Gasolio: aumenti in vista

5 Agosto 2020 | Autore:
Gasolio: aumenti in vista

Avviata la consultazione pubblica per eliminare la differenza di accise rispetto alla benzina. Così il diesel potrebbe costare 12 centesimi in più al litro.

Il ministero dell’Ambiente ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 27 agosto, per sapere dai cittadini se è giusto che il gasolio debba costare meno della benzina.

Sappiamo che il prezzo del diesel è più basso per la minore accisa applicata a questo prodotto rispetto alla benzina: quasi 12 centesimi al litro di differenza (il gasolio sconta un prelievo fiscale di 61,74 centesimi al litro, la benzina 72,84), che a quasi parità di costi industriali di produzione (meno di 2 centesimi di differenza) porta a un prezzo medio alla pompa che attualmente è di 1,28 per il primo e di 1,40 per la seconda.

A livello nazionale, però, eliminare il divario fiscale che adesso favorisce il gasolio varrebbe più di 5 miliardi di euro all’anno di gettito per le casse dello Stato e ovviamente di costi in più per automobilisti e autotrasportatori che viaggiano con veicoli diesel.

Alla fine di questo si tratta: rivedere le accise sul gasolio significherebbe alimentare le casse statali, anche se l’obiettivo dichiarato della consultazione pubblica è quello di «abbandonare i sussidi ambientalmente dannosi e cominciare la stagione dei sussidi ambientalmente favorevoli, nello spirito di quella transizione ecologica che era già necessaria ma che ora è ancora più urgente per costruire il New Green Deal dopo l’emergenza Covid», come ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Così l’obiettivo dichiarato è quello di scoraggiare l’impiego del gasolio, rendendolo più caro e dunque penalizzante, in favore di consumi più “green” e considerati meno inquinanti e dannosi per l’ambiente.

La consultazione online è già attiva sul sito del ministero dell’Ambiente e tutti i cittadini possono fornire il loro parere: i risultati saranno valutati dalla Commissione interministeriale già istituita, che ha il compito di «elaborare proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi», quelli che finiranno nel mirino dei rincari e sono già stati battezzati con l’acronimo Sad.

«Si tratta di una grande occasione di partecipazione perché chiunque potrà contribuire alle consultazioni, che si chiuderanno a fine agosto, in modo da trasformare le proposte in articoli da inserire nella prossima legge di bilancio», spiega il ministro Costa.

Secondo Il Sole 24 Ore, «nel caso del gasolio l’avvicinamento alla benzina sarà graduale, a colpettini di rincari al litro di 11 centesimi in più l’anno a partire dall’anno prossimo per raggiungere il risultato finale nel 2030».

Alla fine, il ministro assicura che il bilancio sarà alla pari, senza penalizzazioni: «la logica è quella di ottenere un ‘saldo zero’ a vantaggio di quelle imprese che sapranno cogliere questa opportunità e, naturalmente, a vantaggio dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini».

Insomma, chi non vuole perdere deve convertirsi alle nuove fonti di energia “pulita” e non si tratta solo del gasolio: il progetto riguarda anche altri 6 ambiti che riguardano più direttamente le imprese anziché i consumatori e sono:

  • l’accisa agevolata sul gas naturale impiegato negli usi di cantiere e nelle operazioni di campo per l’estrazione di idrocarburi;
  • l’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati per la produzione di magnesio da acqua di mare;
  • la riduzione dei costi per i prodotti energetici (gasolio, benzina, Gpl e gas naturale), usati per riscaldamento e come carburanti per autotrazione dalle Forze armate;
  • l’esenzione dall’imposta di consumo per gli oli lubrificanti utilizzati nella produzione e nella lavorazione della gomma naturale e sintetica per la fabbricazione dei relativi manufatti;
  • la riduzione dell’accisa sul gas naturale impiegato per usi industriali con consumi superiori a 1.200.000 mc annui;
  • la riduzione dell’accisa sul Gpl utilizzato negli impianti centralizzati per usi industriali.

L’aumento di gettito derivante dalla graduale eliminazione dei sussidi sarà destinato a finanziare gli  interventi indicati nelle proposte, anch’esse inserite nella consultazione. Sono previste misure per «rinnovare il parco veicoli circolante, destinando prioritariamente le risorse per l’acquisto di veicoli ad impatto emissivo basso o nullo» ed anche crediti d’imposta per gli investimenti ambientalmente sostenibili delle imprese.



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1 Commento

  1. Al di là di presunti benefici ambientali la storia delle accise su benzina e derivati è ì’ennesima MILLENARIA presa per i fondelli del solito cittadino italiano “suddito”.ormai rassegnato a subire lo strapotere dei beceri politicanti! Ma quando una seria serrata degli automobilisti? Italiani, SVEGLIATEVIIII…

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