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Trasferimento della residenza: ultime sentenze

5 Agosto 2020
Trasferimento della residenza: ultime sentenze

Imposta di registro; fruizione delle agevolazioni prima casa; svolgimento dell’attività lavorativa nel Comune in cui si trova l’immobile.

Il trasferimento della residenza

Il termine di diciotto mesi previsto per il trasferimento della residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile acquistato con i “benefici prima casa” è perentorio; sono irrilevanti, pertanto, le situazioni impeditive della possibilità di trasferimento della residenza per impedire la decadenza dal beneficio. Tali circostanze impeditive, però, possono escludere la punibilità del contribuente nel caso in cui manchi l’elemento psicologico della colpevolezza.

Comm. trib. reg. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. IV, 02/01/2017, n.43

Richiesta di trasferimento della residenza

A norma dell’art. 1, comma 2, della tariffa – parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, e della nota Il-bis, lett. a), del citato articolo il termine perentorio fissato dalla legge per lo stabilimento della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile, ai fini della fruizione della agevolazione, in parola, è di diciotto mesi. La circostanza della mera presentazione della richiesta di trasferimento della residenza nel comune di ubicazione dell’immobile è irrilevante ai fini delle agevolazioni de quibus.

Cassazione civile sez. trib., 30/06/2020, n.13104

Mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi

In tema di imposta di registro, la fruizione delle agevolazioni cd. “prima casa” postula, nel caso di acquisto di immobile ubicato in un comune diverso da quello di residenza dell’acquirente, il trasferimento della residenza entro il termine di diciotto mesi dall’atto di compravendita, salva la ricorrenza di una situazione di forza maggiore sopravvenuta rispetto alla stipula, ravvisabile a fronte di impedimento oggettivo caratterizzato dalla non imputabilità, anche a titolo di colpa, inevitabilità ed imprevedibilità dell’evento. (Nella specie, la S.C. ha escluso la ricorrenza dell’esimente nel fatto costituito dal rigetto, da parte degli uffici comunali, del cambio di residenza a seguito della constatata inabitabilità dell’immobile acquistato per suo mancato completamento).

Cassazione civile sez. VI, 08/11/2019, n.28838

Agevolazioni prima casa sull’imposta di registro

In tema di agevolazioni cd. “prima casa” sull’imposta di registro, qualora il requisito del trasferimento della residenza entro diciotto mesi dall’acquisto dell’immobile (nella specie vincolato quale bene culturale) sia condizionato al mancato esercizio di una prelazione e la stessa non sia esercitata, la retroattività degli effetti dell’avveramento di tale condizione, ai sensi dell’art. 1360 c.c., non opera nei confronti del Fisco, trattandosi di soggetto estraneo all’ambito negoziale, ed in pendenza della procedura di prelazione, l’acquirente non può considerarsi obbligato al trasferimento della residenza, attesa l’incertezza sul perfezionamento della procedura stessa ed il disposto di cui all’art. 60, comma 3, del d.lgs. n. 490 del 1999.

Cassazione civile sez. trib., 06/11/2019, n.28561

Prima casa: la revoca dell’agevolazione 

In tema d’imposta di registro, sebbene ciò non sia espressamente richiesto dall’art. 1, nota II bis, della Tariffa, Parte Prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, l’agevolazione cd. “prima casa” è subordinata alla dichiarazione del contribuente, nell’atto di acquisto, di svolgere la propria attività lavorativa nel comune dove è ubicato l’immobile (requisito alternativo a quello del trasferimento della residenza anagrafica nello stesso entro diciotto mesi), poiché le agevolazioni sono generalmente condizionate ad una dichiarazione di volontà dell’avente diritto di avvalersene e, peraltro, l’Amministrazione finanziaria deve poter verificare la sussistenza dei presupposti del beneficio provvisoriamente riconosciuto.

(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha confermato la pronuncia impugnata che aveva ritenuto legittima la revoca dell’agevolazione per il mancato tempestivo trasferimento della residenza anagrafica da parte del contribuente, nonostante quest’ultimo avesse dimostrato, successivamente all’acquisto, di avere comunque diritto all’agevolazione, svolgendo la propria attività lavorativa nel medesimo comune).

Cassazione civile sez. trib., 16/03/2018, n.6501

Il mancato trasferimento di residenza nel Comune dell’immobile

In tema di benefici fiscali per l’acquisto della “prima casa”, è consentito il mantenimento dell’agevolazione esclusivamente qualora il trasferimento della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile non sia tempestivo per causa sopravvenuta di forza maggiore, rilevando, a tal fine, i soli impedimenti non imputabili alla parte obbligata, inevitabili e imprevedibili. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione impugnata che aveva riconosciuto l’esimente della forza maggiore per il ritardo connesso ai lavori di costruzione e al completamento dell'”iter” per il rilascio del certificato di agibilità dell’immobile).

