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Elezione di domicilio difensore: ultime sentenze

5 Agosto 2020
Elezione di domicilio difensore: ultime sentenze

Procura conferita in data anteriore alla redazione del ricorso a margine del foglio in bianco; mandato al difensore;  conoscenza del procedimento penale; decesso del legale domiciliatario; notifica effettuata presso uno studio diverso da quello indicato nell’atto di elezione di domicilio.

L’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio

La sola elezione di domicilio presso il difensore di ufficio, da parte dell’indagato, non è di per sé presupposto idoneo per la dichiarazione di assenza di cui all’art. 420-bis c.p.p.. Il giudice ha infatti il dovere di verificare che vi sia stata un’effettiva instaurazione del rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l’indagato.

Cassazione penale sez. II, 06/07/2020, n.20937

Procura rilasciata a margine del foglio in bianco

In tema di ricorso per cassazione, non può considerarsi speciale, come l’art. 365 c.p.c. prescrive, la procura conferita a margine del foglio in bianco, in quanto di data anteriore alla stesura del ricorso, la quale non contenga richiami alla fase processuale di legittimità, ma specifici riferimenti a fasi e poteri propri esclusivamente del giudizio di merito, oltre che l’elezione di domicilio in luogo diverso da Roma; in tal caso, invero, la procura non è un “tutt’uno” con il ricorso e, quindi, non può attribuirsi alla parte la volontà, in contrasto con le espresse indicazioni contenute nella procura, compresa l’elezione di domicilio, di promuovere un giudizio di cassazione.

Cassazione civile sez. VI, 13/03/2020, n.7137

Nullità della notifica al difensore

Nel caso di dichiarazione o di elezione di domicilio dell’imputato, la notificazione della citazione a giudizio mediante consegna al difensore di fiducia anziché presso il domicilio dichiarato o eletto, produce una nullità a regime intermedio, che non è sanata dalla mancata allegazione da parte del difensore di circostanze impeditive della conoscenza dell’atto da parte dell’imputato.

Sebbene la conoscenza effettiva dell’atto può concretamente dedursi da una notifica siffatta, la nullità rimane configurabile, e ritualmente deducibile, come nella fattispecie oggi in esame, senza che sia possibile, in assenza di una sanatoria codificata, sterilizzare automaticamente un vizio, che si ammette integrare una nullità di ordine generale, ogniqualvolta la notifica, pur irregolare, sia compiuta a mani del difensore di fiducia venendo, per tale via a configurarsi un’ulteriore presunzione legale di conoscenza.

Cassazione penale sez. VI, 20/02/2020, n.12979

Procedimento penale: l’elezione di domicilio

In tema di notifica del decreto di citazione all’imputato, gli effetti dell’elezione di domicilio da parte dello stesso presso il difensore, permangono anche nel caso di cancellazione del legale dall’albo professionale e ciò in quanto il domicilio può anche essere eletto presso una persona che non abbia la qualità di difensore o che l’abbia perduta, essendo l’elezione, distinta e diversificata, quanto ai fini, dalla nomina del difensore.

Corte appello Ancona, 04/02/2020, n.1680

L’assenso del difensore all’elezione di domicilio

In tema di elezione di domicilio effettuata dall’imputato presso il difensore d’ufficio, qualora quest’ultimo non accetti la veste di domiciliatario, come consentito dall’art. 162 c.p.p., comma 4-bis, introdotto della l. 23 giugno 2017, n. 103, e l’imputato non provveda ad effettuare una nuova e diversa elezione di domicilio, si deve procedere comunque mediante notifica allo stesso difensore ai sensi dell’art. 161, comma 4, c.p.p., diversamente determinandosi una situazione di stallo non superabile.

La richiesta di una forma scritta dell’assenso del difensore alla elezione di domicilio non è richiesta dalla norma. L’art. 162, comma 4-bis, c.p.p., prevede solo che “L’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio non ha effetto se l’autorità che procede non riceve, unitamente alla dichiarazione di elezione, l’assenso del difensore domiciliatario”.

Cassazione penale sez. III, 30/01/2020, n.17818

Sopraggiunta inefficacia dell’elezione di domicilio

Il decesso del difensore domiciliatario di una parte determina, ai sensi dell’art. 141 cod. proc. civ., l’inefficacia dell’elezione di domicilio e perciò gli atti devono esser notificati al domicilio reale della medesima. Pertanto la notifica dell’impugnazione ad altro avvocato dello studio del difensore deceduto, è inesistente, ed in quanto tale non sanabile ai sensi dell’art. 291 cod. proc. civ. -con conseguente inammissibilità dell’impugnazione- non essendo tale persona in alcun modo collegata al destinatario della notifica e non essendo lo studio luogo in alcun modo più riferibile all’intimato.

