Ecco lo studio su quanti italiani portano la mascherina

4 Agosto 2020
Ecco lo studio su quanti italiani portano la mascherina

La maggioranza è virtuosa, ma uno su quattro non vuole saperne. Dati dell’indagine Coldiretti/Ixè sull’estate ai tempi del Covid.

Tempi duri per le mascherine. A tre mesi esatti dall’uscita dal lockdown, complice l’estate che forse rende più spensierati, c’è chi ritiene di poter fare a meno dei pilastri della prevenzione del Coronavirus, protezioni per naso e bocca in testa. Lo dimostra un rapporto di Coldiretti/Ixè, secondo cui il 27% degli italiani, cioè più di uno su quattro, non ama indossare le mascherine e, semplicemente, non lo fa.

Il rischio di contagio, insomma, non sembra essere molto temuto da una buona fetta di popolazione, cui fa comunque da contraltare una maggioranza virtuosa che si adegua. Il 32% degli intervistati dice di indossarla spesso, il 44% sempre, specialmente in vacanza: segno di un’attenzione maggiore quando si è in viaggio rispetto alla quotidianità. Anche perché il 35% dichiara di non avere chissà quali programmi per l’estate 2020: vacanze per lo più in famiglia, evitando luoghi affollati da tante persone. Un 59% opta per le ferie con gli amici più stretti. Soltanto l’8% dei vacanzieri continua a preferire, benché in piena pandemia, vacanze anche in gruppo, per fare nuove conoscenze.

Minoritaria, dunque, la percentuale dei «ribelli», ma comunque significativa di quanto si stia abbassando la guardia sul rispetto delle precauzioni antiCovid che, pure, tutti conoscono ormai a memoria: distanziamento sociale, igiene accurata delle mani e mascherine nei luoghi chiusi o anche all’aperto se non si può rispettare la distanza.

Ma non c’è motivo per cui rilassarci, secondo il parere di alcuni esperti. Giorgio Palù, professore emerito all’Università di Padova ed ex presidente della Società europea di virologia, che sta scrivendo un libro sui misteri del Covid, pensa che «un Coronavirus che infetta la specie umana sia destinato a durare per generazioni». Per questo, ha detto al quotidiano La Stampa che «lo scenario probabile è che rimanga senza diventare più virulento, coesistendo con l’uomo fino al vaccino o a un farmaco specifico. Questo non vuol dire che possiamo dormire sonni tranquilli».



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