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Canone Rai: si paga se ricoverati in casa di riposo?

9 Settembre 2020
Canone Rai: si paga se ricoverati in casa di riposo?

Se una persona anziana si trasferisce in una residenza sanitaria assistenziale deve pagare l’imposta sull’apparecchio televisivo?

Tua madre si è ammalata di Alzheimer un anno fa, ma negli ultimi mesi è peggiorata molto. È sempre stata una donna attiva e indipendente, anche dopo la morte di tuo padre. Ora, però, tu e tua sorella avete deciso di trasferirla in una casa di riposo per anziani. Ne hai trovata una che al suo interno ha un team che si dedica, con particolare attenzione, alla cura di persone affette da malattie degenerative.

In questo articolo faremo il punto della situazione sul canone Rai: si paga se ricoverati in casa di riposo? Bisogna fare una disdetta? Qual è la procedura da seguire? Il canone Rai è una tassa annuale che si paga qualora si detenga in casa un apparecchio televisivo. Ma quando il contribuente si trasferisce altrove, la tassa è dovuta? Scopriamolo insieme.

Canone Rai: cos’è?

Il canone Rai è un’imposta che occorre pagare una volta l’anno nel caso in cui si è detentori di uno o più dispositivi idonei per la ricezione del segnale audio e video. Detto in parole più semplici, se hai la televisione in casa allora sei tenuto al pagamento del canone, indipendentemente dal fatto che utilizzi la TV solo come monitor del computer o per guardare esclusivamente programmi in streaming.

Tuttavia, il canone Rai non è dovuto quando si tratta di:

  • persone anziane dai 76 anni in su con un reddito inferiore agli 8mila euro;
  • ospedali militari, case del soldato e sale convegno appartenenti alla Forze Armate;
  • militari di cittadinanza straniera delle Forze Nato;
  • agenti diplomatici e consolari per i Paesi che riservano lo stesso trattamento per i diplomatici italiani;
  • invalidi civili degenti in una casa di riposo;
  • negozi che si occupano di vendita e riparazione degli apparecchi televisivi;
  • residenti all’estero.

In tali casi, i titolari di utenza elettrica ad uso domestico residenziale (o gli eredi se il soggetto è deceduto) possono presentare la dichiarazione sostitutiva di esenzione all’Agenzia delle Entrate. Chi invece non ha un televisore deve presentare, sempre allo stesso ente, la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo.

Canone Rai: come si paga?

Per il 2020, il canone Rai ammonta a 90 euro e pagarlo è più semplice di quanto si pensi. La tassa, infatti, viene addebitata, a cadenza mensile o bimestrale, sulla bolletta della luce. La ragione è molto semplice: chi è titolare di un’utenza di fornitura elettrica ad uso domestico detiene sicuramente un apparecchio televisivo.

Se invece non si è titolari di un contratto elettrico di tipo domestico residenziale, il canone deve essere versato con il modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno.

Infine, è possibile addebitare il canone anche sul rateo della pensione, purché il reddito familiare non superi i 18.000 euro.

Canone Rai: si paga se ricoverati in casa di riposo?

Essere un anziano, magari di robusta costituzione, ricoverato in una casa di riposo, a quanto pare, non è un motivo sufficiente per non pagare il canone Rai. In pratica, funziona così: il vecchietto che si trova in un ospizio è soggetto al canone Rai se possiede ancora un televisore nella propria abitazione. Se, invece, non ha la TV ma è titolare di un’utenza elettrica residenziale, è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate il modello di autocertificazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo. Se il contribuente non possiede la televisione e non è titolare di un’utenza elettrica con tariffa residenziale ma è già titolare di abbonamento dovrà dare disdetta inviando una raccomandata all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino (TO).

Gli invalidi civili ricoverati in una casa di riposo, invece, possono essere esonerati dal pagamento del canone.

Canone Rai: se mi trasferisco? 

Devi pagare il canone Rai anche nell’ipotesi di trasferimento in un’altra abitazione. In tal caso, basta comunicare il cambio di residenza all’Agenzia delle Entrate chiamando direttamente il numero 199.123.000. Se invece ti trasferisci all’estero allora il canone non è più dovuto, a condizione che tu non abbia un’altra abitazione in Italia con all’interno un apparecchio televisivo.

Canone Rai: cosa succede se non pago?

L’addebito del canone Rai direttamente sulla bolletta della luce è stato pensato proprio per impedire ai furbetti di non pagare. In ogni caso, l’omesso pagamento del canone Rai comporta una sanzione amministrativa da 500 euro a 2.000 euro, oltre al pagamento degli arretrati e di eventuali interessi nel frattempo maturati.

Canone Rai: si può chiedere il rimborso?

Chi si è visto addebitare il canone Rai in bolletta pur avendo diritto all’esenzione può chiedere il rimborso compilando un apposito modulo da inviare all’Agenzia delle Entrate telematicamente o con raccomandata A/R. La richiesta di rimborso può essere fatta anche da un erede in relazione all’utenza elettrica intestata al soggetto deceduto.

I rimborsi sono effettuati direttamente dalle imprese elettriche mediante accredito sulla prima fattura utile entro 45 giorni dalla ricezione. Nel caso in cui il rimborso non vada a buon fine, lo stesso sarà pagato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Canone Rai: quando si prescrive?

Il termine di prescrizione del canone Rai è di 10 anni e decorre dall’anno successivo a quello in cui il versamento è dovuto. Ti faccio un esempio per farti capire meglio.

Tizio non paga il canone nell’anno 2016. Passano anni e anni e ad un certo punto, nel 2035, riceve una cartella esattoriale relativa al pagamento dell’imposta sul televisore.

Nell’esempio che ti ho riportato, Tizio può contestare l’atto in autotutela oppure direttamente dinanzi alla Commissione Provinciale Tributaria per intervenuta prescrizione.



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