Che succede se il mutuo ha interessi alti e usurari

4 Agosto 2020 | Autore:
Che succede se il mutuo ha interessi alti e usurari

Se il mutuo supera il tasso soglia diventa gratuito: bisogna restituire solo il capitale residuo e si ha diritto a ripetere le somme già versate. 

Vorresti avere un mutuo a tasso zero? No, non ti sto proponendo l’ultima offerta commerciale dove poi scopri che gli interessi, magari nascosti, comunque ci sono e ti vengono applicati.

Ti sto parlando, invece, della possibilità, riconosciuta dalla legge, di ottenere un mutuo che è davvero senza interessi: l’unico obbligo sarà quello di restituire, a poco a poco con le rate periodiche, il capitale che hai ricevuto e nulla più. Nessuno sarebbe ovviamente mai disposto a prestarti soldi in questo modo, salvo un parente affezionato o un caro amico.

Ma c’è un modo per arrivare al risultato ed è previsto dalla legge: se hai stipulato un mutuo che prevede interessi troppo alti, quindi usurari, una volta accertata questa circostanza tutti gli interessi – non solo la parte eccedente che li rende usurari – non saranno più dovuti.

Così il mutuo diventerà senza interessi e tu dovrai restituire solo la quota capitale. Inoltre, avrai diritto alla restituzione delle somme che avevi già versato a titolo di interessi.

Questa regola vale non solo per i classici strozzini, che prestano soldi ad usura attraverso canali illeciti, ma anche per i normali istituti bancari, quando il tasso di interesse applicato supera la soglia limite oltre la quale scatta, inevitabilmente, l’usura.

È abbastanza facile che questo succeda, perché i tassi soglia variano nel tempo e il contratto di mutuo potrebbe non tenerne conto; così la quota interessi contenuta nella rata potrebbe superare la percentuale massima consentita dalla legge.

Vediamo come si applica concretamente questa regola: come capire quando il mutuo diventa usurario, come rilevare i tassi praticati e come arrivare al risultato finale: il riconoscimento che nessun interesse è dovuto sulla somma ricevuta in prestito dalla banca.

L’usura 

Il mutuo è un prestito oneroso: il suo prezzo, per chi riceve la somma iniziale, è quello di restituirla maggiorata degli interessi. Il tasso viene determinato tra le parti; il mutuo infatti è un contratto che deve stabilire con precisione la misura degli interessi da corrispondere e i tempi per farlo.

L’usura è un fenomeno illecito, vietato dalla legge, sia civile sia penale. Si realizza quando il prestito avviene ad un tasso di interesse superiore a quello legalmente consentito.

Il tasso soglia

Per facilitare il compito di chi vuole accertare se il proprio mutuo ha carattere usurario oppure no, la legge prevede degli appositi tassi soglia (che sono previsti non solo per i mutui, ma anche per le altre forme di finanziamenti, come i leasing ed i  prestiti al consumo).

Il limite del tasso soglia viene periodicamente stabilito dal Mef, il Ministero dell’Economia e Finanze.

Ogni trimestre, il Tesoro rileva l’andamento dei tassi praticati dal sistema bancario, applica un aumento prudenziale di un quarto ed aggiunge al risultato 4 interi punti percentuali, e così stabilisce la soglia valida per quel periodo.

Nel secondo trimestre 2020, i mutui a tasso fisso hanno un tasso medio dell’1,97%: il tasso soglia da non superare è il 6,4625%. Per i mutui variabili, che hanno avuto tasso medio del 2,26%, il limite è 6,825%.

Il tasso di interesse sul mutuo diventa usurario quando oltrepassa questo limite. A quel punto, la condotta integra un illecito civile ed anche, se sussistono le condizioni previste dal diritto penale, il reato di usura.

Ma soprattutto, questo comporta, come vedremo tra poco, la conseguenza che gli interessi non saranno più dovuti.

Come calcolare l’usura

In concreto, applicare questa formula ad un contratto di mutuo reale non è semplice, perché ci sono molti elementi da prendere in considerazione: non solo il tasso di interesse nominale ma anche le voci accessorie che entrano nel computo complessivo e le spese ed oneri previsti in contratto a vario titolo; sono gli elementi che compongono il Taeg, il tasso annuo effettivo globale.

Poi potrebbero esserci gli eventuali interessi di mora applicati dalla banca in caso di ritardo nei pagamenti, e c’è anche la necessità di dover attualizzare su base annua, secondo le tecniche della matematica finanziaria, i tassi di ciascuna rata periodica alle relative scadenze e molti altri elementi ancora.

