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Coronavirus e nuovo lockdown, l’opinione di Conte

5 Agosto 2020
Coronavirus e nuovo lockdown, l’opinione di Conte

Il presidente del Consiglio dice di aver agito sempre secondo cautela e che questo non è il momento di preoccuparsi di nuove restrizioni, ma di sostenere la ripresa.

Parola d’ordine: ripartire. Per Giuseppe Conte, in questo momento, sono prioritari ottimismo e rispetto delle norme antiCovid. Al passato recente e ai mesi neri del lockdown guarda senza rimpianti, convinto di aver agito prudentemente, pur ammettendo qualche «errore» o «sbavatura», che comunque, a detta sua, hanno avuto «impatto minimo». Lo ha dichiarato al Corriere della Sera, in un’intervista rilasciata oggi a Fiorenza Sarzanini prima del varo del nuovo dpcm.

«Sono convinto che questo governo abbia agito bene – si legge sul quotidiano milanese -. Per questo dico che adesso è arrivato il momento di non pensare a nuove restrizioni, ma di sostenere una effettiva ripartenza. E se tutti rispetteremo quelle regole ormai minime, ma necessarie, di protezione, insieme riusciremo davvero a tornare alla normalità».

Conte si dice sicuro che non ci sarà bisogno di blindarsi di nuovo. «Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi lockdown – assicura -. Lo so perché abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per questo e su questo ogni giorno. Siamo impegnati come governo, come protezione civile, come comitato tecnico scientifico. Siamo tranquilli perché abbiamo creato una rete sanitaria efficace ed efficiente».

Sulla proroga dello stato di emergenza, l’opposizione attacca: sostiene che sia una mossa finalizzata all’accentramento del potere. Conte ritiene che fosse «indispensabile» per «affrontare l’ultimo tratto di strada» per uscire dalla crisi, nei prossimi due mesi e mezzo, da qui al 15 ottobre. «Il ritorno alla normalità è ormai vicino – rassicura – e queste aperture che inseriremo nel dpcm lo dimostrano».

Per il capo del governo le «navi da crociera devono ricominciare a viaggiare perché il turismo è un pezzo fondamentale della nostra economia», così come fiere e convegni che «dobbiamo far organizzare, perché soltanto in questo modo tutte le attività possono riprendere». Alcune, però, in questo momento, nonostante i titolari scalpitino perché in difficoltà, devono ancora aspettare.

Il premier cita le discoteche, sulle quali si sente di essere «molto prudente, sinceramente non mi sembra ancora opportuno concedere il permesso, troppo pericoloso. So che ci sono famiglie che hanno problemi ad arrivare a fine mese e di questo ci siamo fatti carico, ma ballare tutti appiccicati come si fa?». Il fatto che in alcune regioni le discoteche abbiano riaperto per Conte non è responsabilità del Governo. «È una scelta dei presidenti – dice – non potevamo continuare a fare il cane da guardia e abbiamo ritenuto giusto restituire l’autonomia delle decisioni, ma anche la responsabilità delle conseguenze».

Sulla scuola, il presidente del Consiglio promette che si ripartirà. Ne parla come di un impegno preso con studenti, famiglie, maestri e professori. Se la chiusura, a marzo, è stata osteggiata da tanti, lui continua a ritenerla una strada obbligata, per non mettere in pericolo la salute dei ragazzi e degli insegnanti.



2 Commenti

  1. dopo la recente sentenza che stabilisce che il lockdown è stato incostituzionale, io vorrei le sue immediate dimissioni, è inacettabile avere politici che agiscono contro la costituzione, inoltre la scelta di sconsigliare le autopsie è incomprensibile ed è stato un grave errore e qualcuno dovrebbe risponderne

  2. Eh ci credo nuove restrizioni significa dover pagare nuove casse integrazioni di cui il governo non ha soldi, non li ha avuti nemmeno alla prima restrizione lasciando fuori 1milione e mezzo di italiani!

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