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Auto danneggiata in parcheggio custodito: cosa fare

10 Ottobre 2020 | Autore:
Auto danneggiata in parcheggio custodito: cosa fare

Parcheggio a pagamento: quali sono gli obblighi dei gestori? Contratto di parcheggio: quando l’obbligo di custodia è violato? Cosa succede in caso di furto?

Scegliere il parcheggio per la propria auto può essere un’operazione difficile, non solo perché i posti liberi sono quasi introvabili, ma anche perché spesso è preferibile servirsi di un parcheggio a pagamento che sia anche custodito. Affidare la propria auto a chi gestisce un parcheggio privato significa stipulare a tutti gli effetti un contratto con il quale il gestore si impegna a custodire il veicolo a fronte del pagamento di un determinato corrispettivo. Orbene: cosa fare se, al ritorno, trovi l’auto danneggiata sebbene il parcheggio fosse custodito?

La prima cosa che viene in mente è quella di chiedere spiegazioni e, eventualmente, di farsi risarcire il danno. Devi tuttavia sapere che non è sempre così facile: innanzitutto, perché non sempre il gestore del parcheggio è responsabile dei danni provocati alla vettura durante la sosta; in secondo luogo, perché molto dipende dal tipo di parcheggio scelto. Non tutti i parcheggi a pagamento sono custoditi. Pagare il biglietto per entrare e uscire da un posteggio non ti assicura per forza dagli eventuali danni causati in tua assenza. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fare in caso di auto danneggiata o rubata in un parcheggio custodito.

Parcheggio custodito: cos’è e come funziona?

Il parcheggio custodito è quello in cui il gestore si impegna non solo a garantire il posteggio al veicolo ma anche a preservarlo da qualsiasi tipo di evento pregiudizievole, come ad esempio il furto o il danneggiamento.

In pratica, con il parcheggio custodito il titolare del servizio si impegna a:

  • assicurare il suolo ove il veicolo può trovare ricovero;
  • proteggere il veicolo stesso da eventi esterni.

In senso giuridico, il parcheggio custodito è un vero e proprio contratto di deposito stipulato tra parcheggiatore e utente della strada. Per la precisione, il contratto si perfeziona nel momento in cui il conducente affida il proprio veicolo al parcheggiatore, lasciandolo quindi nella sua disponibilità.

Da un punto di vista più “materiale”, il contratto si estrinseca nel tagliando che normalmente il gestore del parcheggio rilascia al proprietario del mezzo subito dopo il ricovero del veicolo.

Contratto di deposito: cos’è e come funziona?

Il parcheggio custodito rappresenta un vero e proprio contratto di deposito. Cos’è e come funziona questo particolare accordo? Secondo il codice civile [1], il deposito è il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla immediatamente su richiesta del depositante. Ciò si traduce, in estrema pratica, con l’obbligo di restituire il veicolo parcheggiato non appena il depositante (cioè, il proprietario o il conducente che ne abbia la disponibilità) ne faccia richiesta.

Com’è noto, i parcheggi custoditi sono soliti prevedere non solo una tariffa oraria, ma anche un limite orario, superato il quale il ricovero chiude i battenti. In questa circostanza, cioè se il conducente non ritira il veicolo entro l’orario di chiusura, al parcheggiatore è comunque vietato lasciare il mezzo incustodito: secondo la legge [2], infatti, il luogo di restituzione della cosa depositata è quello in cui è avvenuta la custodia, salvo che le parti non abbiano stipulato un patto contrario.

Inoltre, secondo il codice civile [3], il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia. Ciò tornerà utile quando ora che parleremo di cosa fare nel caso di danni all’auto lasciata in un parcheggio custodito.

Auto danneggiata in parcheggio custodito e diritto al risarcimento

Cosa fare se hai affidato la tua auto a un parcheggio custodito e, al rientro, la trovi danneggiata? La risposta è semplice: puoi chiedere il risarcimento dei danni.

Il danno subito dalla tua vettura costituisce un inadempimento contrattuale del gestore del parcheggio, il quale, stipulando il contratto di deposito, aveva assunto l’obbligo di custodire il bene affidatogli e di restituirlo così come glielo avevi consegnato.

