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Foto dei bambini sul profilo Facebook dell’insegnante di scuola

11 Novembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Novembre 2013



Le foto di mio figlio di tre anni sono state inserite su un pagina facebook del rappresentante di classe in una sezione dedicata all’asilo; la maestra mi ha consegnato un cd di foto che ritraggono i bambini durante una festa di classe, le stesse che poi in parte sono state inserite nella pagina in questione. Come posso tutelarmi?

In generale la diffusione di foto di minorenne senza il preventivo consenso del genitore costituisce un illecito. È necessario, però, effettuare delle preventive precisazioni.

Innanzi tutto, ai fini dell’individuazione del tipo di illecito e del soggetto responsabile (e quindi delle relative tutele), bisogna verificare chi ha scattato le foto e per quale motivo.

È bene distinguere due ipotesi:

a) foto scattate dai genitori (anche di altri bambini) durante una recita, una gita, una festa di classe ecc.

Durante una recita o un evento di classe, i genitori sono liberi di fotografare i propri figli. Inevitabilmente, in tali casi, capita di inquadrare anche altri bambini del gruppo. In questi casi non c’è bisogno di chiedere il consenso degli altri genitori, qualora si tratti di foto ricordo scattate a scopo personale/familiare.

Essi, però, non sono altrettanto liberi di diffondere su internet e sui social network – o in altro luogo accessibile da un pubblico indefinito – le foto in cui sono riconoscibili altri minorenni.

In questi casi, infatti, è necessario il consenso prestato dai genitori dei minori fotografati. In assenza di consenso, la diffusione delle foto costituisce violazione della privacy e abuso dell’immagine altrui.

 

b) Foto scattate dai docenti durante una recita, una gita, una festa di classe ecc.

Se le foto che ritraggono minorenni sono scattate da un docente, ad essere responsabili sono il docente stesso e l’istituto scolastico.

In questo caso vale il principio secondo cui qualsiasi trattamento dei dati degli alunni, operato dalla scuola, è consentito solo per lo svolgimento delle “funzioni istituzionali”. È, cioè, necessario un motivo istituzionale per effettuare ed utilizzare le foto scattate ai minorenni; tale motivo può consistere in fini educativi, scolastici, didattici ecc.

Tali fini devono essere previamente specificati e indicati ai genitori degli alunni.

In questi casi, la scuola non deve chiedere il consenso ai genitori; tuttavia, capita spesso che le scuole, per evitare possibili contestazioni, facciano comunque firmare ai genitori una liberatoria.

Tale documento dà ai genitori la possibilità di autorizzare o meno lo scatto di foto e videoriprese che coinvolgano i loro bambini. Sempre attraverso la liberatoria, la scuola potrebbe chiedere al genitore l’autorizzazione, oltre che allo scatto e alla videoripresa, anche alla diffusione di tale materiale, laddove ciò avvenga sempre per finalità “istituzionali” (scopi didattici e di ricerca, promozione culturale ecc.): si pensi per esempio all’affissione di foto su cartelloni della scuola, alla pubblicazione sui volantini e alla pubblicazione su siti internet, blog e fan page della scuola stessa.

In questi casi, un docente può pubblicare la foto sulla pagina Facebook della scuola solo se lo fa per le finalità già rese note e acconsentite dai genitori con la liberatoria o se ha richiesto a questi ultimi il consenso specifico per la pubblicazione.

In assenza di consenso, la pubblicazione è illecita e ne risponde anche la scuola in concorso di colpa con l’insegnante.

Ovviamente, se il genitore ha autorizzato lo scatto delle foto e la loro diffusione tramite liberatoria, non può poi lamentare una violazione della privacy (a meno che il comportamento della scuola non sia andato oltre quanto dichiarato nella liberatoria).

Al di là della differenza sulle responsabilità tra i casi a) e b), il principio generale è il seguente: le foto che ritraggono minori non possono essere diffuse senza il consenso dei genitori.

Si noti, infatti, che il consenso allo scatto della foto non implica necessariamente il consenso alla sua pubblicazione.

Gli unici casi in cui la legge ammette la pubblicazione senza consenso (e che pare non ricorrano nella Sua descrizione del fatto) sono i seguenti:

– quando la riproduzione è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico ricoperto dalla persona ritratta;

– quando sussistono necessità di giustizia o di polizia; quando siano perseguiti scopi scientifici, didattici o culturali;

– quando la pubblicazione risulti collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie d’interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

 

Tutela

Il comportamento di chi ha pubblicato su Facebook la foto del minore perfettamente riconoscibile, senza chiedere prima il consenso dei genitori, costituisce un illecito civile.

Non si tratta di illecito penale poiché le foto non sono state scattate illecitamente, non ci sono finalità di lucro nella pubblicazione e l’immagine, in sé e per le modalità di diffusione, non offende l’onore o reputazione o la dignità del bambino o dei suoi genitori.

L’illecito civile commesso da chi pubblica la foto del minore senza consenso costituisce violazione del codice della privacy e della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

In particolare: il codice della privacy prevede l’obbligo di consenso per il trattamento dei dati personali altrui (tra cui le foto); la Convenzione di New York prevede la protezione rafforzata delle immagini riguardanti i minori. Inoltre, la condotta in esame costituisce anche abuso di immagine altrui. Quest’ultimo illecito è previsto dal codice civile e sussiste quando l’immagine di una persona viene esposta o pubblicata fuori dai casi consentiti dalla legge. Uno di questi casi è proprio la mancata richiesta o, comunque, il mancato rilascio del consenso dell’interessato (o di chi ne fa ne veci, come i genitori per il minore).

Come comportarsi

1) diffidare a mezzo raccomandata a.r. la persona che ha pubblicato la foto a rimuoverla da Facebook;

2) contemporaneamente segnalare ai gestori di Facebook l’avvenuta violazione della privacy e chiedere la rimozione definitiva dei contenuti incriminati (vi è un apposito indirizzo mail per segnalare gli abusi: abuse@facebook.com oppure privacy@facebook.com);

3) qualora ciò non bastasse, ricorrere al giudice o al Garante della privacy per inibire i comportamenti lesivi della privacy del minore.

Alla luce di quanto spiegato sopra, il ricorso sarà indirizzato avverso:

1) nel caso di cui alla precedente lettera a), al genitore che ha pubblicato la foto;

2) nel caso di cui alla precedente lettera b) al genitore che ne ha fatto abusiva diffusione, al docente che ha scattato la foto e alla scuola.

Poiché la condotta in esame non costituisce illecito penale, è inutile rivolgersi alla polizia postale per la denuncia.



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