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Fecondazione eterologa: ultime sentenze

31 Agosto 2020
Fecondazione eterologa: ultime sentenze

Procreazione medicalmente assistita; formazione di embrioni in vitro; diritto all’autodeterminazione procreativa; revocabilità del consenso.

Forme di commercio di gameti

In tema di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo (che necessita di donazione e trasferimento di gameti), l’incriminazione di cui all’articolo 12, comma 6, della legge 40/2014 deve essere interpretata, con riferimento al divieto di commercializzazione di gameti, alla luce della sentenza costituzionale n. 162/2004, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il divieto di fecondazione eterologa nei casi di sterilità o infertilità assolute e irreversibili. Pertanto sono punibili, in quanto costituenti la mercificazione della procreazione assistita, tutte le condotte dirette, in qualsiasi forma, alla produzione e circolazione dei gameti, remunerate con corrispettivo in rapporto sinallagmatico con la condotta di produzione, circolazione e immissione nel mercato, in violazione dei principi di gratuità e volontarietà della donazione di tessuti e cellule umane, sanciti dalla direttiva 2004/23/Ce, del Parlamento europeo e del Consiglio, attuata con d.lg. n. 191/2007.

Cassazione penale sez. III, 06/06/2019, n.36221

Revoca consenso del coniuge dopo l’inizio del trattamento

Non vi è falsa attestazione della paternità laddove la madre indichi come genitore del bambino il coniuge che, dopo aver acconsentito alla fecondazione eterologa, revochi il consenso solo dopo che sia iniziato il trattamento embrionale.

Cassazione penale sez. VI, 10/01/2019, n.4854

Consenso non revocabile a fecondazione eterologa iniziata

In tema di procreazione assistita, consentire la revoca del consenso, anche in un momento successivo alla fecondazione dell’ovulo, non apparirebbe compatibile con la tutela costituzionale degli embrioni, più volte affermata dalla Consulta (tra le altre Corte cost. 151/2009 e 229/2015).

Cassazione civile sez. VI, 18/12/2017, n.30294

Fecondazione eterologa: motivazione del diniego

Vanno annullati i provvedimenti di diniego all’autorizzazione preventiva (di cui all’art. 9 d.lg. n. 38/2014) per effettuare all’estero un ciclo di fecondazione eterologa nonché il rimborso a posteriori di tale ciclo laddove gli stessi non forniscono una congrua motivazione del diniego, tenuto conto, al riguardo, che l’art. 9 d.lg. n. 38/2014 prevede che l’autorizzazione preventiva non possa essere rifiutata qualora l’assistenza sanitaria in questione non possa essere prestata sul territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico (nel caso di specie, il provvedimento annullato, nello specificare, a supporto del diniego di autorizzazione, in via generica, che vi erano altri Centri in Italia cui la ricorrente poteva rivolgersi, non ha precisato i termini di fattibilità delle prestazioni tenuto conto dei parametri clinici e del complessivo stato di salute della ricorrente).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 17/11/2017, n.11398

L’indicazione della sola madre biologica

In relazione alla richiesta di iscrizione all’anagrafe dell’atto di nascita di un bambino di una coppia di due cittadine italiane sposatesi all’estero, si deve fare riferimento alla nozione di ordine pubblico internazionale e non a quella di ordine pubblico interno, nonché deve aversi riguardo all'”interesse del minore” e al suo “diritto al riconoscimento ed alla continuità delle relazioni affettive, anche in assenza di vincoli biologici ed adottivi con gli adulti di riferimento, all’interno del nucleo familiare”.

Nel caso di specie, la Cassazione, alla luce altresì della giurisprudenza della Corte Edu e delle prime sentenze sulla questione dopo la legge 76/2016 sulle unioni civili, ha accolto così accolto la domanda di rettificazione dell’atto di nascita di un bambino nato da due donne sposate in Inghilterra, tramite fecondazione eterologa, e che era stato trascritto in Italia con l’indicazione della sola madre biologica. In sostanza, per la Corte, il bambino anche nel nostro Paese deve risultare figlio di due mamme.

Cassazione civile sez. I, 15/06/2017, n.14878

Disconoscimento della paternità

Proposta un’azione di disconoscimento per impotenza a generare, chi agisce può, nel corso del processo, fare valere ragioni diverse a sostegno del disconoscimento, come, nella specie, quella rappresentata dal ricorrente, il quale aveva assimilato il concepimento mediante ricorso da parte della moglie, a sua insaputa, alla fecondazione eterologa.

