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Trasferimento del domicilio: ultime sentenze

4 Febbraio 2022
Trasferimento del domicilio: ultime sentenze

La volontà di spostare la sede principale degli affari ed interessi; il concreto spostamento da un luogo all’altro del centro di riferimento del complesso dei rapporti della persona.

Riconoscimento del diritto al trasferimento

In tema di riconoscimento del diritto di precedenza ai sensi dell’art. 33 commi 5 e 7 della legge n. 104/1992 e, quindi, del diritto al trasferimento in una delle sedi indicate nella domanda di mobilità , nonostante la sua affermata qualità di referente unico per l’assistenza alla madre disabile, l’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, nello stabilire l’agevolazione della precedenza, richiama il comma 3 dell’art. 33: «Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede».

Dunque, ai fini del riconoscimento del diritto al trasferimento devono sussistere in capo al lavoratore le condizioni legali stabilite dall’art. 33, comma 3, cit., da intendersi come l’essere il lavoratore coniuge, parente o affine entro il secondo grado, che assiste persona con handicap in situazione di gravità , non ricoverata a tempo pieno.

Tribunale Castrovillari sez. lav., 21/10/2021, n.1670

Diritto incondizionato e illimitato al trasferimento

L’art. 33, comma 5, della l. n. 104 del 1992 non riconosce in capo al lavoratore dipendente un diritto soggettivo perfetto ad usufruire delle agevolazioni ivi contemplate, posto che la norma richiede un bilanciamento tra l’esigenza di assistenza e cura del congiunto disabile e le necessità connesse al rapporto di servizio. Di conseguenza la posizione del dipendente può essere più propriamente inquadrata nell’ambito del mero interesse pretensivo, pur se particolarmente “rafforzato’. La disposizione, infatti, stabilisce sì che il lavoratore ha diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere, ma aggiunge l’inciso ‘ove possibile’, in tal modo attribuendo rilievo (quanto meno) paritario e concorrente al contrapposto interesse pubblico a che la funzionalità operativa dell’Amministrazione non sia compromessa.

Tribunale Modena sez. lav., 07/10/2021, n.386

Irreperibilità del destinatario nel Comune ove è situato il domicilio fiscale

E’ illegittima la notificazione degli avvisi e degli atti tributari impositivi effettuata ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973 n.600, art.60, comma 1, lett.e) laddove il messo notificatore abbia attestato la sola irreperibilità del destinatario nel comune ove è situato il domicilio fiscale del contribuente, senza ulteriore indicazione delle ricerche compiute per verificare che il trasferimento non sia un mero mutamento di indirizzo all’interno dello stesso comune, dovendosi procedere secondo le modalità di cui all’art.140 c.p.c. quando non risulti un’irreperibilità assoluta del notificato all’indirizzo conosciuto, la cui attestazione non può essere fornita dalla parte nel corso del giudizio.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VII, 04/02/2021, n.672

L’esito negativo di notifica ad imputato nel domicilio dichiarato o eletto per trasferimento

L’esito negativo di una notifica all’imputato nel domicilio dichiarato o eletto, per una ragione “definitiva” che renda impossibile l’esecuzione della notifica in tale luogo, quale il trasferimento dell’imputato o l’inesistenza ivi del suo nominativo, rende valide le successive notifiche, in ogni fase e grado del procedimento, effettuate direttamente al difensore, ai sensi dell’art. 161, comma 4, c.p.p., senza previa reiterazione del tentativo di notifica presso detto domicilio.

Cassazione penale sez. IV, 12/01/2021, n.3930

Rinnovazione della notifica in caso di trasferimento dello studio del domiciliatario

In tema di notifica di atti impugnatori al procuratore domiciliatario della controparte che abbia trasferito la sede dello studio legale nel corso del giudizio, occorre valutare se il legale eserciti o meno la sua attività nel circondario del tribunale a cui sia assegnato. In tal caso, è onere del notificante accertare, anche mediante riscontro delle risultanze dell’albo professionale, quale sia l’effettivo domicilio dell’avvocato, a prescindere dalla comunicazione del trasferimento da parte di quest’ultimo.

