L’esperto | Articoli

Donazione remuneratoria: ultime sentenze

17 Agosto 2020
Donazione remuneratoria: ultime sentenze

Motivo dell’attribuzione patrimoniale; comportamento del donatario; consapevolezza di non dover adempiere alcun obbligo giuridico, morale, sociale per compensare i servizi resi dal donatario.

La donazione remuneratoria

La donazione remuneratoria, prevista dall’art. 770, comma 1, c.c., è caratterizzata dalla rilevanza giuridica che assume in essa il motivo dell’attribuzione patrimoniale, correlata specificamente a un precedente comportamento del donatario, nei cui confronti la liberalità si pone come riconoscenza, apprezzamento di meriti, o speciale remunerazione di attività svolta. Tale donazione è, dunque, un’attribuzione gratuita, effettuata spontaneamente e nella consapevolezza di non dover adempiere alcun obbligo giuridico, morale, sociale, volta a compensare i servizi resi dal donatario.

(Nel caso di specie, a causa dell’assenza di tali caratteristiche, il Tribunale non ha ritenuto remuneratoria la donazione della quota immobiliare pari ad 1/2 di un’abitazione familiare, quale tassello della complessiva regolamentazione dei rapporti economici fra le parti, un tempo coniugi, in occasione della crisi del rapporto matrimoniale. Pertanto, il giudice ha accolto la domanda del donante volta a ottenere la revocazione della donazione fatta in favore del donatario per sopravvenienza di figli).

Tribunale Vicenza sez. I, 10/09/2019, n.1864

Donazione remuneratoria: l’invalidità

L’invalidità od inefficacia della donazione remuneratoria effettuata dal “de cuius” per accertato difetto del requisito legale della forma scrìtta, si traduce non in una domanda di ripetizione o restituzione della somma donata, bensì semplicemente nella riconduzione del donativo all’interno dell’asse ereditario, con le relative conseguenze in tema di divisione tra coeredi.

Tribunale Monza, 13/03/2007

Donazione remuneratoria e liberalità d’uso

In tema di distinzione tra donazione remuneratoria e liberalità d’uso previste, rispettivamente, nel primo e secondo comma dell’art. 770 c.c. trova fondamento nel diverso movente dei due negozi, ravvisabile, riguardo al primo, nel desiderio di gratificare l’autore di servizi resi e, riguardo al secondo, nell’intento di attribuire ai servizi resi un  elemento di corrispettività adeguandosi al costume sociale, il quale non ne prevede l’obbligatorietà.

Corte appello Torino sez. II, 22/04/2020, n.381

Donazione remuneratoria: l’azione di riduzione

In caso di donazione in parte remuneratoria (atteso che dal tenore di essa si evince che con tale lascito il de cuius abbia inteso remunerare la figlia dei servizi resi in vita) ed in parte modale, poiché effettuata in cambio di assistenza della medesima figlia fino al momento della morte del genitore, va evidenziato che, per ciò che riguarda la donazione remuneratoria, essa è prevista dall’art. 770 c.c. norma che ribadisce che costituisce donazione anche la liberalità fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario. Quindi la donazione remuneratoria, in quanto donazione vera e propria, è assoggettata alla disciplina della reintegrazione di quanto spetta ai legittimari e, di conseguenza, all’azione di riduzione.

Parimenti, in tema di donazione modale, lo spirito di liberalità è perfettamente compatibile con l’imposizione di un peso al beneficiario purché tale peso, non assumendo il carattere di corrispettivo, costituisca una modalità del beneficio, senza snaturare l’essenza di atto di liberalità della donazione. Tali considerazioni inducono a ritenere che, poiché l’imposizione di un onere non snatura l’essenza della donazione, trasformandola in un contratto a titolo oneroso, in caso di proposizione di azione di riduzione le donazioni modali non possono ritenersi escluse dalla riunione fittizia.

Tribunale Catania sez. lav., 07/04/2020, n.1246

L’individuazione delle disposizioni applicabili

In tema di negotium mixtum cum donatione, sulla sia ravvisabilità una donazione indiretta ovvero un contratto misto, si può seguire la pista del negozio misto, fermo restando che permane il problema dell’individuazione delle disposizioni applicabili, rispetto al quale si oscilla tra la tesi della prevalenza (maggioritaria) e quella della combinazione (minoritaria). Seguendo la tesi della prevalenza, ricorrerebbe la donazione remuneratoria, soggetta al formalismo della donazione diretta nel caso di accertamento della più forte incidenza dell’animus donandi sull’attribuzione corrispettiva.