Cassazione civile sez. I, 28/03/2017, n.7965

Stabile relazione affettiva tra due persone dello stesso sesso

Non è contraria all’ordine pubblico la trascrizione integrale dell’atto di nascita del minore nato all’estero tramite fecondazione eterologa nell’ambito di una stabile relazione affettiva tra due persone dello stesso sesso condividenti il progetto di genitorialità (nel caso di specie viene accolto il ricorso presentato dalle due donne e ordinato all’Ufficiale di Stato civile di ripristinare la trascrizione originaria dell’atto di nascita, parzialmente annullata dal Prefetto).

Tribunale Napoli sez. I, 06/12/2016

La procedura di maternità assistita

La procedura di maternità assistita tra due donne legate da un rapporto di coppia, con donazione dell’ovocita da parte della prima e conduzione a termine della gravidanza ad opera della seconda con utilizzo di un gamete maschile di un terzo ignoto, non costituisce una fattispecie di maternità surrogata o di surrogazione di maternità, ma integra un’ipotesi di genitorialità realizzata all’interno della coppia, assimilabile alla fecondazione eterologa, dalla quale si distingue per essere il feto legato biologicamente ad entrambe le donne.

Cassazione civile sez. I, 30/09/2016, n.19599

Il riconoscimento e la trascrizione in Italia di un atto straniero

Il riconoscimento e la trascrizione, nel registro dello stato civile in Italia, di un atto straniero, validamente formato, nel quale risulti la nascita di un figlio da due donne a seguito di procedura assimilabile alla fecondazione eterologa, per aver la prima donato l’ovulo e la seconda condotto a termine la gravidanza con utilizzo di un gamete maschile di un terzo ignoto, non contrastano con l’ordine pubblico per il solo fatto che il legislatore nazionale non preveda o vieti il verificarsi di una simile fattispecie sul territorio italiano, dovendosi avere riguardo al principio, di rilevanza costituzionale primaria, del superiore interesse del minore, che si sostanzia nel suo diritto alla conservazione dello “status filiationis”, validamente acquisito all’estero.

Cassazione civile sez. I, 30/09/2016, n.19599

La discriminazione tra fecondazione omologa ed eterologa

La determinazione regionale di distinguere la fecondazione omologa da quella eterologa, finanziando la prima e ponendo a carico degli assistiti la seconda, non risulta giustificata e, nell’incidere irragionevolmente sull’esercizio del diritto riconosciuto dalla sentenza n. 162 del 10 giugno 2014 della Corte Costituzionale, realizza una disparità di trattamento lesivo del diritto alla salute delle coppie affette da sterilità o da infertilità assolute.

Consiglio di Stato sez. III, 20/07/2016, n.3297

L’istituzione di unico centro di fecondazione eterologa

L’istituzione di un centro unico di prenotazione per le coppie che necessitano di fecondazione eterologa, prevista in via programmatica e senza puntuale definizione di compiti di assistenza diretta, non è immediatamente lesiva del diritto di libera scelta del luogo di cura, tenuto conto che la Regione può fornire attività consulenziale ulteriore.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 29/06/2016, n.1556

L’impugnazione del riconoscimento proposta dal terzo

È inammissibile l’azione di impugnazione di riconoscimento per difetto di veridicità, da parte di chiunque vi abbia interesse, nei confronti di figli nati a seguito di inseminazione artificiale eterologa. Nell’attuale contesto normativo, legittimare «chiunque vi abbia interesse» ad un’azione che ha il suo unico presupposto nella difformità tra la verità risultante dalla dichiarazione di riconoscimento e la verità sostanziale ed obiettiva della filiazione, comporterebbe la negazione della legittimità della pratica stessa e l’esposizione del figlio nato da fecondazione eterologa all’inesorabile caducazione del suo status.

Corte appello Milano sez. famiglia, 10/08/2015, n.3397



2 Commenti

  1. Una coppia di miei amici desidera tantissimo un bambino, ma a causa di problemi di salute, non riescono così hanno pensato di ricorrere alla fecondazione medicalmente assistta. Speriamo bene

  2. La nostra società impone una bella famigliola come ai vecchi tempi. Le cose sono cambiate, le coppie vanno a convivere e adottano con più facilità o arrivano alla procreazione assistita senza farsi mille probelemi

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