Diversamente, laddove il difensore svolga le sue funzioni in un altro circondario ed abbia proceduto all’elezione di domicilio ex art. 82 r.d. n. 37/1934, si delinea un obbligo di comunicare i mutamenti del domicilio stesso. Tale distinzione si rivela decisiva per stabilire se l’esito negativo della notifica dipenda o meno da ragioni imputabili al notificante, fermo restando che in tal caso egli, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria, deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza.

Cassazione civile sez. III, 06/11/2020, n.24947

Il trasferimento di residenza o di domicilio

Il trasferimento di residenza o di domicilio deve essere portato a conoscenza dell’altra parte e, dunque, in difetto dell’adempimento di tale onere, deve escludersi la decadenza dal termine d’impugnazione a condizione che la notificazione sia stata rinnovata presso il procuratore domiciliatario nel nuovo domicilio. La notificazione può essere affetta da nullità sanabile con effetto ex tunc con la costituzione del convenuto ovvero attraverso la rinnovazione della notifica cui la parte istante provveda spontaneamente o in esecuzione dell’ordine impartito dal giudice.

Consiglio di Stato sez. VI, 30/06/2020, n.4151

Trasferimento del domicilio all’estero

In tema di affidamento dei figli minori, disposto l’affido condiviso di un minore di circa quattro anni di età, nato fuori dal matrimonio, con collocamento presso la madre, va rigettata la domanda di quest’ultima di autorizzazione al trasferimento del domicilio del figlio da Roma a Londra, atteso che: a) una tale misura osterebbe al consolidamento del rapporto del padre con il figlio, con assidue frequentazioni anche infrasettimanali, posto che il primo, in forza di provvedimento provvisorio, si era trasferito da Milano a Roma, esercitando regolarmente il diritto di visita; b) il minore è ben radicato nella capitale, dove risiede dalla nascita, e intrattiene una fitta rete di relazioni parentali, come emerso dalla espletata c.t.u.; c) la madre svolge a Roma idonea attività lavorativa, sicché non ha la necessità di trasferirsi all’estero.

Tribunale Roma, 08/09/2017

L’istanza per il trasferimento del domicilio degli arresti domiciliari

Nei procedimenti per delitti commessi con violenza alla persona, è rilevabile d’ufficio l’inammissibilità dell’istanza dell’imputato volta ad ottenere l’autorizzazione a trasferire il luogo del domicilio degli arresti domiciliari, qualora tale istanza non sia stata, ai sensi dell’art. 299, commi 3 e 4 bis cod, proc. pen., notificata alla persona offesa o al suo difensore.

Cassazione penale sez. IV, 15/03/2017, n.29770

La revoca o la sostituzione delle misure cautelari coercitive

L’obbligo di comunicazione dell’istanza di revoca o di sostituzione delle misure cautelari coercitive (diverse dal divieto di espatrio e dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) applicate nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, previsto dall’art. 299, comma 4 bis, c.p.p, riguarda anche l’istanza di trasferimento di domicilio degli arresti domiciliari, giacché rispetto a tale istanza la vittima potrebbe avere motivo di interloquire, in relazione a concrete situazioni di pericolosità, che potrebbero derivare ai suoi danni dall’accoglimento e, quindi, dall’effettivo trasferimento del domicilio, come nel caso del rientro dell’indagato/imputato nel luogo ove abita la persona offesa.

Cassazione penale sez. V, 08/01/2016, n.18565

L’omessa comunicazione del trasferimento del domicilio

L’omessa comunicazione del trasferimento del domicilio dichiarato o eletto non può interpretarsi, di per sé solo, quale volontaria scelta dell’imputato di sottrarsi alla conoscenza legale del processo e delle sentenze e non può, quindi, essere unica ragione per respingere la richiesta di restituzione in termini.

Cassazione penale sez. II, 17/12/2014, n.292

Il valore legale della dichiarazione di domicilio

L’omessa comunicazione del trasferimento del domicilio dichiarato o eletto non può interpretarsi, di per sé solo, quale volontaria scelta dell’imputato di sottrarsi alla conoscenza legale del processo e delle sentenze e non può, quindi, essere unica ragione per respingere la richiesta di restituzione in termini.