Cassazione civile sez. VI, 23/01/2018, n.1588

Decorrenza del termine per trasferire la residenza

In tema di benefici fiscali c.d. “prima casa”, ed alla stregua di quanto sancito dall’art. 1, nota II bis, comma 1, lett. a), della Tariffa allegata al d. P. R. n. 131 del 1986, il mancato trasferimento della propria residenza, da parte dell’acquirente a titolo oneroso di una casa non di lusso, nel comune ove è ubicato l’immobile, entro 18 mesi dall’acquisto, comporta la decadenza dai suddetti benefici, decorrendo, in tal caso, a carico dell’amministrazione finanziaria per l’emissione dell’avviso di liquidazione dell’imposta ordinaria e connessa soprattassa, il termine triennale di cui all’art. 76, comma 2, del menzionato decreto, non dalla registrazione dell’atto ma dal momento in cui l’invocato proposito di trasferimento della residenza, inizialmente attuabile, sia successivamente rimasto ineseguito o ineseguibile, e, dunque, al più tardi, dal diciottesimo mese successivo alla registrazione dell’atto.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva fatto decorrere il termine triennale dalla data della stipula dell’atto di trasferimento dell’immobile).

Cassazione civile sez. VI, 01/12/2017, n.28860

Esistenza sul terreno di un manufatto privo dei requisiti minimi 

In tema di perdita dell’agevolazione fiscale sul pagamento dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa, per l’omesso trasferimento della residenza nel comune in cui è sito l’immobile, il termine per la rettifica, la liquidazione della maggiore imposta e l’irrogazione delle relative sanzioni è soggetto alla sospensione prevista dall’art. 11, comma 1, della l. n. 289 del 2002, sicché è prorogato di due anni, restando privo di rilievo la circostanza che il termine per la presentazione dell’istanza di definizione in via breve scada in data anteriore a quello fissato per il trasferimento della residenza, atteso che, ai fini dell’astratta definibilità del rapporto d’imposta è essenziale unicamente l’intervenuta o omessa registrazione entro il 30 settembre 2003, mentre è ininfluente la non ancora maturata perdita del beneficio fiscale.

Cassazione civile sez. trib., 28/06/2016, n.13342

La sopravvenienza di un impedimento oggettivo, imprevedibile e inevitabile

Ammessa la rilevanza di un evento di forza maggiore obiettivamente impeditivo del programma di trasferimento della residenza nel termine prefissato, tale evento può essere ragionevolmente individuato anche nell’impossibilità di utilizzare proprio l’immobile acquistato, con lo scopo di andarvi ad abitare, nel comune dove il contribuente intendeva trasferirsi; cosicché la sopravvenienza di un impedimento oggettivo, imprevedibile e inevitabile che impedisca il trasferimento del contribuente nell’immobile acquistato nel comune dove egli intendeva trasferirsi esclude la decadenza dall’agevolazione, senza che ai riguardo possano esigersi comportamenti ulteriori, come il reperimento di altro immobile nel medesimo comune per ivi trasferirsi fino a quando diventi possibile utilizzare l’immobile acquistato col beneficio fiscale.

Cassazione civile sez. trib., 27/04/2016, n.8351

Lavori di rifacimento di un vecchio stabile

In tema di benefici fiscali “prima casa” la forza maggiore – idonea ad impedire la decadenza dell’acquirente che non abbia trasferito la propria residenza nel comune ove è ubicato l’immobile nel termine previsto – deve consistere in un evento imprevedibile ed inevitabile, che può essere ravvisato nell’anomalo ritardo della P.A. nel concedere un’autorizzazione aggiuntiva conseguente alla complessità sopravvenuta di lavori di rifacimento di un vecchio stabile, poichè l’inefficienza e il non motivato ritardo dell’ente pubblico non rientrano nella sfera di disponibilità del contribuente.

Cassazione civile sez. trib., 23/12/2015, n.25880

Cosa succede se il trasferimento della residenza non è tempestivo per forza maggiore?

In tema di benefici fiscali per l’acquisto della cd. prima casa, è consentito il mantenimento dell’agevolazione esclusivamente ove il trasferimento della residenza nel Comune nel quale è ubicato l’immobile non sia tempestivo per causa sopravvenuta di forza maggiore, assumendo rilevanza, a tal fine, i soli impedimenti non imputabili alla parte obbligata, inevitabili e imprevedibili. (La S.C., in applicazione del principio, ha ritenuto insussistente l’esimente nell’ipotesi di destinazione della contribuente ad una scuola del Nord Italia, in considerazione della prevedibilità di tale circostanza per i soggetti che iniziano a svolgere l’attività di insegnamento).