È di tutta evidenza, perciò, che se trovi l’auto danneggiata nel parcheggio custodito in cui l’hai lasciato, avrai diritto al risarcimento, ovvero alla riparazione del danno.

Pensa ad esempio al parcheggiatore che, facendo manovra per sistemare la tua auto, urti contro il muro oppure contro un’altra auto in sosta.

È appena il caso di precisare che il gestore del parcheggio custodito risponde anche del danno provocato da uno dei propri dipendenti: in questo caso, il gestore dovrà risarcire il danno al proprietario dell’auto, potendo poi rivalersi contro l’autore materiale del fatto.

Esistono tuttavia dei casi in cui il diritto al risarcimento per il danno dell’auto nel parcheggio custodito non spetta. Vediamo quando.

Parcheggio custodito: quando non c’è risarcimento danni?

Come abbiamo detto in precedenza, il depositario (cioè il parcheggiatore) deve custodire il bene utilizzando la massima diligenza possibile.

Allo stesso tempo, la norma generale sull’inadempimento contrattuale [4] afferma che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno solamente se non prova che l’inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

In poche parole, il gestore del parcheggio che riesca a dimostrare che il danno non sia a lui imputabile può andare esente da ogni responsabilità. Ciò accade quando, ad esempio, il danneggiamento dell’auto sia provocato da un evento assolutamente imprevedibile, come una tromba d’aria, oppure sia stato causato da terzi: pensa a un altro conducente che, entrando nel parcheggio custodito dov’è ricoverata la tua auto, la urti mentre sta facendo manovra.

In buona sostanza, il principio è il seguente: non si può chiedere il risarcimento se il danno all’auto, seppur all’interno di un parcheggio custodito, non sia imputabile alla negligenza, imprudenza o imperizia del gestore del parcheggio.

Clausole di esonero della responsabilità: sono valide?

Alcuni gestori di parcheggi custoditi inseriscono alcune clausole di limitazione della propria responsabilità all’interno del contratto che stipulano con l’utenza.

Queste clausole, però, devono essere poste per iscritto [5]: di conseguenza, esse devono essere riportate all’interno del ticket che viene rilasciato al momento dell’ingresso del parcheggio.

Questa condizione, peraltro, potrebbe non essere sufficiente per far andare esente da responsabilità il gestore del parcheggio custodito, sostanzialmente per due ordini di ragione:

  • le clausole che limitano la responsabilità devono essere specificamente approvate per iscritto dalla controparte (nel caso di specie, dal conducente);
  • la legge [6] dice che è nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa grave. Dunque, anche se le clausole di esclusione o limitazione della responsabilità fossero accettate per iscritto, non potrebbero valere nel caso di grave negligenza o imprudenza del gestore del parcheggio. Pensa al danno causato da uno dei dipendenti mentre compie una semplice manovra.

Parcheggio custodito: risponde del furto dell’auto?

Quanto appena detto vale anche per l’ipotesi di furto dell’auto che si trovi in un parcheggio custodito, ma con qualche precisazione.

Chi affida il proprio veicolo a un parcheggio custodito lo fa non solo per trovare un posto ove lasciare il proprio mezzo, ma anche per avere la serenità di trovarlo al proprio ritorno. In altre parole, il vantaggio del parcheggio custodito è che il gestore del parcheggio assicura la custodia del veicolo, cioè la protezione da eventi esterni spiacevoli, tra i quali il furto.

Il parcheggio custodito, mediante l’adozione di apposite precauzioni (sbarre all’ingresso, sorveglianza con personale oppure telecamere, ecc.), assicura al proprietario del veicolo che questo non sia bersaglio di malintenzionati.

Da tanto consegue che, in caso di furto del veicolo ricoverato presso un parcheggio custodito, sarà molto difficile per il gestore dimostrare la propria incolpevolezza, visto che il servizio che questo tipo di parcheggio offre serve proprio a evitare non solo i danneggiamenti, ma anche (e, forse, soprattutto) i furti!

Insomma: è un po’ come affidare i propri soldi alla banca e sapere che il caveau è stato assalito e svuotato dai rapinatori.

