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Libretto famiglia Inps: cos’è e come funziona

4 Agosto 2020 | Autore:
Libretto famiglia Inps: cos’è e come funziona

Nuovi voucher per il pagamento delle prestazioni occasionali a favore del nucleo familiare: a quanto ammontano, come registrarsi e attivarli.

Anche se i voucher sono stati aboliti da tempo, ad oggi è operativa una nuova modalità per retribuire il lavoro occasionale, cioè saltuario, svolto a favore dei privati e delle loro famiglie: si tratta del libretto famiglia [1].

Con il libretto famiglia possono infatti beneficiare delle prestazioni occasionali le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività professionali o d’impresa: per piccoli lavori domestici (cucina, pulizia, giardinaggio, etc.); per l’assistenza domiciliare di bambini e anziani (babysitter e badanti); per impartire lezioni private (ripetizioni).

Il libretto famiglia può essere utilizzato anche dalle società sportive professionistiche che fruiscono delle attività degli steward negli impianti sportivi, entro limiti economici specificamente individuati.

Facciamo allora il punto sul libretto famiglia Inps: cos’è e come funziona, chi può utilizzarlo, come ci si registra al portale Inps, come si attiva il rapporto di lavoro e con quali modalità è pagato il lavoratore. È importante, innanzitutto, sapere che il libretto famiglia non si acquista presso le Poste, o le tabaccherie, o recandosi all’Inps, come i vecchi voucher. Per retribuire un lavoratore attraverso il libretto bisogna invece alimentare il proprio “portafoglio virtuale” con un versamento F24 o con un pagamento elettronico.

Non è necessario alimentare il proprio portafoglio, invece, se si beneficia del cosiddetto voucher babysitter, il beneficio che sostituisce il congedo parentale straordinario Covid, in quanto in questi casi il lavoratore è liquidato dall’Inps. Ma procediamo con ordine, rinviando, per maggiori approfondimenti, alla nostra “Guida al libretto famiglia”.

Quali sono i limiti del libretto famiglia?

Attraverso il libretto famiglia non è possibile retribuire chi si vuole, come e quanto si vuole, ma è necessario rispettare i seguenti limiti:

  • il lavoratore può svolgere, nell’anno, un massimo di 280 ore di attività presso ogni utilizzatore del libretto famiglia;
  • il lavoratore, nell’anno, può ricevere compensi fino a 5mila euro, da parte della totalità degli utilizzatori;
  • l’utilizzatore può erogare nell’anno allo stesso lavoratore compensi fino a 500 euro; il limite è elevato a 5mila euro se il libretto è utilizzato da una società sportiva professionistica per le sole attività degli steward negli stadi;
  • l’utilizzatore può erogare nell’anno compensi fino a 5mila euro alla totalità dei lavoratori.

La soglia limite applicata all’utilizzatore, relativamente al totale dei compensi erogabili, è calcolata sulla base del 75% dell’importo dei compensi, se il lavoratore è:

  • titolare di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • studente con meno di 25 anni di età;
  • disoccupato;
  • percettore di prestazioni a sostegno del reddito.

Tutti i limiti si riferiscono comunque ai compensi percepiti dal lavoratore, al netto di contributi Inps, premi Inail e costi di gestione.

Quali lavoratori posso pagare possono essere retribuiti col libretto famiglia?

Attraverso il libretto famiglia è possibile retribuire:

  • i lavoratori domestici, come colf, giardinieri, manutentori;
  • chi presta assistenza domiciliare ai bambini, ossia babysitter, oppure alle persone anziane, ammalate o con disabilità, ossia badanti;
  • gli insegnanti che impartiscono ripetizioni private.

Se il libretto famiglia è utilizzato per il bonus babysitter, è possibile retribuire anche familiari non conviventi a cui sono affidati i minori, nonché retribuire un lavoratore già assunto con contratto di lavoro domestico [2].

Quanto costa un’ora di lavoro col libretto famiglia?

Il libretto famiglia è composto da titoli di pagamento: ogni titolo vale 10 euro e retribuisce una prestazione della durata di un’ora, a meno che utilizzatore e lavoratore non si accordino per una paga più elevata.

Per ogni titolo da 10 euro, il lavoratore è retribuito con un netto di 8 euro, quindi si può affermare che sia retribuito 8 euro per ogni ora di attività. I 2 euro restanti a carico dell’utilizzatore sono suddivisi in questo modo:

  • 1,65 euro per i contributi previdenziali alla gestione separata Inps;
  • 0,25 euro per il premio assicurativo (infortuni e malattie professionali) Inail;
  • 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Francesco impartisce lezioni private al figlio di Agata, che lo retribuisce con libretto famiglia. Svolge 10 lezioni da un’ora: per queste 10 lezioni Agata spende 100 euro, ma a Francesco ne vanno 80 netti.

Osserviamo, invece, che cosa succede se il compenso orario è maggiore.

Marco, come Francesco, impartisce lezioni private, ma essendo maggiormente qualificato, per lui la paga oraria di 8 euro netti è insufficiente. Si mette allora d’accordo con l’utilizzatore per l’utilizzo di 3 titoli per ogni ora di lavoro. Un’ora di lavoro costa dunque all’utilizzatore 30 euro, di cui a Marco ne vanno 24 netti.

Come funziona l’attivazione del libretto famiglia?

Ecco che cosa si deve fare per attivare una prestazione lavorativa utilizzando il libretto famiglia:

  • registrazione:
    • utilizzatore e lavoratore devono effettuare la registrazione preventiva alla piattaforma Inps “Prestazioni occasionali”, indicando la scelta per il libretto famiglia; al momento della registrazione si devono fornire le informazioni identificative necessarie per la gestione del rapporto di lavoro e degli adempimenti contributivi;
    • il lavoratore deve, inoltre, indicare l’Iban del conto corrente bancario o postale, oppure il numero del libretto postale o della carta di credito sul quale ricevere il compenso pattuito; l’Inps liquida il compenso pattuito entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento dell’attività lavorativa; in caso di mancata indicazione dell’Iban, l’Inps liquida il compenso con bonifico bancario domiciliato alle Poste;
  • versamento della provvista:
    • l’utilizzatore deve versare preventivamente le somme per il pagamento del lavoro occasionale, cioè deve alimentare la provvista, o portafoglio telematico, che serve per finanziare l’erogazione del compenso al prestatore, nonché per il pagamento di contributi, premi e oneri;
    • ogni versamento per l’acquisto di titoli di pagamento per libretto famiglia deve essere pari a 10 euro o multipli di 10 euro e può essere effettuato:
      • attraverso il modello di pagamento “F24 versamenti con elementi identificativi” (f24 Elide), utilizzando la causale contributo “Lifa”;
      • attraverso strumenti di pagamento elettronico (con addebito su conto corrente o su carta di credito), accessibili esclusivamente dal portale dei pagamenti Inps sezione prestazioni occasionali, gestiti attraverso le modalità di pagamento “Pagopa” dell’Agenzia per l’Italia digitale Agid;
  • rendicontazione del rapporto:
    • l’utilizzatore deve infine comunicare, non oltre il terzo giorno del mese successivo al termine della prestazione lavorativa, i dati identificativi del lavoratori, il luogo, l’ambito di svolgimento e la durata della prestazione, il numero di titoli utilizzati per remunerarla e le altre informazioni per la gestione del rapporto; la comunicazione deve essere effettuata utilizzando un calendario giornaliero gestito dalla procedura Inps, attraverso la piattaforma informatica “Prestazioni occasionali” oppure tramite il call center Inps.

Quando è pagato il lavoratore col libretto famiglia?

L’erogazione del compenso al lavoratore avviene a cura dell’Inps, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione.

Maria ha lavorato occasionalmente per le pulizie in casa di Gianna, per un totale di 5 ore nel mese di luglio 2020. Riceverà la retribuzione da parte dell’Inps, pari a 40 euro (8 euro netti per 5 ore), entro il 15 agosto.

Che cosa succede se il datore di lavoro non ha pagato?

Come abbiamo osservato, l’utilizzatore, per poter ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale, deve aver preventivamente alimentato il proprio portafoglio telematico, versando la provvista necessaria a coprire il compenso del lavoratore ed i costi di contributi e premi. Il pagamento può avvenire solo attraverso F24 o Pago Pa.

È impossibile utilizzare la prestazione lavorativa per un numero superiore di ore rispetto a quelle coperte dalla provvista, il sistema blocca l’inserimento, a meno che il libretto famiglia non sia utilizzato come voucher babysitter: in questo caso, è l’Inps a coprire i pagamenti.

Si rinvia alla “Guida al libretto famiglia” per maggiori approfondimenti sui versamenti.

Come funziona il bonus babysitter Covid?

Durante il periodo di emergenza dovuto all’epidemia di coronavirus, per offrire sostegno alle famiglie per la grave emergenza generata dal virus Covid-19, in luogo del congedo parentale straordinario può essere riconosciuto il voucher baby-sitting. In pratica, con questo strumento, i genitori lavoratori possono beneficiare di un baby-sitter o di una baby-sitter, retribuiti, con provvista a carico dell’Inps, attraverso il libretto famiglia.

Il genitore lavoratore deve:

  • inviare la domanda per ottenere il bonus baby-sitting;
  • registrarsi preventivamente sulla piattaforma delle prestazioni occasionali, accessibile sul sito dell’Inps; anche il lavoratore (babysitter) deve registrarsi;
  • effettuare l’appropriazione del bonus e verificare l’appropriazione nel proprio portafoglio elettronico;
  • inserire l’attività lavorativa nella piattaforma Inps, effettuando la rendicontazione con le modalità illustrate dall’istituto in appositi messaggi e circolari [2] e nel tutorial che illustra tutti i passaggi, disponibile sul sito internet dell’istituto;
  • specificare che intende usufruire del “Bonus baby-sitting Covid 19”, nella selezione del conto da utilizzare per il pagamento della stessa;
  • le prestazioni possono essere svolte sino al 31 agosto 2020 e vanno comunicate entro la data del 31 dicembre 2020.

Per approfondire: “Bonus babysitter requisiti e novità”.


note

[1] Art.54-bis DL 50/2017.

[2] Inps, messaggio 1281/2020, Circ. 44/2020, messaggio 1465/2020, messaggio 2350/2020.


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