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Acquisto dell’eredità: ultime sentenze

11 Marzo 2021
Acquisto dell’eredità: ultime sentenze

Qualità di erede del trasmittente; indegnità a succedere; patrimonio ereditario; causa di esclusione dalla successione.

Accettazione dell’eredità devoluta per legge

L’accettazione dell’eredità devoluta per legge costituisce una manifestazione unilaterale di volontà del successibile, non del suo dante causa, con l’effetto di far acquistare l’eredità a norma dell’art. 459 c.c. e non in forza di disposizioni del “de cuius”. Essa, pertanto, non essendo riconducibile nello schema negoziale dell’atto traslativo della proprietà, non concreta il requisito del titolo proveniente “a non domino”, astrattamente idoneo al trasferimento della proprietà e non può, per l’effetto, determinare l’acquisto della proprietà di un bene mobile ai sensi dell’art. 1153 c.c.

Cassazione civile sez. II, 04/02/2021, n.2612

Spese funerarie

Le spese funerarie sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e che, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari – cioè dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento –, gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità.

Ne consegue che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive sostenute contro la volontà espressa dai medesimi. E ciò vale anche per le spese del sepolcro e per le spese per la denuncia di successione.

Corte appello Catania sez. II, 18/07/2020, n.1286

Trasmissione del diritto ad accettare l’eredità

In caso di trasmissione del diritto di accettare l’eredità, il trasmissario deve compiere due distinti atti di accettazione, essendo chiamato a succedere in due eredità, quella originaria e quella del trasmittente, sicché l’acquisto della qualità di erede del trasmittente non implica automaticamente anche l’acquisto dell’eredità alla quale quest’ultimo era chiamato.

Cassazione civile sez. VI, 02/08/2017, n.19303

Spese per la denuncia di successione

Le spese per la denuncia di successione sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari, ossia dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono con il patrimonio del medesimo a coloro che gli succedono per legge o per testamento, gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità, con la conseguenza che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli altri coeredi nei limiti della loro quota.

Cassazione civile sez. II, 18/09/2013, n.21391

Acquisto dell’eredità e successione ereditaria

È pur vero che la qualità ereditaria è consequenziale alla vocazione testamentaria o legale nella universalità dei beni o in una quota di essi, in quanto tale vocazione, attualizzandosi, comporta la messa a disposizione, a favore del chiamato, di quella universalità o di quella quota ed è coeva al corrispondente momento, che è quello stesso dell’apertura della successione (art. 456): precede, dunque, l’acquisto dell’eredità, che, avvenendo con l’accettazione di questa (art. 459), perfeziona la successione ereditaria.

Tuttavia l’acquisto dei titoli non può che ricollegarsi all’accettazione dell’eredità, dovendo essere riconosciuta anche in sede di voltura di precedente autorizzazione al commercio su aree pubbliche la possibilità, per il chiamato, di verificare la sussistenza di elementi positivi o negativi tali da procedere o meno all’accettazione stessa.

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 11/06/2010, n.4491

Incapacità all’acquisto dell’eredità

L’indegnità a succedere di cui all’art. 463 c.c. pur essendo operativa “ipso iure”, deve essere dichiarata con sentenza costitutiva su domanda del soggetto interessato, atteso che essa non costituisce un’ipotesi di incapacità all’acquisto dell’eredità, ma solo una causa di esclusione dalla successione.

Cassazione civile sez. II, 05/03/2009, n.5402

Trascrizione dell’acquisto dell’eredità

In materia di beni immobili, nel conflitto fra l’erede vero ed il terzo avente causa dell’erede apparente, l’acquisto del terzo non prevale sull’erede ogni qual volta manchi la trascrizione dell’acquisto dell’eredità in favore dell’erede apparente, ad onta del fatto che il terzo abbia trascritto il proprio acquisto contro l’erede apparente prima che l’erede vero abbia a sua volta trascritto il proprio acquisto “mortis causa” contro il “de cuius”.

Tribunale Roma, 24/03/2004

Pesi ereditari

Le spese per le onoranze funebri sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari – ossia dai debiti esistenti in capo al “de cuius” e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento – gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità; ne consegue che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive sostenute contro la volontà espressa dai medesimi.

Cassazione civile sez. II, 03/01/2002, n.28

Data di commissione del fatto e dell’acquisto dell’eredità

Pur sussistendo, anche a seguito della l. n. 20 del 1994, il prevalente carattere risarcitorio e non sanzionatorio della responsabilità amministrativa, è da ritenere l’immediato difetto di legittimazione passiva degli eredi a prescindere dalla data di commissione del fatto e dell’acquisto dell’eredità.

Corte Conti sez. II, 26/06/1996, n.50/A

L’acquisto dell’eredità da parte dello Stato

Il disposto dell’art. 586 c.c., ove è previsto l’acquisto dell’eredità da parte dello Stato in caso di assenza di successibili, configura un’ipotesi di acquisto “iure successionis” a titolo derivativo. Detta norma non è pertanto una specificazione del fenomeno di acquisto a titolo originario contemplato all’art. 827 c.c. in materia di beni immobili vacanti ma configura una fattispecie di natura diversa. L’art. 67 comma 2 dello statuto speciale delle regione Trentino Alto Adige ha derogato, per i beni immobili posti nel territorio della regione, all’art. 827 c.c., ma non ha modificato la portata dell’art. 586 c.c. che è tuttora in vigore anche nel territorio della regione stessa.

Cassazione civile sez. II, 11/03/1995, n.2862

L’atto impeditivo dell’acquisto dell’eredità

La legittimazione passiva nell’azione promossa ai sensi dell’art. 524 c.c. – che ha caratteri propri rispetto all’azione surrogatoria ed a quella revocatoria, poiché con essa il creditore mira ad essere autorizzato ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunziante, suo debitore, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza del suo credito – spetta esclusivamente a detto debitore, senza che ricorra un’ipotesi di litisconsorzio necessario nei confronti dei successivi chiamati che abbiano accettato l’eredità, portatori di un interesse idoneo a consentire unicamente un intervento in causa adesivo dipendente, per sostenere le ragioni del debitore rinunziante.

Con la conseguenza che mentre la sentenza è “utiliter data” nei confronti del solo debitore, autore della rinuncia, il creditore potrà agire sul patrimonio ereditario, essendo a lui inopponibile l’atto impeditivo dell’acquisto dell’eredità, e rimanendogli estranea la delazione a favore del terzo chiamato, per effetto della rinuncia da lui impugnata nei rapporti diretti col debitore.

Cassazione civile sez. II, 18/01/1982, n.310



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