Rifiuti abbandonati davanti casa: che fare?

4 Agosto 2020 | Autore:
Rifiuti abbandonati davanti casa: che fare?

Quali rimedi per evitare che vengano lasciati sacchi di spazzatura maleodoranti sul marciapiede vicino alla propria abitazione. 

Trovare la spazzatura altrui davanti casa non è piacevole; te ne puoi accorgere con la vista, quando noti le buste abbandonate sul marciapiede vicino al tuo ingresso o i rifiuti accumulati nel tuo giardino, oppure con l’olfatto, quando senti il cattivo odore che penetra nell’abitazione.

Spesso il fenomeno non è occasionale, ma ripetuto: le quantità si accumulano, in attesa della rimozione che a volte avviene in ritardo e il disagio per la presenza di rifiuti maleodoranti diventa insopportabile. Allora che fare quando ci sono rifiuti abbandonati davanti casa? Esistono alcune soluzioni che ora ti spiegheremo.

L’abbandono di rifiuti

Abbandonare rifiuti in maniera incontrollata è un atto illecito. Il Codice dell’ambiente [1] lo vieta, quando dispone che non si possono abbandonare rifiuti per strada o sul suolo, al di fuori delle aree appositamente a ciò destinate.

I trasgressori sono puniti con una sanzione amministrativa da un minimo di 300 euro a una massimo di 3.000 euro, aumentata fino al doppio se vengono abbandonati rifiuti pericolosi.

I titolari di imprese e i responsabili di enti rischiano ancora di più: la condotta diventa reato contravvenzionale, punito con le pene alternative dell‘arresto da 3 mesi a un anno o dell’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. In caso di rifiuti pericolosi, l’arresto diventa da 6 mesi a 2 anni e scatta insieme all’ammenda (che quindi diventa pena congiunta e non alternativa).

Rifiuti abbandonati: quali rimedi

Come abbiamo visto, l’abbandono di rifiuti realizzato da un privato non costituisce reato, ma è soltanto un illecito amministrativo. Quindi non si potrà sporgere una denuncia o una querela.

Però si potrà segnalare l’accaduto alla Polizia municipale o agli altri organi competenti del Comune, chiedendo di eliminare il fenomeno, di individuare i colpevoli e di applicare loro le sanzioni previste dalla legge.

Oggi la maggior parte dei Comuni ha intensificato i controlli sull’abbandono illecito dei rifiuti, attraverso telecamere o personale incaricato di ispezioni; in alcuni casi si arriva ad analizzare il contenuto dei sacchetti abbandonati per cercare tracce utili all’identificazione del responsabile.

Per arrivarci basta che tra i rifiuti ci sia una fattura, una lettera, un qualsiasi documento – come le pubblicità indirizzate a un preciso nominativo – contenente le generalità del soggetto.

Potresti dotarti anche di un impianto di videosorveglianza e verificare le immagini della persona che ha abbandonato i rifiuti nella tua proprietà o davanti alla tua abitazione; fermo restando che l’intervento delle pubbliche autorità è indispensabile sia per provvedere alla rimozione sia per sanzionare il responsabile.

Cosa fare se il Comune non interviene

Ma potrebbe accadere che il Comune non si interessi alla tua segnalazione e non intervenga, oppure non riesca ad eliminare l’inconveniente e a scoprire i responsabili. Così il fenomeno prosegue, con tutti i danni che sei costretto a subire.

In questi casi è possibile intimare formalmente al Comune di provvedere, per far cessare, almeno, il comportamento dannoso. A quel punto l’Ente, anche se non è in grado di identificare gli autori, dovrà adottare tutte le misure rientranti nelle sue competenze e necessarie ad impedire che l’abbandono incontrollato prosegua.

Nell’istanza si potrà documentare il fenomeno, richiedere la sollecita rimozione dei rifiuti abbandonati e richiamare le ordinanze che disciplinano il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, evidenziando che non vengono rispettate.

Il Comune in questi casi sarà obbligato a intervenire: lo afferma la giurisprudenza amministrativa [2] che configura in capo all’Ente il dovere di riscontrare l’istanza del cittadino.

Nel caso deciso, una signora lamentava che i residenti di un condominio limitrofo avevano preso l’abitudine di lasciare i numerosi sacchi di spazzatura sul marciapiede di fronte casa sua, anziché depositarli negli appositi cassonetti, poco distanti.

Il disagio era divenuto insopportabile a causa del cattivo odore che i rifiuti emanavano, specialmente nella stagione calda. La donna si era rivolta al Comune, che però non aveva mai riscontrato in alcun modo le sue istanze scritte, costringendola a ricorrere al Tar per far valere questo grave inadempimento.

Il Collegio ha ritenuto che il silenzio dell’Ente era illegittimo ed ha affermato che in questi casi c’è l’obbligo di adottare un provvedimento espresso [3]. E questo vale – spiega il Tar – addirittura «nei casi in cui l’istanza non sia assentibile per la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda».

Ma prima ancora di emettere il provvedimento, il Comune deve aprire un procedimento amministrativo e compiere un’attività istruttoria per verificare la situazione rappresentata dal privato e valutarla.

Tanto più in un caso, come quello verificatosi, che coinvolgeva aspetti di igiene ambientale e imponeva, in base ai principi di lealtà, correttezza e buona amministrazione, «l’obbligo di fornire una risposta espressa» al cittadino, rimarca la sentenza.

«Dunque sussisteva l’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento con l’adozione di un provvedimento espresso, all’esito della valutazione comparativa di tutti gli interessi pubblici e privati coinvolti, comunicando le determinazioni, anche se di segno negativo, in ultima analisi assunte», rileva il Tar.

Perciò il Comune non poteva far finta di nulla: doveva riscontrare, attraverso i suoi organi, l’istanza del cittadino e provvedere con i suoi mezzi a eliminare gli inconvenienti rappresentati. Non è ammessa l’inerzia dell’Ente pubblico in tali casi.

Quello che preme sottolineare è che il Tar ha giudicato illegittimo il silenzio sull’istanza, alla quale c’era l’obbligo giuridico di rispondere; invece l’esercizio dei poteri autoritativi di vigilanza e di repressione da adottare rimane di sua pertinenza. Ma il cittadino deve essere informato delle decisioni assunte e dei provvedimenti adottati, non può rimanere vittima del silenzio, oltre che della spazzatura.


note

[1] Artt. 192, comma 2, e 255, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 152/2006.

[2] Tar Campania, Sez. 5°, sent. n. 1024/20 del 5 marzo 2020.

[3] Art. 2 Legge n.241/1990, come modificato dalla Legge n.190/2012.


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1 Commento

  1. E’ successo che l’autore del “misfatto”, identificato tramite busta con il proprio indirizzo all’interno del sacchetto di immondizia, abbia fatto ricorso al Giudice di Pace e abbia anche vinto perchè la busta indirizzata potrebbe avercela messa appositamente qualcun’altro.

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