(Fattispecie in cui l’imputato, extracomunitario alloglotta, era assistito da un difensore d’ufficio e che non vi era prova né che egli avesse mantenuto contatti costanti con il suo legale né che avesse colto il significato ed il valore legale della dichiarazione di domicilio).

Cassazione penale sez. I, 14/06/2013, n.30320

Trasferimento automatico del domicilio

Il domicilio individua il luogo ove la persona ha stabilito il centro principale dei propri affari e interessi, sicché riguarda la generalità dei rapporti del soggetto, non solo economici, ma anche morali, sociali e familiari. Affinché possa ritenersi verificato un trasferimento di domicilio, pertanto, debbono risultare inequivocabilmente accertati sia il concreto spostamento da un luogo all’altro del centro di riferimento del complesso dei rapporti della persona, sia l’effettiva volontà d’operarlo, a prescindere dalla dimora o dall’effettiva presenza in quel determinato luogo.

Ne consegue che il ricovero in una casa di cura o di riposo non implica, necessariamente, anche il trasferimento del domicilio in detto luogo, in quanto il ricovero può avere carattere temporaneo e/o comunque non continuativo, ben potendo la persona, per più o meno brevi periodi, riportarsi nel luogo lasciato e, soprattutto, voler ivi comunque conservare, per intuibili motivi morali e materiali, il centro principale dei propri rapporti.

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2011, n.21370

Trasferimento del domicilio fiscale di un contribuente al di fuori di questo Stato

Il principio della libertà di stabilimento sancito dall’art. 52 (ora art. 43) del trattato Ce deve essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro introduca, a fini di prevenzione di un rischio di evasione fiscale, un meccanismo d’imposizione delle plusvalenze non ancora realizzate, come quello previsto all’art. 167 bis del “code generales des impots” francese, in caso di trasferimento del domicilio fiscale di un contribuente al di fuori di questo Stato.

Corte giustizia UE sez. V, 11/03/2004, n.9

Il trasferimento del domicilio del destinatario dell’atto

I termini per l’impugnazione delle sentenze sono perentori, e decorrono per il solo fatto oggettivo del trascorrere del tempo, senza alcuna possibilità di proroga, sospensione o interruzione se non nei casi eccezionali espressamente previsti dalla legge; ne consegue che non produce alcun effetto il tentativo di notifica dell’atto di impugnazione effettuato nei termini presso il procuratore costituito ma non andato a buon fine per trasferimento del domicilio del destinatario dell’atto, restando a carico dell’istante il rischio che le nuove modalità notificatorie non consentano in concreto di rispettare il termine, e non spiegando alcuna rilevanza nel caso concreto la sentenza n. 477 del 2002 della Corte cost., che riguarda la diversa ipotesi di ritardo sulla notificazione imputabile non al notificante, bensì all’ufficiale giudiziario o all’ufficiale postale.

Cassazione civile sez. lav., 01/12/2003, n.18350

La denuncia del nuovo domicilio

Per consentire in ogni momento all’autorità di polizia il controllo sulla detenzione delle armi, la denuncia del nuovo domicilio va effettuata immediatamente dopo il trasporto dell’arma. (Nella specie, relativa ad inammissibilità di ricorso, era stata chiesta l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste sul rilievo che l’effettivo trasferimento del domicilio non si era ancora realizzato, avendo il Comune provveduto a regolarizzare la nuova occupazione solo in data successiva all’accertamento del fatto).

Cassazione penale sez. I, 07/10/1993

Il trasferimento del domicilio fiscale dal Comune di iscrizione anagrafica in altro Comune

A norma dell’art. 9 d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645, il trasferimento del domicilio fiscale dal comune di iscrizione anagrafica in altro comune, ove il contribuente svolge la sua principale attività lavorativa in modo continuativo, può verificarsi solo a seguito di provvedimento motivato dall’intendente di finanza.

Comm. trib. centr. sez. XX, 25/03/1982, n.2544



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