Dunque, il gestore del parcheggio custodito difficilmente potrà andare esente da responsabilità nel caso di furto della vettura, a meno che non riesca a dimostrare che il fatto è avvenuto secondo modalità assolutamente eccezionali (pensa ai criminali che inneschino un ordigno esplosivo per far saltare in aria la recinzione e si introducano armati di mitra).

Parcheggio a pagamento: quale obbligo di custodia?

Diverso è il discorso per il semplice parcheggio a pagamento senza un espresso obbligo di custodia da parte del gestore. Si tratta dei classici parcheggi (non necessariamente all’aperto) che si trovano in città, i quali sono generalmente protetti da una barra che, in uscita, si alza solamente con l’inserimento del tagliando già pagato. Spesso v’è anche la videosorveglianza.

Ebbene, nel caso di danno in un parcheggio a pagamento senza specifico obbligo di custodia, non sarà possibile chiedere il risarcimento dei danni al gestore, privato o pubblico che sia. Sul punto, la giurisprudenza è pacifica: la semplice presenza di un’area di parcheggio a pagamento non è sufficiente a far ritenere in ogni caso sussistente l’obbligo di custodia in capo al gestore.

L’istituzione da parte dei Comuni di aree di sosta a pagamento non comporta l’assunzione dell’obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l’avviso “parcheggio incustodito” è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto [7].

Dunque, chi sceglie di mettere in sosta l’auto in un parcheggio a pagamento e, prima di aderire al contratto (cosa che avviene generalmente all’ingresso, quando si ritira il tagliando), ha la possibilità di informarsi che non è garantita la custodia (in genere c’è la cartellonistica che indica ciò), allora non potrà invocare il risarcimento nel caso di danneggiamento della propria auto, né in caso di furto della stessa.

Tuttavia, se il parcheggio a pagamento non contiene indicazioni che facciano escludere, senza ombra di dubbio, la responsabilità del gestore in caso di danni o furto ma, al contrario, ci sono una serie di elementi che fanno pensare tutto l’opposto (videosorveglianza, barra all’ingresso e all’uscita, personale addetto alla vigilanza, recinzioni esterne, ecc.), allora il parcheggio a pagamento deve intendersi custodito, con conseguente responsabilità del gestore per i casi di furto o di danneggiamento.

Anche la giurisprudenza la pensa alla stessa maniera. La Suprema Corte di Cassazione ha rilevato la responsabilità del soggetto parcheggiatore quando questi non abbia svolto il proprio compito con la dovuta diligenza, qualora vi siano evidenti segnali dell’obbligo di custodia [8].

Auto danneggiata in parcheggio custodito: cosa fare in pratica?

Spiegata la teoria, passiamo ora alla pratica. Se la tua auto, affidata a un servizio di parcheggio custodito, subisce un danno, puoi far valere il tuo diritto al risarcimento. Se il gestore non ne vuole sapere nulla con le buone, allora dovrai innanzitutto mettere formalmente in mora il responsabile, diffidandolo per iscritto con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Successivamente, se neanche la comunicazione scritta ha effetto, dovrai procedere con un giudizio civile in piena regola. Fai fare un preventivo del danno subito, magari da un perito assicurativo, e producilo davanti al giudice insieme al tagliando del parcheggio. Quest’ultimo documento è fondamentale, in quanto prova il contratto di deposito tra te e il gestore del parcheggio custodito.

Fornita la prova del contratto e del danno imputabile al titolare del parcheggio, spetterà a quest’ultimo dimostrare che il danno alla tua auto non gli è imputabile [9]. Egli dovrà pertanto provare di aver adoperato la massima diligenza nello svolgimento della custodia, e che il danno causato alla tua auto non è dovuto alla sua negligenza, ma a un fatto assolutamente imprevedibile ed estraneo alla propria volontà.


note

[1] Art. 1766 cod. civ.

[2] Art. 1774 cod. civ.

[3] Art. 1768 cod. civ.

[4] Art. 1218 cod. civ.

[5] Artt. 1341 e 1342 cod. civ.

[6] Art. 1229 cod. civ.

[7] Cass., ord. n. 31979/2019; Cass., sez. Un., n. 14319/2011.

[8] Cass., sent. n. 22807/2014.

[9] Cass., sent. n. 7110/2016.

Autore immagine: Depositphotos.com


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