Tribunale Bologna sez. II, 24/01/2020, n.174

Difensore d’ufficio: cosa succede se non accetta la domiciliazione?

In tema di elezione di domicilio effettuata dall’imputato presso il difensore d’ufficio, qualora quest’ultimo non accetti la veste di domiciliatario, come consentito dal comma 4-bis dell’art. 162 c.p.p., introdotto della l. 23 giugno 2017, n. 103, e l’imputato non provveda ad effettuare una nuova e diversa elezione di domicilio, si deve procedere comunque mediante notifica allo stesso difensore ai sensi dell’art. 161, comma 4, c.p.p., diversamente determinandosi una situazione di stallo non superabile.

Cassazione penale sez. II, 14/01/2020, n.10358

Elezione di domicilio e conoscenza del procedimento

In tema di processo celebrato in assenza dell’imputato, la conoscenza dell’esistenza del procedimento penale a carico dello stesso non può essere desunta dall’elezione di domicilio presso il difensore di ufficio effettuata, nell’immediatezza dell’accertamento del reato, in sede di redazione del verbale di identificazione d’iniziativa della polizia giudiziaria, in epoca anteriore alla formale instaurazione del procedimento, che si verifica soltanto con l’iscrizione del nome della persona sottoposta ad indagini nel registro di cui all’art. 335 c.p.p.

Cassazione penale sez. I, 18/12/2019, n.3261

La notifica effettuata al difensore 

È valida, nel caso di elezione di domicilio, la notifica eseguita al difensore di fiducia presso uno studio diverso da quello indicato nell’atto di elezione, in quanto ciò che rileva a tal fine è l’individuazione della persona del domiciliatario e non la sede di uno degli studi professionali di quest’ultimo in cui egli svolge, comunque, la propria attività professionale.

Cassazione penale sez. VI, 04/07/2019, n.39103

Le notificazioni effettuate all’imputato

In tema di elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio, l’art. 162, comma 4-bis, cod. proc. pen., introdotto dall’art. 1, comma 24, della legge 23 giugno 2017, n. 103, avendo natura di norma processuale, si applica soltanto alle elezioni di domicilio compiute dopo l’entrata in vigore della novella, cosicché seguitano ad essere legittime le notificazioni effettuate all’imputato nel domicilio eletto anteriormente alla citata legge presso il difensore d’ufficio, pur senza l’assenso di quest’ultimo.

Cassazione penale sez. I, 03/07/2019, n.36008

La notifica eseguita presso lo studio ‘secondario’ del difensore di fiducia

È valida, nel caso di elezione di domicilio, la notifica eseguita al difensore di fiducia presso uno studio diverso da quello indicato nell’atto di elezione, in quanto ciò che rileva a tal fine è l’individuazione della persona del domiciliatario e non la sede di uno degli studi professionali di quest’ultimo in cui egli svolge, comunque, la propria attività professionale.

Cassazione penale sez. III, 10/12/2019, n.6927

Elezione di domicilio: è surrogabile da una dichiarazione del difensore?

L’elezione di domicilio costituisce atto personale a forma vincolata, quale espressione della volontà dell’imputato di ricevere ogni notificazione o comunicazione presso quel domicilio e non è surrogabile da una dichiarazione del difensore, come avvenuto nel caso di specie. In particolare, non può essere considerata come valida elezione di domicilio ai sensi dell’art. 162 c.p.p. la mera indicazione del luogo di residenza dell’imputato, da questi non sottoscritta, contenuta nell’atto di appello redatto dal difensore.

Cassazione penale sez. VI, 02/07/2020, n.21515

L’instaurazione di rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l’indagato

La sola elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio da parte dell’indagato non è di per sé presupposto idoneo per la dichiarazione d’assenza di cui all’art. 420 bis c.p.p., dovendo il giudice in ogni caso verificare, anche in presenza di altri elementi, che vi sia stata un’effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l’indagato, tale da fargli ritenere con certezza che quest’ultimo abbia conoscenza del procedimento ovvero si sia sottratto volontariamente alla conoscenza del procedimento stesso.

Cassazione penale sez. II, 27/11/2019, n.3440



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