Tutte le ipotesi sul blocco dei licenziamenti

5 Agosto 2020
Tutte le ipotesi sul blocco dei licenziamenti

La misura spacca la maggioranza. Ieri, nuovo confronto in videoconferenza.

Non c’è accordo sulla durata del blocco dei licenziamenti. La proroga va inclusa nel pacchetto di misure a sostegno di lavoratori e imprese del decreto Agosto, ma fino a quando? Al momento, nella maggioranza, è scontro proprio su questo, come dimostra anche l’esito dell’incontro di ieri, in videoconferenza, per trovare una sintesi che ancora non c’è, tant’è che servirà un nuovo vertice stamattina tra Conte e i capi delegazione dei partiti di maggioranza. Il divieto di licenziare, in vigore dal 17 marzo, scadrà il 17 agosto. Tra gli schieramenti, le posizioni per rinnovarlo sono diverse.

Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (Movimento 5S) vorrebbe che coprisse l’intero 2020, d’accordo con i sindacati sulla proroga fino al 31 dicembre. Italia Viva, invece, è contraria, insieme a una parte del Partito democratico: preferirebbero estendere la misura fino al 15 ottobre, cioè fino alla scadenza dello stato di emergenza, temendo un’eventuale incostituzionalità della norma.

Ma c’è anche un’altra ragione che fa contestare la misura ad ampi settori della maggioranza: Iv e Pd guardano all’Europa e agli altri Paesi che non hanno fatto ricorso a uno strumento simile, prevedendo esclusivamente limitazioni per chi prende contributi pubblici. E poi la configurazione della proroga dell cassa integrazione Covid: senza alcun onere per i datori di lavoro per le prime nove settimane, mentre usufruire delle seconde nove significa ritrovarsi a pagare un contributo nella misura del 9-18% a seconda dell’entità delle perdite dell’azienda. Questo, insieme al blocco dei licenziamenti, potrebbe finire per mettere in difficoltà molte aziende che non potrebbero licenziare e sarebbero scoraggiate a far ricorso alla Cig per via del contributo da versare. Insomma, non saprebbero come pagare i dipendenti.

Una bozza del decreto Agosto, al momento, prevede la proroga fino a fine anno. Il blocco dei licenziamenti riguarderebbe sia quelli collettivi sia quelli individuali per giustificato motivo oggettivo. La misura, specifica il Sole 24 Ore di oggi, comprende anche la sospensione delle procedure pendenti, avviate dopo il 23 febbraio, a meno che il personale già impiegato nell’appalto sia riassunto in caso di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto. Niente divieto di licenziare per le aziende che cessano definitivamente l’attività, in liquidazione e in fallimento, quando non si può ricorrere all’esercizio provvisorio dell’impresa.

Non è l’unica misura pensata per il sostegno ai lavoratori e alle aziende. Tra le altre, lo sgravio dei contributi per sei mesi a chi assume nuovo personale a tempo indeterminato (leggi qui: “Bonus assunzioni, ecco quali aziende possono averlo“) e quello di quattro mesi per chi, dopo aver usato la Cig Covid a maggio e giugno, non fa più ricorso all’ammortizzatore sociale e richiama i dipendenti al lavoro.



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