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Donazione modale: ultime sentenze

2 Giugno 2021
Donazione modale: ultime sentenze

Spirito di liberalità; proposizione di azione di riduzione; inadempimento dell’onere posto a carico del donatario.

Donazione modale: inadempimento e riparto dell’onere probatorio

In tema di donazioni, lo spirito di liberalità è assolutamente compatibile con l’imposizione di un peso al beneficiario, purché tale peso – che non deve assumere il carattere di corrispettivo – costituisca una modalità del beneficio, senza snaturare l’essenza di atto di liberalità della donazione.

In tali casi si è soliti parlare di ‘donazione modale’; in caso di inadempimento dell’onere da parte del beneficiario, il creditore ha il solo onere di dimostrare l’effettivo inadempimento, mentre grava sul debitore l’onere di provare che tale inadempimento è dipeso da fatto a lui non imputabile.

Tribunale Foggia sez. I, 04/03/2021, n.556

Risoluzione per inadempimento dell’onere

In tema di donazione modale, la risoluzione per inadempimento dell’onere non può avvenire “ipso iure”, senza valutazione di gravità dell’inadempimento, in forza di clausola risolutiva espressa, istituto che, essendo proprio dei contratti sinallagmatici, non può estendersi al negozio a titolo gratuito, cui pure acceda un “modus”.

Cassazione civile sez. II, 17/12/2020, n.28993

Donazione modale: verifica della mancata esecuzione

Nella donazione modale l’onere imposto al donatario costituisce una vera e propria obbligazione, con la conseguente rilevanza dell’indagine volta ad accertare se la sua mancata esecuzione dipenda da inadempimento imputabile al donatario, l’avveramento dell’evento futuro ed incerto previsto dalle parti come condizione risolutiva del contratto produce effetti a prescindere da ogni indagine sul comportamento colposo o meno dei contraenti in ordine al verificarsi dell’evento stesso, tenuto conto che nella disciplina delle condizioni del contratto non possono trovare applicazione i principi che regolano l’imputabilità in materia di obbligazioni.

Tribunale Cosenza sez. I, 09/10/2020, n.1706

La donazione modale e quella remuneratoria

In caso di donazione in parte remuneratoria (atteso che dal tenore di essa si evince che con tale lascito il de cuius abbia inteso remunerare la figlia dei servizi resi in vita) ed in parte modale, poiché effettuata in cambio di assistenza della medesima figlia fino al momento della morte del genitore, va evidenziato che, per ciò che riguarda la donazione remuneratoria, essa è prevista dall’art. 770 c.c. norma che ribadisce che costituisce donazione anche la liberalità fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario. Quindi la donazione remuneratoria, in quanto donazione vera e propria, è assoggettata alla disciplina della reintegrazione di quanto spetta ai legittimari e, di conseguenza, all’azione di riduzione.

Parimenti, in tema di donazione modale, lo spirito di liberalità è perfettamente compatibile con l’imposizione di un peso al beneficiario purché tale peso, non assumendo il carattere di corrispettivo, costituisca una modalità del beneficio, senza snaturare l’essenza di atto di liberalità della donazione. Tali considerazioni inducono a ritenere che, poiché l’imposizione di un onere non snatura l’essenza della donazione, trasformandola in un contratto a titolo oneroso, in caso di proposizione di azione di riduzione le donazioni modali non possono ritenersi escluse dalla riunione fittizia.

Tribunale Catania sez. lav., 07/04/2020, n.1246

Atti di liberalità: differenze tra modus e condizione

Il modus costituisce un elemento accessorio degli atti di liberalità, in quanto con esso si mira, da parte del disponente, ad attuare un fine che si aggiunge a quello principale dell’atto a titolo gratuito, operando, come ulteriore movente di quest’ultimo, senza pero condizionarne l’attuazione. Di qui la netta sua distinzione dalla condizione, perché, mentre gli effetti della donazione sottoposta a condizione sospensiva non si verificano se non quando l’evento dedotto si sia avverato, l’efficacia della donazione modale ha sempre luogo, a prescindere dall’adempimento o meno del modus.

Qualora, infatti, una clausola apposta a una donazione sia prevista dalle parti non come modus, che costituisce per il donatario una vera e propria obbligazione, ma come condizione risolutiva del contratto, questa produce effetti indipendentemente da ogni indagine sul comportamento, colposo o meno, dei contraenti in ordine al verificarsi dell’evento stesso, tenuto conto che nella disciplina delle condizioni nel contratto non possono trovare applicazione i principi che regolano l’imputabilità in materia di obbligazioni.

Cassazione civile sez. III, 05/03/2019, n.6304

La natura donativa

Va disattesa la qualificazione del negozio impugnato in termini di atto a titolo oneroso, trattandosi, piuttosto, di mera donazione modale ex art. 793 c.c., nel caso in cui dall’intestazione dell’atto (donazione remuneratoria) e dalle espressioni utilizzate (“dona”, “dispensa da collazione”, “donante”, “immobili donati”), risulti con evidenza la natura donativa dell’atto.

Tribunale Latina sez. I, 15/11/2018, n.2755

L’azione di risoluzione della donazione modale

L’azione di risoluzione della donazione modale per l’inadempimento dell’onere in essa stabilito a carico del donatario può essere proposta solo dal momento in cui si verifica tale inadempimento, purché questo non sia determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile all’obbligato; ne consegue che l’azione di risoluzione è soggetta alla prescrizione e al relativo termine, decorrente dall’epoca dell’inadempimento dell’onere e non dalla data di conclusione del contratto di donazione.

Cassazione civile sez. II, 03/10/2018, n.24131

Diminuzione di valore della donazione

In materia di donazione modale, l’imposizione di un onere in capo al donante – sebbene non presenti natura di corrispettivo, trasformando il titolo dell’attribuzione da gratuito in oneroso – comporta una diminuzione di valore della donazione stessa, incidendo sull’ammontare del trasferimento patrimoniale, della quale è necessario tenere conto ai fini della riunione fittizia conseguente alla riduzione della donazione ex art. 555 cod. civ.

Cassazione civile sez. II, 07/04/2015, n.6925

Donazione modale e ampliamento dell’area edificabile

L’ampliamento dell’area edificabile conseguito attraverso una donazione modale effettuata dal vicino confinante del contribuente, non legittima la maggiore pretesa fiscale ai fini ICI dell’area stessa da parte dell’Ente impositore, almeno fino a quando non intervenga la richiesta di concessione edilizia da parte del donatario.

Comm. trib. reg. Brescia, (Lombardia) sez. LXIV, 11/09/2014, n.4569

Valutazione della gravità dell’inadempimento

In tema di donazione modale, la risoluzione per inadempimento dell’onere non può avvenire “ipso iure”, senza valutazione di gravità dell’inadempimento, in forza di clausola risolutiva espressa, istituto che, essendo proprio dei contratti sinallagmatici, non può estendersi al negozio a titolo gratuito, cui pure acceda un “modus”.

Cassazione civile sez. II, 20/06/2014, n.14120

La trascrizione della donazione modale

La trascrizione della donazione modale non fa acquisire all’onere carattere reale, atteso il principio di tipicità dei diritti reali e la riconduzione della donazione modale nell’ambito dei rapporti obbligatori.

Cassazione civile sez. II, 09/06/2014, n.12959

Inadempimento imputabile al donatario

Mentre nella donazione modale l’onere imposto al donatario costituisce una vera e propria obbligazione, con la conseguente rilevanza dell’indagine volta ad accertare se la sua mancata esecuzione dipenda da inadempimento imputabile al donatario, l’avveramento dell’evento futuro ed incerto previsto dalle parti come condizione risolutiva del contratto produce effetti a prescindere da ogni indagine sul comportamento colposo o meno dei contraenti in ordine al verificarsi dell’evento stesso, tenuto conto che nella disciplina delle condizioni del contratto non possono trovare applicazione i principi che regolano l’imputabilità in materia di obbligazioni (nella specie, la Corte ha ritenuto che costituisse condizione risolutiva la clausola che subordinava la donazione al Comune di un immobile al compimento da parte della predetta istituzione dei lavori necessari per adeguare l’immobile a struttura ricettiva per anziani, con la specifica che se tale opera non fosse stata iniziata, realizzata e funzionante nei termini previsti, la donazione si sarebbe risolta di diritto con obbligo del Comune di restituire gratuitamente e senza pagamento di alcuna somma di denaro l’intero immobile alla donante ed ai suoi aventi causa).

Cassazione civile sez. un., 11/04/2012, n.5702

Donazione modale realizzata in forma orale

Nel caso di donazione modale realizzata in forma orale, ove manca per definizione l’espressa previsione (in forma scritta) della possibilità di risolvere l’elargizione per inadempimento del donatario rispetto all’onere assunto, non può trovare ingresso alcuna forma di risoluzione.

Tribunale Busto Arsizio, 03/08/2011

Limitazione del beneficio attribuito al donatario

All’apertura della successione di un soggetto, che, in vita, ha donato tutti i beni immobili ai figli, il coniuge superstite ha diritto alla quota di legittima e l’obbligazione unilaterale dei donatari di corrispondere somme di denaro annuali, più l’assunzione dell’obbligo di far abitare i genitori, vita natural durante, in uno degli immobili donati, non configurano donazione modale.

Lo spirito di liberalità è compatibile con l‘imposizione di un peso al beneficiato, se non assuma carattere corrispettivo, ma sia mera limitazione del beneficio attribuito al donatario per volontà espressa dal donante nello stesso atto di donazione.

Corte appello Roma, 21/03/2006

Azione di riduzione: è volta ad aggredire l’atto di liberalità

In caso di donazione modale, ove il “modus” sia previsto a favore dello stesso donante, l’azione di riduzione volta ad aggredire l’atto di liberalità può avere ad oggetto solo il netto della donazione, detratto dall’importo del bene donato, il valore dell’onere.

Tribunale Napoli, 04/05/2004

La risoluzione della donazione modale

La risoluzione della donazione modale per inadempimento dell’onere può aversi solo se prevista espressamente nell’atto dal disponente, poiché il modo non ne altera la natura di negozio gratuito solo perché riduce la liberalità, nè diventa corrispettivo di attribuzione negoziale. L’inadempimento del modo non può portare la risoluzione della donazione stessa “ipso iure” in forza di clausola risolutiva espressa, in quanto l’ordinamento ha inteso astrarre la donazione dalla risolubilità dei contratti, male conciliandosi essa con i ripensamenti ed arbitri del donante.

Corte appello Potenza, 22/01/2004, n.14



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4 Commenti

  1. Vorrei un attimo capire in cosa consiste la donazione modale e quando la donazione può essere annullata?

    1. Nella donazione modale il donante, oltre ad arricchire il patrimonio del donatario nelle forme previste (cioè trasferendogli gratuitamente un diritto o assumendo verso di lui un’obbligazione o liberandolo da un debito), pone a carico del donatario, cioè di chi riceve la donazione, un onere. Il donante, in altri termini, impone al donatario di eseguire una prestazione a suo favore o anche a favore di una terza persona.Se il donatario non adempie spontaneamente all’onere che il donante gli ha imposto, è possibile che il donante stesso o qualunque interessato possano ricorrere al giudice per ottenere l’adempimento dell’onere indicato.Ma è anche possibile che la donazione venga risolta (cioè “annullata”), in caso di mancato spontaneo adempimento dell’onere da parte del donatario. La legge risponde positivamente a condizione che la risoluzione per inadempimento del contratto di donazione modale sia stata prevista nell’atto di donazione.Se, quindi, era stato indicato chiaramente nell’atto di donazione che in caso di mancato adempimento dell’onere la donazione si sarebbe risolta, allora il donante o gli eredi del donante, dopo la morte del donante, potranno anche agire dinanzi al giudice per ottenere la risoluzione del contratto di donazione (con l’effetto che il bene donato tornerà nel patrimonio del donante).

  2. Il testatore ha donato un immobile sotto condizione di assisterlo, nel caso di azione di riduzione il valore del bene trasferito come va calcolato? Vi ringrazio anticipatamente

    1. In pratica, nell’ambito dell’azione di riduzione della legittima il valore del bene trasferito va calcolato al netto dell’onere sopportato dal donatario se la donazione è modale.In particolare la Suprema Corte ha spiegato che, nel concorrere alla successione dell’ascendente, i figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali, sono tenuti a conferire, ai coeredi, tutto ciò che direttamente e indirettamente abbiano ricevuto dal defunto. È il cosiddetto obbligo della collazione (operazione che serve a unire in un unico e astratto calderone tutti gli averi del defunto e a verificare quanto, da quest’ultimo, ogni singolo erede ha ricevuto). E ciò vale anche in caso di donazione modale: ma in questo caso bisogna calcolare solo la differenza tra il valore dei beni donati e il valore dell’onere sopportato dal donatario (ossia l’assistenza).

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