Perciò è opportuno incaricare dei calcoli un esperto del settore, che elaborerà i conteggi e stabilirà se per quel mutuo il tasso di interesse applicato dalla banca risulta superiore all’usura, anche per singoli e isolati periodi perché, come abbiamo visto, il tasso soglia viene stabilito su base trimestrale.

Analizzando un contratto di mutuo ventennale stipulato nel 2012, il tecnico rileva che il tasso soglia è stato superato in due sole occasioni, nel 1° trimestre 2016 e nel 3° trimestre 2019: c’è l’usura.

Per approfondire questi aspetti puoi leggere l’articolo “Prestito: quando gli interessi sono superiori all’usura?“.

Come agire contro la banca

Una volta accertato con questi calcoli di un proprio esperto di fiducia che i tassi di interesse praticati sul mutuo sono usurari, bisogna agire legalmente e molto probabilmente per via giudiziaria contro l’istituto erogante, contestando espressamente questa circostanza.

Potrai agire di rimessa, aspettando che sia la banca a precettare le somme indebite che hai rifiutato di pagare, così instaurando un’opposizione all’esecuzione,  oppure agire d’iniziativa, citando in giudizio la banca per ottenere una declaratoria di nullità parziale del contratto di mutuo stipulato: la parte “infetta” che chiederai al giudice di espungere dalla pattuizione contrattuale sarà appunto la clausola applicativa degli interessi usurari e dunque illeciti.

Con ogni probabilità, la banca opporrà alla tua consulenza tecnica che ha individuato il superamento del tasso soglia una propria consulenza di parte, con conclusioni diverse, e il giudice disporrà una Ctu (consulenza tecnica d’ufficio) nominando un proprio perito che, nel contraddittorio con le parti, eseguirà i conteggi necessari e formulerà al giudice le proprie conclusioni.

Tutto questo senza dimenticare che l’usura è anche un reato [1] punito molto severamente, con la reclusione fino a 10 anni e con la specifica aggravante, per l’autore, di aver agito nell’esercizio di un’attività professionale, bancaria o di intermediazione mobiliare.

Ma la responsabilità penale è personale e non sarà semplice dimostrare il dolo del funzionario bancario che ha predisposto il mutuo e che magari ha agito seguendo gli schemi contrattuali predisposti dal proprio istituto di credito.

Come il mutuo diventa senza interessi

Il mutuo diventa senza interessi non appena il giudice riconoscerà in sentenza che la banca ha applicato tassi usurari al tuo mutuo e stabilirà che la relativa clausola contrattuale è nulla.

A quel punto, tu come debitore sarai tenuto a restituire, in base alle condizioni originarie e dunque alle rate periodiche stabilite,  soltanto il residuo del capitale inizialmente ricevuto, mentre il mutuante dovrà rimborsarti di tutte le somme che nel corso del tempo hai indebitamente versato a titolo di interessi.

In base a una precisa norma del codice civile [2], il mutuo usuraio diventa gratuito, cioè gli interessi non sono più dovuti.

Queste norme sono di applicazione consueta: in una recentissima sentenza [3] il tribunale ha constatato l’avvenuto superamento del tasso soglia e quindi ha rilevato l’usurarietà del mutuo.

A quel punto è scattata la norma che abbiamo appena visto, in base alla quale il mutuatario è tenuto a restituire la sola sorte del capitale, al netto degli interessi. Il mutuo, una volta eliminati gli interessi, si converte in gratuito e in favore del mutuatario è stato perciò riconosciuto il diritto alla restituzione degli interessi usurari versati nel corso del tempo.

Una particolarità è che il giudice ha ritenuto di aderire all’orientamento giurisprudenziale in base al quale la riconosciuta usurarietà degli interessi del mutuo è una norma di carattere sanzionatorio,  sicché «l’esatto importo di dare-avere tra le parti viene calcolato detraendo dalla somma dovuta a titolo di sorte capitale», cioè quella che il mutuatario deve restituire, «l’importo versato a titolo di interessi» che il mutuatario deve ricevere dalla banca, «per le rate ancora a scadere».

Così in definitiva, una volta accertata giudizialmente l’usurarietà degli interessi applicati al mutuo, il privato sarà tenuto a restituire alla banca solo la sorte capitale residua, dalla quale verrà detratto l’importo che gli spetta in restituzione poiché era stato già versato a titolo di pagamento di quegli interessi che, in quanto riconosciuti usurari, sono illeciti e dunque non dovuti.


note

[1] Art. 644 Cod. pen.

[2] Art. 1815 Cod. civ.

[3] Tribunale di Bari, sent. n. 2168/20 del 14 luglio 2020.


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