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Patto di famiglia: ultime sentenze

5 Settembre 2020
Patto di famiglia: ultime sentenze

Imposta sulle donazioni; corresponsione dell’azienda o della partecipazione ai legittimari non assegnatari: aliquota applicabile; corresponsione di un assegno vitalizio ai genitori.

Patto di famiglia

Il patto di famiglia di cui all’art. 768-bis c.c. è assoggettato ad imposta sulle donazioni con riferimento sia al trasferimento d’azienda (o della partecipazione) dal disponente al discendente, salve le ipotesi di esenzione di cui all’art. 3, comma 4-ter, del d.lgs. n. 349 del 1990, sia alla corresponsione della somma compensativa della quota di legittima dell’assegnatario dell’azienda (o della partecipazione) ai legittimari non assegnatari, assumendo in quest’ultima ipotesi rilevanza l’aliquota e la franchigia relativa al rapporto tra assegnatario e legittimario.

Cassazione civile sez. trib., 19/12/2018, n.32823

Patto di famiglia e cessione d’azienda

Nel prevedere l’istituto del patto di famiglia (art. 768 c.c.), il Legislatore ha inteso facilitare il passaggio di aziende al fine di evitare le liti ereditarie e, perciò, lo smembramento delle stesse. Essendo tale l’intento del legislatore, l’imprenditore cedente è esentato dal pagamento dell’imposta sulla plusvalenza generata dalla cessione d’azienda, al pari del beneficiario della cessione (altrimenti verrebbe vanificato l’intento del legislatore), essendo irrilevante la qualifica (di imprenditore o meno) dello stesso.

Comm. trib. prov.le Matera sez. II, 05/12/2017, n.350

Conferimento dei beni in natura dei soci fondatori

È ammissibile l’azione revocatoria del negozio di conferimento di beni in natura dei soci fondatori in favore della società: il patto di famiglia ex art. 768 bis c.c. (in virtù del quale nella specie venivano cedute quote di partecipazione) è atto di disposizione revocabile, come tutti gli altri atti di disposizione posti in essere dal debitore, in presenza dei requisiti di cui all’art. 2901 c.c.

Tribunale Torino Sez. spec. Impresa, 20/02/2015

Trasferimento dell’azienda di famiglia

Qualora si stabilisca il trasferimento dell’azienda di famiglia a favore di uno solo dei figli con l’onere per quest’ultimo di versare mensilmente una somma di denaro per l’assistenza dei genitori, e qualora gli altri figli abbiano rinunciato alla liquidazione delle quote loro spettanti, si concretizza un patto di famiglia. Tale patto è soggetto ad un’unica imposta di registro in misura fissa, in quanto l’obbligo di assistenza ha carattere gratuito, non oneroso, quindi non è soggetto ad imposta di registro.

Comm. Trib II grado Trentino Alto Adige Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 22/02/2013, n.11

La partecipazione al patto di famiglia

Spetta al tribunale decidere sull’istanza di autorizzazione dell’incapace a partecipare ad un patto di famiglia, ex art. 375 c.c. e con parere del Giudice Tutelare: infatti, benché la partecipazione al patto di famiglia non comporti immediati effetti traslativi sul patrimonio del legittimario incapace, di fatto questi aliena all’assegnatario la porzione di legittima, a lui altrimenti spettante, sull’azienda di famiglia.

Tribunale Reggio Emilia, 19/07/2012, n.257

Patto di famiglia: assegno vitalizio corrisposto ai genitori

L’impegno del beneficiario di un patto di famiglia a corrispondere ai propri genitori un assegno vitalizio non è autonomamente soggetto a imposta di registro. Inoltre la rinuncia a qualsiasi forma di liquidazione da parte degli altri familiari sconta un prelievo fisso una volta sola.

Commissione Tributaria di secondo grado, Bolzano, Sentenza, 11/01/2013

Invalidità del patto economico

Non è valido il patto economico fatto dai coniugi dopo una crisi superata, se poi il matrimonio finisce con l’addebito per entrambi.

Corte di Cassazione, Sezione 1, Civile, Sentenza, 8/05/2013, n. 10718



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