Cassazione civile sez. VI, 19/10/2018, n.26328

La notificazione mediante deposito nella casa comunale per il cittadino Aire

Deve ritenersi nulla la notificazione di un avviso di accertamento effettuata, ai sensi dell’art. 60 lett. e), del D.P.R. n. 600/1973 , mediante deposito dell’atto nella casa comunale del domicilio fiscale, qualora, attraverso le risultanze dell’Albo, sia stata accertata nei confronti del contribuente la variazione anagrafica per trasferimento della residenza all’estero.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. I, 09/05/2018, n.3017



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12 Commenti

  1. Salve, per ragioni lavorative dovrei cambiare residenza. Ora, mi voglio organizzare piano piano e fare le cose come si deve. Mi spiegate cosa bisogna fare per cambiare la residenza temporanea? Se cambio residenza per poco tempo posso cambiare il medico di base?

    1. Coloro i quali si trovano nelle condizioni di poter chiedere il cambio di residenza temporaneo, devono presentare una richiesta all’anagrafe del comune in cui intendono registrarsi. L’istanza viene spesso messa a disposizioni sui siti web degli stessi comuni oppure è disponibile in formato cartaceo presso gli sportelli degli uffici anagrafe.Nella richiesta il cittadino deve dichiarare innanzitutto i propri dati anagrafici (data e luogo di nascita, luogo di residenza, professione, stato civile), poi il motivo per il quale chiede il cambio di residenza temporaneo ed, infine, l’indirizzo della casa in cui sta vivendo da non meno di quattro mesi.L’istanza può essere presentata anche per gli eventuali componenti del proprio nucleo familiare e ed è concessa dopo i necessari ed opportuni accertamenti da parte del Comune.Alla richiesta deve essere allegata una copia di un documento di riconoscimento e del codice fiscale. Molti comuni danno la possibilità di presentare l’istanza anche in via telematica, attraverso l’invio di una e-mail o di una pec. È opportuno sempre informarsi prima all’ufficio anagrafe del comune in cui deve essere presentata la richiesta.Per quanto riguarda i cittadini europei i comuni, oltre alle dichiarazioni sopra elencate, chiedono di allegare all’istanza una ulteriore documentazione: ad esempio, copia del contratto di lavoro, copia della busta paga, certificazione di iscrizione al corso di studi e durata dello stesso, tessera sanitaria europea.Per quelli extra europei anche copia del permesso di soggiorno e del passaporto. In genere, viene richiesta la presentazione di tutti quei documenti da cui si evince la temporaneità del soggiorno del cittadino.Una volta ottenuta l’iscrizione, al cittadino possono essere rilasciate solo attestazioni dal comune in cui ha la residenza temporanea. Tutti i certificati devono essere richiesti sempre al comune di residenza effettiva.La procedura di iscrizione non prevede costi.

    2. Se cambio residenza per poco tempo posso cambiare il medico di base?Tutti i cittadini iscritti al servizio sanitario nazionale che per ragioni di lavoro, studio o salute si trovano in un luogo diverso da quello in cui risiedono abitualmente hanno diritto ad usufruire delle prestazioni medico-sanitarie di quella regione. Chi ha la residenza temporanea in un altro luogo può usufruire anche del cosiddetto “cambio medico”.Il cittadino può scegliere, infatti, un medico di base diverso per un periodo di tempo che va da tre mesi ad un anno. Si pensi a chi, residente al sud Italia, si trovi al nord per motivi di studio o di lavoro. Appare ovvio che prima o poi questa persona potrebbe avere bisogno di un medico e quello di base si trova troppo lontano.Proprio per far fronte a queste esigenze, il sistema sanitario nazionale ha previsto la possibilità di avere un medico in un luogo diverso da quello di effettiva residenza per un periodo limitato di tempo. Per poter usufruire di tale beneficio, l’interessato deve recarsi presso l’ufficio scelta e revoca dell’azienda sanitaria a cui appartiene il comune in cui si è trasferito e fare la richiesta di scelta del medico. All’istanza devono essere allegati alcuni documenti, quali: il libretto sanitario, la carta di identità, la tessera sanitaria.In alcune regioni è prevista l’allegazione di ulteriori documenti. In particolare, se la richiesta viene presentata da una persona che si è trasferita per motivi di lavoro, all’istanza dovrà essere allegata anche una attestazione del datore di lavoro da cui risulti che l’interessato si è trasferito per motivi di lavoro per un periodo superiore a tre mesi. Nel caso in cui, invece, il richiedente sia uno studente potrà essere richiesta l’allegazione del certificato di iscrizione a corsi di studio.

