L’esperto | Articoli

Capacità di ricevere per testamento: ultime sentenze

20 Agosto 2020
Capacità di ricevere per testamento: ultime sentenze

Eseguibilità del testamento; limite di operatività della successione legittima; dichiarazione del testatore.

Limitazioni alla capacità di ricevere per testamento

Integra il delitto di peculato la condotta dell’amministratore di sostegno che, essendo abilitato ad operare sui conti correnti intestati alle persone sottoposte all’amministrazione, si appropria, attraverso apposite operazioni bancarie, delle somme di denaro giacenti sugli stessi.

(In motivazione, la S.C. ha precisato che la disciplina applicabile all’amministratore di sostegno, in particolare avendo riguardo alle disposizioni del cod. civ. che ne regolano l’attività, l’obbligo annuale di rendiconto, le limitazioni alla capacità di ricevere per testamento e per donazione, ecc., consente di attribuire a quest’ultimo, negli stessi termini del tutore, la qualifica di pubblico ufficiale).

Cassazione penale sez. VI, 12/11/2014, n.50754

La validità del testamento pubblico

Ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 3 febbraio 1975, n. 18, i non vedenti hanno, in linea di principio, la capacità di sottoscrivere gli atti che li riguardano, sicché, ai fini della validità del testamento pubblico, la dichiarazione del testatore di non poter firmare perché cieco, seppur trasfusa nell’atto dal notaio rogante, è insufficiente, occorrendo anche che essa sia veridica, in quanto, altrimenti, il testamento è nullo per difetto di sottoscrizione.

Cassazione civile sez. II, 09/04/2014, n.8346

Il limite di operatività della successione legittima

In riferimento all’art. 42, comma 4, cost., è manifestamente infondata la q.l.c. dell’art. 1, n. 1, comma 2, l. n. 192 del 2000, nella parte in cui stabilisce l’efficacia retroattiva dell’abrogazione dell’art. 600 c.c. L’art. 42, comma 4, cost., infatti, esprime la volontà del legislatore costituente di affermare il principio di carattere generale della trasmissibilità a causa di morte dei rapporti giuridici patrimoniali dal “de cuius” ai successori.

A tale scopo la Costituzione prevede la successione legittima e quella testamentaria, demandando alla legge ordinaria la regolamentazione e i limiti di questi istituti. In tale contesto il codice civile stabilisce, quanto alla successione legittima, fondata sui rapporti di parentela del defunto, l’ordine dei successibili e il limite di operatività della successione legittima stessa, ovvero il rapporto di parentela entro il sesto grado, oltre il quale i beni relitti sono devoluti allo Stato. Nell’ambito del delineato disegno del fenomeno successorio a causa di morte non è, quindi, comprensibile sotto quale profilo l’art. 1, n. 1, comma 2, l. n. 192 del 2000 possa costituire violazione alla richiamata norma costituzionale.

Cassazione civile sez. II, 29/10/2008, n.26002

Capacità di ricevere per testamento di una istituenda fondazione

La capacità di ricevere per testamento di una istituenda fondazione, quale ipotesi di capacità di diritto speciale, si inquadra nella norma di diritto internazionale privato che regola le successioni “mortis causa” (nella specie, trattandosi di successione di cittadino italiano, la disposizione non ha effetto e l’eredità si devolve secondo le norme della successione legittima non essendo stata presentata, entro un anno dalla eseguibilità del testamento, l’istanza per ottenere il riconoscimento presso l’autorità governativa italiana, non rilevando in contrario la nazionalità non italiana che esso assumerebbe per effetto del riconoscimento stesso, previsto, ai fini dell’acquisto della capacità giuridica, anche dell’ordinamento straniero del luogo in cui sono situati i beni).

Cassazione civile sez. un., 01/07/1993, n.7186

Limitazioni della capacità del coniuge

Sono costituzionalmente illegittimi – per violazione degli art. 3 e 29 cost. – l’art. 595 c.c., nel testo abrogato dall’art. 196 l. 19 maggio 1975 n. 151, e l’art. 599 c.c., nella parte in cui richiama l’art. 595 cit., in tema di limitazioni della capacità del coniuge del binubo di ricevere per testamento.

Corte Costituzionale, 20/12/1979, n.153

Disposizioni testamentarie a favore di persona giuridica

Le disposizioni testamentarie a favore di persona giuridica non hanno effetto se questa non consegue con il riconoscimento, la personalità giuridica, ai sensi dell’art. 12 c.c.