Corte appello Torino sez. II, 11/07/2019, n.1173

La natura donativa dell’atto

Va disattesa la qualificazione del negozio impugnato in termini di atto a titolo oneroso, trattandosi, piuttosto, di mera donazione modale ex art. 793 c.c., nel caso in cui dall’intestazione dell’atto (donazione remuneratoria) e dalle espressioni utilizzate (“dona”, “dispensa da collazione”, “donante”, “immobili donati”), risulti con evidenza la natura donativa dell’atto.

Tribunale Latina sez. I, 15/11/2018, n.2755

I servizi resi dal donatario

La donazione remuneratoria, contratto che soggiace alle condizioni di forma previste dall’art. 782 c.c., consiste in un’attribuzione gratuita, compiuta spontaneamente e nella consapevolezza di non dover adempiere alcun obbligo giuridico, morale, sociale, volta a compensare i servizi resi dal donatario.

Cassazione civile sez. II, 18/05/2016, n.10262

Il rapporto di pregiudizialità-dipendenza

Esso, pertanto, sussiste fra un giudizio di rilascio di un immobile — goduto secondo l’attore in comodato precario dal convenuto — nel quale quest’ultimo abbia eccepito il suo diritto di permanere nel godimento in virtù della pattuizione intervenuta in una donazione remuneratoria stipulata con l’attore, e il giudizio in cui il convenuto abbia chiesto l’accertamento della simulazione del contratto di donazione remuneratoria in forza del quale egli ha trasferito al comodante altro immobile (nella specie in asserita remunerazione del precario) e nel contempo sia stata pattuita la protrazione del comodato invocato nell’altro giudizio. L’accertamento positivo o negativo della simulazione, infatti, determinando l’accertamento della validità o meno anche della clausola relativa alla protrazione del comodato, pregiudica l’eccezione prospettata nel giudizio di rilascio iure commodati.

Cassazione civile sez. VI, 25/11/2010, n.23914

La cessione a titolo gratuito di un immobile di elevato valore

La cessione a titolo gratuito di un immobile di elevato valore a una persona che per anni ha lavorato all’interno di una impresa commerciale al momento del suo ritiro dall’attività lavorativa, non costituisce liberalità d’uso ex art. 770, comma 2 c.c. (che non è donazione e non sconta neppure l’imposta di donazione giusta la previsione di cui all’art. 1 comma 4 del d.lgs. 346/90), quanto piuttosto una autentica donazione remuneratoria (ex art. 770, comma 1 c.c.), come tale assoggettabile ad imposta dopo la sua reintroduzione tramite d.l. 262/06 poi convertito con l 286/06, art. 2 commi 47 e seguenti.

In effetti la liberalità d’uso (come tale, esente da imposta) postula sia la sua effettuazione a fronte di particolari servigi apprezzati dal disponente, sia un ragionevole nesso di correlazione e proporzionalità fra servizi resi e valore del cespite donato, elemento questo che manca nei fatti di causa così come la natura di “uso” della liberalità in questione, nel senso che la famiglia delle disponenti (nel caso di specie l’atto era stato disposto da tre sorelle, uniche azioniste della società per la quale la beneficiata aveva prestato la sua attività) non si era caratterizzata in passato per tali forme di liberalità nei confronti di soggetti “altri” che pure avevano collaborato nel loro interesse.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XLII, 27/04/2010, n.51

L’attribuzione gratuita compiuta spontaneamente

La donazione remuneratoria consiste nell’attribuzione gratuita compiuta spontaneamente e nella consapevolezza di non dover adempiere alcun obbligo giuridico, morale, sociale per compensare i servizi resi dal donatario. (Figura esclusa nella fattispecie, con riferimento alla disposizione con cui una signora aveva riconosciuto di essere debitrice di una somma pecuniaria nei confronti della nipote a titolo di gratitudine e compenso per l’assistenza, la cura e l’amministrazione ricevute per un considerevole periodo).

Cassazione civile sez. II, 03/03/2009, n.5119

Scopi di riconoscenza e di apprezzamento

La donazione remuneratoria, che è un atto di liberalità caratterizzato dagli scopi di riconoscenza e di apprezzamento dei meriti individuati dall’art. 770 c.c., in quanto donazione vera e propria, è assoggettata alla disciplina della reintegrazione di quanto spetta ai legittimari e, di conseguenza, all’azione di riduzione.

Cassazione civile sez. II, 24/07/2008, n.20387



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube