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Costituzione a rischio, l’allarme del Pd

5 Agosto 2020
Costituzione a rischio, l’allarme del Pd

Il motivo per il quale i dem ritengono fondamentale la riforma della legge elettorale spiegato da Graziano Delrio.

Da settimane, il Pd insiste sulla necessità di cambiare la legge elettorale. Perché farlo quando vige ancora lo stato di emergenza e aleggia sull’Italia lo spettro di una seconda ondata di Coronavirus, rinfocolando le divisioni con i 5 Stelle? È Graziano Delrio a spiegare l’attaccamento a quella che, agli occhi di molti, potrebbe non sembrare una questione prioritaria, ora come ora. In realtà, per i dem, è proprio questo il momento più opportuno e urgente per parlarne.

L’importanza della riforma

Stamattina, il capogruppo del Pd alla Camera ha illustrato i motivi in un’intervista a Repubblica. Riconosce che i tempi sono strettissimi per il voto alla Camera, ma «se la maggioranza ritrova l’unità si può fare». Dovrebbe farlo per il bene della nostra Carta fondamentale, dice Delrio, e non c’è periodo migliore di questo, alla vigilia del voto al referendum sul taglio dei parlamentari.

E infatti alla cronista politica Giovanna Vitale, che gli chiede con fastidio malcelato «perché è così importante questa legge elettorale» e non ci siano «cose più urgenti da fare», Delrio risponde di non credere che «esista cosa più importante della difesa della Costituzione. La riduzione dei deputati e dei senatori, abbinata all’attuale legge elettorale iper maggioritaria, crea uno squilibrio serio per l’assetto istituzionale del Paese: rischia di produrre maggioranze in grado di cambiare da sole, senza il necessario dialogo con le opposizioni, la nostra Carta fondamentale. Ecco perché il Pd ha fretta».

Delrio confida in Conte

Un correttivo necessario, insomma, in vista di una possibile vittoria dei sì al taglio dei parlamentari. Altrimenti, il pericolo evidenziato da Delrio è quello di «non avere, in entrambe le Camere, la rappresentanza piena di tutte le forze politiche e di tutte le regioni, specie più piccole. Rappresentanza che verrebbe invece garantita dal proporzionale con una soglia del 5% proprio per evitare la frammentazione. È la ragione per cui, quando il governo giallorosso è nato, ha predisposto un programma di riforme costituzionali che è un tavolo a tre gambe: votato, nell’ottobre 2019, da tutti i capigruppo di maggioranza».

Il capogruppo Pd alla Camera si aspetta che il problema sia affrontato, con un coinvolgimento in prima persona del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si faccia carico di sollecitare al rispetto degli accordi. «Il venir meno di un pezzo del patto di governo – conclude Delrio – è una cosa su cui adesso anche lui dovrà lavorare».



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