  2. Finalmente, riuscirò a trasferirmi nella mia nuova casa. Dopo anni di convivenza in famiglia, ora non ce la faccio più e voglio avere la mia indipendenza. Una boccata d’aria. Dopo la quarantena causata dal Covid, sono impazzito a restare in casa con i miei familiari. Ho raggiunto il ,limite di sopportazione. Poi, non posso portare la mia ragazza in casa perché non vanno d’accordo con mia madre e quindi una seccatura continua…vi lascio immaginare.Potreste spiegarmi qual è la procedura per regolarizzare il cambio di residenza al Comune? Grazie in anticipo

    1. Una volta presentata la domanda di cambio residenza presso l’ufficio anagrafe del nuovo Comune in cui si intende andare a vivere, l’iter è il seguente.
      Compilazione modulo cambio residenza;
      Compilazione del verbale che accerta il trasferimento. Tale dichiarazione verrà inviata all’ufficio del Comando Polizia Municipale del territorio;
      Compilazione modulo relativo all’aggiornamento dati per la Motorizzazione Civile inerenti patente e libretto di circolazione del veicolo di cui il cittadino è intestatario. Attenzione che questo modulo va compilato per ciascun membro della famiglia provvisto di patente di guida di qualsiasi categoria.
      Il Comune accoglierà la richiesta e comunicherà il nuovo indirizzo direttamente al Ministero dei Trasporti affinché possa provvedere ad aggiornare il sistema telematico e procedere celermente all’aggiornamento dati e all’emissione dei documenti aggiornati relativamente a patente e libretto (in realtà è un adesivo che verrà inviato presso il nuovo indirizzo indicato che poi il cittadino dovrà obbligatoriamente apporre sui propri documenti negli appositi spazi). L’ufficio si farà carico di inviare le informazioni raccolte nel modulo debitamente compilato in ciascuna sua parte, relative al cambio residenziale, anche alla Motorizzazione Civile e al Pra.

    2. Esistono delle istruzioni di compilazione del modulo di richiesta cambio residenza ed è bene rispettarle in maniera precisa onde evitare intoppi, allungamento di tempistiche e ritardi nelle emissioni di variazioni, aggiornamenti ed eventuali certificati richiesti.
      Il modulo è diviso in parti che richiedono compilazione a seconda delle situazioni in essere.
      – Prima parte: è identificata anche come frontespizio e vengono richieste le generalità relative al cittadino (ad esempio il capo famiglia) oltre all’indicazione precisa del nuovo indirizzo che sarà la nuova residenza. Nel caso in cui avvenisse un subentro, è obbligatorio indicare le generalità, il grado di rapporto parentale e fornire le indicazioni relative a un documento d’identità di chi già è residente. Nell’esempio di due neo coniugi con la moglie che si trasferisce nella casa del marito, il modulo del cambio residenza di lei deve essere compilato indicando anche le generalità del partner.
      – Seconda parte: viene definita anche quadro istanza e richiede la compilazione delle generalità di coloro i quali, insieme alla persona in questione, si trasferiscono e cambiano di residenza. Un esempio potrebbero essere i componenti del nucleo famigliare che seguono il capo famiglia nella nuova ubicazione.
      -Terza parte: chiamata quadro istanza B e riguarda unicamente i cittadini stranieri oppure gli italiani che risiedono all’estero e decidono di prendere residenza in Italia. In questo campo devono indicare i dati relativi al permesso di soggiorno.
      – Quarta parte: il quadro istanza C indica una situazione lievemente diversa rispetto a quella espressa nella prima parte del modulo. Si differenzia nella parte relativa a chi intende trasferirsi e cambiar residenza: il cittadino deve essere libero da vincoli parentali, pur andando a dimorare presso un nucleo famigliare già esistente. Può essere l’esempio di due amici, oppure di due persone fidanzate che decidono di andare a convivere, o ancora di genitori anziani che vengono accolti in casa in pianta stabile dalla famiglia del figlio per essere meglio accuditi.

  3. E se il cambio di residenza avviene nello stesso Comune che devo fare? Devo cambiare la residenza anche sulla patente, sul passaporto e sulla carta di identità. Ma devo farlo subito?

