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Cisterna: ultime sentenze

5 Settembre 2020
Cisterna: ultime sentenze

Approvvigionamento idrico; trasporto marittimo con navi cisterna di acqua potabile; rilascio dell’autorizzazione per il trasporto da parte di navi cisterna di acqua destinata al consumo umano.

Cisterna per la raccolta d’acqua

Il manufatto che risulta posto a esclusivo servizio del ricovero di mezzi agricoli e dell’antica cisterna per la raccolta d’acqua ivi esistente, senza consentire alcuna altra diversa utilizzazione, non costituendo un’opera soggetta al previo rilascio di titoli edilizi, non può essere oggetto di ordine demolitorio.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 27/02/2019, n.2594

L’obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi

In caso di affidamento di lavori in appalto o a lavoratori autonomi, l’obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi derivanti dalle possibili interferenze tra le diverse attività che si svolgono in successione o contemporaneamente, di cui all’art. 7 d.lg 19 settembre 1994, n. 626, grava sul datore di lavoro committente, cioè su colui che ha la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo.

(Fattispecie relativa al decesso di lavoratori di un autolavaggio, durante le operazioni di pulizia di una cisterna, a causa dell’inalazione di residui di zolfo presenti al suo interno, in cui la Corte ha annullato la sentenza che aveva affermato la sola responsabilità del titolare dell’autolavaggio, escludendo quella del titolare della società trasportatrice, che conduceva in locazione finanziaria la cisterna di cui aveva commissionato le operazioni di bonifica a soggetto privo della necessaria idoneità tecnica e professionale, senza informarlo dei rischi connessi alla presenza dei residui di zolfo, e quella del titolare della società produttrice di acido solforico che per il trasporto dello stesso aveva pattuito con la società trasportatrice l’uso di tale cisterna, previa bonifica).

Cassazione penale sez. IV, 08/02/2019, n.12876

Cisterna idrica interrata

Per l’installazione di un impianto di autoclave, delle celle frigorifere, dell’impianto di condizionamento, della cisterna idrica interrata e del montacarichi per il trasporto di vettovaglie non occorre un provvedimento concessorio, sicché rispetto ad essi il Comune può al più disporre una sanzione pecuniaria prevista dall’art. 37, t.u. delle disposizioni in materia edilizia per interventi eseguiti in assenza di d.i.a.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 02/09/2010, n.3447

Manufatto in muratura anche non interrato

Il termine “cisterna” richiamato nella disciplina delle distanze dall’art. 889 cod. civ., deve essere riferito non solo ai manufatti, in tutto o in parte, interrati adibiti per la raccolta di acque piovane, ma, piu` in generale, ad ogni manufatto in muratura, anche non interrato, per la raccolta dell’acqua che con qualsiasi mezzo (ed anche con tubi) vi viene addotta, ricorrendo, in misura maggiore per i manufatti non interrati o seminterrati destinati alla raccolta di acqua non piovana, quelle esigenze di sicurezza che impongono la limitazione prevista dall’art. 889 citato.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Sentenza, 28/11/1994, n. 10146

L’autorizzazione al trasporto di acqua potabile

In tema di schema di regolamento recante « Disciplina per il rilascio dell’autorizzazione per il trasporto da parte di navi cisterna di acqua destinata al consumo umano – Legge 27 febbraio 2017, n. 18 », con riguardo all’articolo 3, comma 4, si osserva che esso consente alle navi già in esercizio per il trasporto di sostanze diverse dall’acqua destinata al consumo umano di potersi adeguare alle disposizioni del presente regolamento qualora intendano chiedere il rilascio dell’autorizzazione prevista dal comma 1 dell’esaminando articolo 3, a condizione, tuttavia che non siano trascorsi più di quindici anni dalla data di costruzione della nave.

L’introduzione di un siffatto limite temporale costituisce una eccezione alla regola generale che consente il ricondizionamento di navi in precedenza destinate ad altri usi e, segnatamente, al trasporto petrolifero. In quanto eccezione, necessita che la prescrizione si giustifichi sul piano della ragionevolezza; anche perché, così come strutturata in parte qua, la norma potrebbe esporsi a profili di anticoncorrenzialità laddove assume in cura principale un interesse pubblico di natura in realtà secondaria, quello afferente il mercato del trasporto, che incide altresì sul diritto di iniziativa economica dell’armatore ovvero del proprietario di una nave al quale viene precluso definitivamente il ricorso al mercato sulla base di un dato temporale del tutto disancorato da elementi oggettivi di riscontro documentale e fattuale.

Anche la previsione di un dato anagrafico di vetustà unico, valevole per tutte le unità navali, del tutto sganciata dalle caratteristiche funzionali specifiche dell’utilizzazione precedente, appare non congruamente supportata sul piano tecnico-scientifico, tenuto conto che le relazioni a corredo della richiesta di parere non hanno contribuito, sul punto, a dare chiarezza.

Consiglio di Stato atti norm., 10/06/2019, n.1662

L’appalto del servizio di fornitura di acqua potabile

La clausola del bando di gara per l’appalto del servizio di fornitura di acqua potabile, la quale pone, tra le condizioni per la partecipazione alla gara la regolare detenzione di navi cisterna va intesa in senso restrittivo come effettiva disponibilità derivante dalla posizione di proprietario, usufruttuario o detentore in virtù di contratto di locazione o comodato, essendo rispondente all’interesse pubblico l’esigenza di assicurare la certezza della esecuzione della prestazione di rilevantissimo interesse pubblico, senza incorrere nel rischio di contrattempi e ritardi dovuti alla necessità per l’aggiudicatario di acquisire sul mercato le navi idonee al trasporto.

(Nel caso di specie è stata ritenuta legittima l’esclusione dalla gara dell’impresa la quale aveva allegato all’offerta una generica dichiarazione di disponibilità di imprese terze di navigazione a concludere contratti di noleggio, successivamente alla partecipazione).

Consiglio di Stato sez. IV, 20/11/1998, n.1619

Revocabilità dell’aggiudicazione del servizio di approvvigionamento idrico

In tema di approvvigionamento idrico, il d.m. n. 474 del 1988, contenente norme sul trasporto marittimo con navi cisterna di acqua potabile e di sostanze alimentari liquide sfuse, non deve ritenersi implicitamente abrogato dal Regolamento CEE n. 3577 del 1992, sicché è legittima la revoca dell’aggiudicazione del servizio di approvvigionamento, qualora siano mancate le autorizzazioni previste dal summenzionato regolamento ministeriale.

Cassazione civile sez. I, 29/08/2018, n.21356

L’impossessamento abusivo di acque pubbliche in misura eccessiva

L’impossessamento abusivo di acque pubbliche in misura eccessiva e con modalità diverse da quelle stabilite dall’ente gestore integra esclusivamente l’illecito amministrativo di cui all’art. 23 d.lg. n. 152 del 1999, e non anche il delitto di furto aggravato di cui agli artt. 624 e 625, n. 7, c.p., poiché la norma sanzionatoria amministrativa risulta speciale rispetto a quella penale, con la conseguenza che il loro concorso deve ritenersi solo apparente. (Fattispecie nella quale gli imputati avevano collegato un tubo in gomma alla fontana pubblica, al fine di riempire una cisterna sita presso i locali di un esercizio commerciale).

Cassazione penale sez. V, 05/03/2018, n.34455



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