luce, prescindendo dalla concreta individuazione del regime dominicale del muro sul quale detta luce era stata aperta).

Cassazione civile sez. II, 09/11/2018, n.28804

Distanze delle costruzioni dalle vedute

In tema di proprietà e rapporti di vicinato, il sacrificio del diritto del vicino di tenere le luci nel muro è subordinato alla effettiva erezione di una costruzione, in appoggio o in aderenza al muro stesso, e non anche in relazione alla semplice intenzione di costruire, sicché, in assenza di tale presupposto, è inammissibile per carenza di interesse la domanda volta ad ottenere la mera declaratoria del diritto a chiudere le luci esistenti nel muro di proprietà della controparte.

Cassazione civile sez. II, 04/12/2014, n.25635

Diritto di chiedere la chiusura delle luci aperte sul muro comune

Con riguardo all’art. 903 c.c., qualora non si sia verificato acquisto del diritto di servitù, da accertarsi attraverso il giudizio petitorio, il comproprietario ha diritto di chiedere la chiusura delle luci aperte sul muro comune senza il suo consenso.

Tribunale Firenze, 22/09/2014

Apertura di luci nel muro divisorio comune tra proprietà confinanti

In caso di apertura di luci nel muro divisorio tra proprietà confinanti, da considerarsi comune ai sensi dell’art. 880 c.c., deve applicarsi il disposto dell’art. 903 c.c., il quale, oltre a consentire, al comma 1, l’apertura al proprietario di luci nel muro proprio che sia contiguo al fondo altrui, stabilisce, al comma 2, come regola di ordine generale, che “se il muro è comune, nessuno dei proprietari può aprire luci senza il consenso dell’altro”. Di conseguenza, il diritto a mantenere le luci può essere in tale ipotesi diversamente acquisito solo iure servitutis.

Cassazione civile sez. II, 11/06/2007, n.13649

Luce irregolare aperta in un muro comune

Una luce con caratteristiche d’irregolarità aperta in un muro comune tra un vano e l’altro del medesimo edificio allo scopo di dare aria e luce ad uno di essi non è assoggettata alla disciplina di cui agli art. 901,904 c.c., poiché tale apertura non costituisce estrinsecazione del diritto di proprietà, ma ponendo in essere una vera e propria invasione nella sfera di godimento della proprietà altrui, ha struttura e funzione di uno “jus in re aliena”, acquisibile perciò mediante usucapione o destinazione del padre di famiglia.

Tribunale Napoli sez. II, 10/11/2005

Diritto di acquistare la comunione del muro altrui

L’art. 904 c.c. prevede due distinte ipotesi nelle quali la facoltà del proprietario del muro al mantenimento delle luci aperte su di esso è considerata recessiva rispetto al diritto potestativo del vicino di chiuderle: la prima ha come presupposto l’esercizio da parte del vicino del diritto di acquistare la comunione del muro altrui, nella quale la chiusura delle luci su tale muro esistenti è subordinata alla condizione che questi, acquistata la comunione, realizzi in appoggio al muro stesso un’opera qualificabile come “edificio”; la seconda attiene alla realizzazione da parte del vicino di un manufatto posto solo in aderenza al muro altrui dotato di luci, senza l’acquisto della comunione di esso, nella quale nessuna specifica caratteristica o modalità di realizzazione del manufatto è prevista, salvo che integri i requisiti di una costruzione stabile e permanente tale da recare da sola un’utilità al proprietario o a chi ne usi (nella fattispecie è stato ritenuto che la mera sopraelevazione di un muro già esistente ed edificato in aderenza integrasse la seconda fattispecie di cui alla citata norma).

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. III, 25/07/2005, n.3836

Sacrificio del diritto del vicino

In tema di proprietà e rapporti di vicinato, il sacrificio del diritto del vicino di tenere luci nel muro è subordinato alla effettiva erezione di una costruzione, in appoggio o in aderenza al muro stesso, che apporti una concreta utilità a chi l’ha costruita, e che non si rileva necessariamente collegata al soddisfacimento di esigenze abitative. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d’appello che aveva ritenuto legittimamente esercitata la facoltà di cui all’art. 904 c.c. nella ipotesi di realizzazione di un ampio ripostiglio, avente comunque una utilità che escludeva finalità meramente emulative).

Cassazione civile sez. II, 01/07/2004, n.12016

Costruzione do un altro muro di confine in aderenza al muro

Il proprietario del fondo confinante ha sempre il diritto di occludere la luce aperta nel muro vicino, costruendo in aderenza al muro di confine altro muro di confine, senza che ciò rappresenti attività emulativa.

Cassazione civile sez. II, 25/06/2001, n.8671

Costruzione in appoggio o in aderenza al muro

Il proprietario del fondo confinante con il muro in cui il vicino ha aperto luci, regolari o irregolari che siano – salva in quest’ultimo caso la facoltà di chiederne la regolarizzazione, ai sensi dell’art. 902, comma 2, c.c. – ha diritto di chiuderle soltanto se erige una vera e propria costruzione in appoggio o in aderenza al predetto muro, dopo averlo reso comune, essendo questa la condizione richiesta dall’art. 904, comma 2, c.c., per sacrificare il diritto del vicino di tenere le luci nel muro.

Cassazione civile sez. II, 04/12/2000, n.15442

Luci nel muro: cosa può fare il vicino?

Poiché ai sensi dell’art. 904 c.c. il vicino può costruire in aderenza al muro su cui si trovano le luci altrui, senza dover osservare alcuna modalità o limite a tutela di esse, se sopraeleva la sua costruzione, e in conseguenza di ciò tali luci non rispettano più, nel loro lato inferiore, l’altezza minima prevista dall’art. 901 n. 2 c.c. rispetto alla costruzione sopraelevata, il proprietario di questa può pretenderne la chiusura.

Cassazione civile sez. II, 10/03/1997, n.2127

L’identificazione della natura della servitù

Una servitù di luce con riguardo ad una apertura in un muro in comproprietà può essere acquistata o in virtù di convenzione fra i proprietari dei fondi finitimi ovvero per usucapione e può consistere in una servitus luminum che costringe il vicino a subire l’esistenza della luce nel muro divisorio comune senza poterne chiedere la rimozione o in una servitus ne luminibus officiatur che impedisce al comproprietario del muro di sopprimere o di oscurare la luce, obbligandolo in caso di costruzione da parte sua in appoggio o in aderenza, ad osservare la distanza imposta dalle norme applicabili al caso. L’identificazione della precisa natura della servitù va condotta interpretando il titolo convenzionale o accertando le circostanze del possesso che portò all’usucapione.

Cassazione civile sez. II, 02/06/1993, n.6165



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