Tribunale Bergamo, 01/06/1987

La validità della disposizione testamentaria

Poiché le pronunzie di accoglimento della Corte costituzionale comportano, ai sensi degli art. 136 comma 1 cost., e 30 comma 3 l. 11 marzo 1953 n. 87, il venir meno dell’efficacia delle disposizioni dichiarate illegittime ed il divieto della loro ulteriore applicazione anche a situazioni giuridiche anteriori non ancora definite, non può contestarsi la validità della disposizione testamentaria con la quale il testatore, pur nel vigore dell’art. 592 c.c. (dichiarato incostituzionale con la sentenza 28 dicembre 1970 n. 205), in contrasto con il trattamento preferenziale ivi assicurato ai discendenti legittimi rispetto ai figli naturali, abbia attribuito quote uguali del suo patrimonio al figlio legittimo ed ai figli naturali, nel giudizio di divisione ereditaria che sia pendente alla pubblicazione della menzionata sentenza della Corte costituzionale; ciò, quand’anche tale disposizione sia stata subordinata alla condizione, poi verificatasi, della eliminazione, perdurante la comunione ereditaria, del divieto di cui all’art. 592 cit., trattandosi di condizione consentita dalla legge (art. 633 c.c.) e non imponendo nessuna norma che l’evento concretante l’avveramento od il non avveramento della condizione debba realizzarsi in epoca anteriore all’apertura della successione.

Cassazione civile sez. II, 16/11/1981, n.6061

La cura di specifici interessi pubblici

La chiamata all’eredità da parte del testatore, di un determinato ente, in quanto preposto alla cura di specifici interessi pubblici (nella specie, ente ospedaliero), non può ritenersi caducata per il solo fatto che l’ente stesso risulti estinto, alla data della morte del “de cuius”, ovvero che il nuovo ente, subentrato in quei compiti, li persegua in un più ampio quadro di finalità istituzionali (nella specie, ente derivante dalla fusione di quell’ospedale con altro ospedale), dovendosi riscontrare la sua (persistente) validità alla stregua della volontà del testatore medesimo e del suo indirizzarsi o meno a disporre le proprie sostanze in favore anche dell’ente che si trovi, alla sua morte, concretamente preposto alla cura di detti specifici interessi pubblici, ancorché diverso da quello nominato e con più ampi scopi.

Cassazione civile sez. I, 01/08/1980, n.4906

L’incapacità a succedere della persona giuridica

Non è capace di succedere la persona giuridica che, esistente al momento dell’apertura della successione, sia stata poi dichiarata estinta e posta in liquidazione prima che abbia accettato l’eredità.

Tribunale Napoli, 24/03/1980

La tutela dei figli di primo letto

Sono costituzionalmente illegittimi, per contrasto con gli art. 3 e 29 cost., l’art. 595 c.c. nel testo abrogato dall’art. 199 l. 19 maggio 1975 n. 151 e l’art. 599 del medesimo c.c. nella parte in cui richiama il predetto art. 595, che assoggettano ad un diverso trattamento il coniuge del testatore che abbia contratto un secondo matrimonio, limitandone la capacità successoria in quanto binubo. La precedente decisione di infondatezza (sentenza n. 189 del 1970) si basava sul rilievo che la limitazione della capacità di succedere del coniuge del binubo fosse stata dettata per evitare che questi influisse sul testatore in danno dei figli di precedenti matrimoni, da salvaguardare sul terreno patrimoniale. Ma dell’esattezza di tale “ratio” può dubitarsi sotto il profilo storico in quanto all’origine della norma vi è l’ostilità verso le seconde nozze, considerate come atto giuridicamente e moralmente riprovevole, ed il convincimento che il binubo fosse sempre esposto ai raggiri, artifici e violenze volti a spogliarlo dei suoi beni da parte del nuovo coniuge; per evitare i quali non sarebbero stati sufficienti le ordinarie disposizioni sulla captazione testamentaria.

La tutela dei figli di primo letto non è invocabile una volta introdotto l’istituto della quota disponibile e della riserva ereditaria e data la possibilità di impugnare le disposizioni testamentarie affette da violenza, dolo od errore. La differenza di trattamento fatto ai binubi, in confronto degli altri coniugati (e in genere degli altri cittadini) non trova alcuna ragionevole giustificazione in principi e valori ratificati dalla costituzione; irrazionalmente la limitazione non opera rispetto al convivente “more uxorio” o alle persone unite in matrimonio religioso non trascritto o in matrimonio successivamente annullato, ricollegandosi talora a situazioni del tutto accidentali ed indipendenti dalla volontà degli interessati nonché dalla circostanza di fatto dell’essere nati figli dal precedente matrimonio, mentre non rileva la presenza di figli legittimati per decreto del Capo dello Stato, adottivi o naturali.

Pure irrazionalmente se al figlio di precedente matrimonio meno favorito viene lasciata la sola legittima il nuovo coniuge non può ricevere sulla sua disponibile ma consegue la sola riserva ( di usufrutto in caso di concorso con figli legittimi). Affermata la liceità delle donazioni fra coniugi (sentenza n. 91 del 1973) la diversità di trattamento ne risulta aggravata.

Pure violato risulta l’art. 29 cost.: limitando la capacità dei binubi e dei loro coniugi nei confronti degli altri coniugati si pongono i coniugi di successivi matrimoni in stato di inferiorità giuridica rispetto ai coniugi di quelli precedenti mentre la norma costituzionale vuole che tutti i matrimoni siano disciplinati ugualmente. Non è esatto che la persona unita da vincolo coniugale legittimo sia più esposta a soggiacere a seduzioni e pressioni affettive in vista di possibili liberalità di quanto non avvenga per le persone non unite da siffatto vincolo, vero essendo il contrario.

Corte Costituzionale, 20/12/1979, n.153



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube