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Trasferimento del domicilio: ultime sentenze

5 Agosto 2020
Trasferimento del domicilio: ultime sentenze

La volontà di spostare la sede principale degli affari ed interessi; il concreto spostamento da un luogo all’altro del centro di riferimento del complesso dei rapporti della persona.

La richiesta di trasferimento del domicilio degli arresti domiciliari deve essere comunicata alla persona offesa.

La denuncia del nuovo domicilio

Per consentire in ogni momento all’autorità di polizia il controllo sulla detenzione delle armi, la denuncia del nuovo domicilio va effettuata immediatamente dopo il trasporto dell’arma. (Nella specie, relativa ad inammissibilità di ricorso, era stata chiesta l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste sul rilievo che l’effettivo trasferimento del domicilio non si era ancora realizzato, avendo il Comune provveduto a regolarizzare la nuova occupazione solo in data successiva all’accertamento del fatto).

Cassazione penale sez. I, 07/10/1993

Il trasferimento del domicilio all’estero

In tema di affidamento dei figli minori, disposto l’affido condiviso di un minore di circa quattro anni di età, nato fuori dal matrimonio, con collocamento presso la madre, va rigettata la domanda di quest’ultima di autorizzazione al trasferimento del domicilio del figlio da Roma a Londra, atteso che: a) una tale misura osterebbe al consolidamento del rapporto del padre con il figlio, con assidue frequentazioni anche infrasettimanali, posto che il primo, in forza di provvedimento provvisorio, si era trasferito da Milano a Roma, esercitando regolarmente il diritto di visita; b) il minore è ben radicato nella capitale, dove risiede dalla nascita, e intrattiene una fitta rete di relazioni parentali, come emerso dalla espletata c.t.u.; c) la madre svolge a Roma idonea attività lavorativa, sicché non ha la necessità di trasferirsi all’estero.

Tribunale Roma, 08/09/2017

Il valore legale della dichiarazione di domicilio

L’omessa comunicazione del trasferimento del domicilio dichiarato o eletto non può interpretarsi, di per sé solo, quale volontaria scelta dell’imputato di sottrarsi alla conoscenza legale del processo e delle sentenze e non può, quindi, essere unica ragione per respingere la richiesta di restituzione in termini.

(Fattispecie in cui l’imputato, extracomunitario alloglotta, era assistito da un difensore d’ufficio e che non vi era prova né che egli avesse mantenuto contatti costanti con il suo legale né che avesse colto il significato ed il valore legale della dichiarazione di domicilio).

Cassazione penale sez. I, 14/06/2013, n.30320

Trasferimento automatico del domicilio

Il domicilio individua il luogo ove la persona ha stabilito il centro principale dei propri affari e interessi, sicché riguarda la generalità dei rapporti del soggetto, non solo economici, ma anche morali, sociali e familiari. Affinché possa ritenersi verificato un trasferimento di domicilio, pertanto, debbono risultare inequivocabilmente accertati sia il concreto spostamento da un luogo all’altro del centro di riferimento del complesso dei rapporti della persona, sia l’effettiva volontà d’operarlo, a prescindere dalla dimora o dall’effettiva presenza in quel determinato luogo.

Ne consegue che il ricovero in una casa di cura o di riposo non implica, necessariamente, anche il trasferimento del domicilio in detto luogo, in quanto il ricovero può avere carattere temporaneo e/o comunque non continuativo, ben potendo la persona, per più o meno brevi periodi, riportarsi nel luogo lasciato e, soprattutto, voler ivi comunque conservare, per intuibili motivi morali e materiali, il centro principale dei propri rapporti.

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2011, n.21370

L’omessa comunicazione del trasferimento del domicilio

L’omessa comunicazione del trasferimento del domicilio dichiarato o eletto non può interpretarsi, di per sé solo, quale volontaria scelta dell’imputato di sottrarsi alla conoscenza legale del processo e delle sentenze e non può, quindi, essere unica ragione per respingere la richiesta di restituzione in termini.

Cassazione penale sez. II, 17/12/2014, n.292

La revoca o la sostituzione delle misure cautelari coercitive

L’obbligo di comunicazione dell’istanza di revoca o di sostituzione delle misure cautelari coercitive (diverse dal divieto di espatrio e dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) applicate nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, previsto dall’art. 299, comma 4 bis, c.p.p, riguarda anche l’istanza di trasferimento di domicilio degli arresti domiciliari, giacché rispetto a tale istanza la vittima potrebbe avere motivo di interloquire, in relazione a concrete situazioni di pericolosità, che potrebbero derivare ai suoi danni dall’accoglimento e, quindi, dall’effettivo trasferimento del domicilio, come nel caso del rientro dell’indagato/imputato nel luogo ove abita la persona offesa.

Cassazione penale sez. V, 08/01/2016, n.18565

Il trasferimento del domicilio del destinatario dell’atto

I termini per l’impugnazione delle sentenze sono perentori, e decorrono per il solo fatto oggettivo del trascorrere del tempo, senza alcuna possibilità di proroga, sospensione o interruzione se non nei casi eccezionali espressamente previsti dalla legge; ne consegue che non produce alcun effetto il tentativo di notifica dell’atto di impugnazione effettuato nei termini presso il procuratore costituito ma non andato a buon fine per trasferimento del domicilio del destinatario dell’atto, restando a carico dell’istante il rischio che le nuove modalità notificatorie non consentano in concreto di rispettare il termine, e non spiegando alcuna rilevanza nel caso concreto la sentenza n. 477 del 2002 della Corte cost., che riguarda la diversa ipotesi di ritardo sulla notificazione imputabile non al notificante, bensì all’ufficiale giudiziario o all’ufficiale postale.

Cassazione civile sez. lav., 01/12/2003, n.18350

Trasferimento del domicilio fiscale di un contribuente al di fuori di questo Stato

Il principio della libertà di stabilimento sancito dall’art. 52 (ora art. 43) del trattato Ce deve essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro introduca, a fini di prevenzione di un rischio di evasione fiscale, un meccanismo d’imposizione delle plusvalenze non ancora realizzate, come quello previsto all’art. 167 bis del “code generales des impots” francese, in caso di trasferimento del domicilio fiscale di un contribuente al di fuori di questo Stato.

Corte giustizia UE sez. V, 11/03/2004, n.9

L’istanza per il trasferimento del domicilio degli arresti domiciliari

Nei procedimenti per delitti commessi con violenza alla persona, è rilevabile d’ufficio l’inammissibilità dell’istanza dell’imputato volta ad ottenere l’autorizzazione a trasferire il luogo del domicilio degli arresti domiciliari, qualora tale istanza non sia stata, ai sensi dell’art. 299, commi 3 e 4 bis cod, proc. pen., notificata alla persona offesa o al suo difensore.

Cassazione penale sez. IV, 15/03/2017, n.29770

Il trasferimento del domicilio fiscale dal Comune di iscrizione anagrafica in altro Comune

A norma dell’art. 9 d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645, il trasferimento del domicilio fiscale dal comune di iscrizione anagrafica in altro comune, ove il contribuente svolge la sua principale attività lavorativa in modo continuativo, può verificarsi solo a seguito di provvedimento motivato dall’intendente di finanza.

Comm. trib. centr. sez. XX, 25/03/1982, n.2544



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