    1. Se il cambio di residenza avviene nello stesso Comune, cioè si cambia sostanzialmente abitazione, passando da un quartiere ad un altro, va comunque compilata e presentata la dichiarazione di cambio abitazione. Anche in questo caso può occuparsene un solo membro, maggiorenne, della famiglia, il quale si presenta all’anagrafe con un documento di identità e compila il modulo di variazione d’indirizzo dell’abitazione. Il cambio di residenza ha effetti anche sui documenti personali del richiedente. Infatti, nel caso questi sia in possesso di una patente, all’atto della dichiarazione del modulo di cambio di residenza, dovrà compilare un ulteriore modulo che poi, il Comune invierà alla motorizzazione civile. Passaporto e carta di identità invece, non necessitano di un aggiornamento immediato, per cui si potrà attendere la naturale scadenza di tali documenti per inserire il nuovo indirizzo. In ogni caso qualora il cittadino volesse comunque apportare le modifiche, dovrà sottoscrivere un modulo specifico per passaporto presso gli uffici della polizia di stato.

  4. Salve. Voglio cambiare casa. Non mi trovo più bene nel condominio dove vivevo e poi la casa ormai porta con sé troppi ricordi che mi feriscono, quindi è arrivato il tempo di trasferirmi altrove. Chi devo avvisare dell’avvenuto cambio di residenza?

    1. Il cambio di residenza va comunicato non solo al Comune ma anche agli uffici competenti per la tassa sui rifiuti e l’Imu, alle società che si occupano delle utenze del gas, della luce e del telefono, in banca, al proprio medico curante, all’agenzia delle entrate, all’Inps, ecc.Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti urbani occorre presentare una denuncia di iscrizione, se si arriva da un altro Comune oppure una denuncia di variazione, se si è già iscritti come contribuenti comunali.Per le utenze bisogna recarsi presso i fornitori e sottoscrivere un nuovo contratto; è opportuno poi, avvisare della nuova residenza, anche la propria banca.Ancora, bisogna comunicare il cambio della residenza all’Agenzia delle entrate, affinché possa modificare l’indirizzo di tutte le eventuali comunicazioni da inviare al richiedente e per definire delle variazioni sul proprio profilo fiscale nonché alla camera di commercio secondo il tipo di attività svolta dal richiedente stesso.All’Inps la comunicazione va effettuata tramite autocertificazione, indicando il nuovo indirizzo oppure compilando un apposito modulo già predisposto dall’ente.Il cambio di residenza altresì, va comunicato al medico di famiglia in modo da eseguire il cambio con una successiva richiesta di un nuovo professionista all’Asl locale.La residenza inoltre, va modificata anche sulla tessera sanitaria, su quella elettorale, sull’assicurazione dell’auto, sul libretto di circolazione.
      Per un approfondimento in materia di falsa residenza, si consiglia la lettura del seguente articolo Falsa residenza: cosa si rischia?https://www.laleggepertutti.it/218283_falsa-residenza-cosa-si-rischia

  5. Io e la mia ragazza vorremmo andare a convivere. La casa è mia quindi vorrei capire un po’ di cose. Tipo, quanto mi costerebbe richiedere il cambio di residenza? quali sono le tempistiche?

    1. La richiesta di cambio residenza in teoria non presenta alcun costo. L’operazione è totalmente gratuita nella maggior parte dei casi. Tuttavia alcuni uffici possono prevedere un costo che può variare a seconda della modalità di richiesta e dei bolli eventuali. Per questo motivo cercare di operare online è un vantaggio perché si evitano eventuali spese.Quando un cittadino desidera domandare il cambio di residenza deve farlo presentando istanza di richiesta al fine di certificare la variazione del luogo di dimora e ha tempo fino a un massimo di 20 giorni da quando si è trasferito nella sua nuova abitazione.L’istanza va presentata all’ufficio anagrafe del nuovo comune, recandosi di persona allo sportello oppure inviando comunicazione tramite posta elettronica, raccomandata o, in alternativa, fax.Qualora il cittadino dovesse andare personalmente negli uffici, dovrà farlo con un documento di identità in corso di validità e la corretta modulistica compilata nelle sue parti. Tale modulo è possibile scaricarlo da internet, oppure ritirarlo presso gli appositi uffici comunali di relazioni con il pubblico. Inoltre saranno necessari i dati relativi all’immobile e i nomi di coloro i quali si trasferiranno. La notizia del cambio di residenza deve giungere anche alla Motorizzazione Civile anche se non si è intestatari di alcun veicolo. In comune viene fatto compilare un modulo che verrà poi inviato per procedere con l’aggiornamento della patente e del libretto di circolazione.Un cittadino straniero può chiedere un cambio residenza ma dovrà presentare all’atto della domanda un regolare permesso di soggiorno.

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