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C’è un altro virus cinese, ma stavolta è informatico

5 Agosto 2020 | Autore:
C’è un altro virus cinese, ma stavolta è informatico

Il trojan Taidoor penetra nei dispositivi e prende il controllo: l’allarme arriva dagli Stati Uniti ed è intervenuto l’Fbi. I rimedi per evitare le intrusioni.

Ormai, Cina e virus stanno diventando un binomio. Stavolta, però, non si tratta di una malattia come il Covid-19, ma di un virus informatico, anch’esso di probabile origine cinese, ed altrettanto pericoloso perché è in grado di infettare seriamente i nostri dispositivi.

L’allarme arriva dagli Stati Uniti e precisamente dall’Fbi, che ha diramato un alert per lanciare l’allarme. Il malware si chiama Taidoor e non è nuovo ma già piuttosto noto, solo che ultimamente ha cambiato forma ed è diventato più pericoloso: questa è un’altra analogia con la “famiglia” dei Coronavirus.

Stavolta, questo virus ha sviluppato una nuova variante che agisce come un trojan, un programmino insidioso che si installa di nascosto, all’insaputa dell’utente, e una volta penetrato arriva a prendere il comando del computer e dei dispositivi collegati in rete.

Secondo l’Fbi, verrebbe utilizzato per conquistare l’ingresso e la permanenza nelle reti di alcuni soggetti scelti come bersaglio, tra cui le più grandi aziende degli Stati Uniti.

Per evitare questi gravi rischi, l’intelligence americana si è mossa in anticipo. Non si hanno ancora notizie di attacchi realizzati con questo strumento, ma l’alert è drastico nell’avvisare gli amministratori di rete che dovessero rilevare infezioni di questo tipo e fornisce le direttive da adottare.

Stavolta, gli utenti non dispongono soltanto di istruzioni su come comportarsi in caso di attacco, ma anche di una protezione efficace: è un apposito pacchetto di difesa, un Mar (Malware Analysis Report) realizzato dalla Cisa (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency), l’agenzia di sicurezza statunitense che funziona come i servizi segreti nell’ambito delle attività informatiche.

Questo dimostra quanto sia alto il livello dell’attuale scontro tra Usa e Cina, che non passa solo attraverso lo scambio di accuse sulla diffusione del Coronavirus o sulla guerra commerciale a colpi di dazi, ma arriva a interessare il terreno delle nuove armi informatiche e delle relative contromisure.

Taidoor è infatti un virus che gli esperti definiscono molto aggressivo, capace di prendere il controllo del computer o del server in modo da poter eseguire comandi da remoto, prelevare dati, trasmetterli altrove, modificarli e anche distruggerli.

La buona notizia è che la presenza di Taidor è abbastanza facile da rilevare anche con i comuni antivirus purché regolarmente aggiornati. Per questo, la Cisa raccomanda le consuete precauzioni: tenere aggiornato il sistema operativo, usare password robuste e soprattutto usare la massima attenzione quando si aprono gli allegati di e-mail sospette, perché il virus utilizza proprio questo modo per circolare e introdursi nei dispositivi.

Si tratta del ben noto fenomeno del pishing, già molto usato dagli hacker per perpetrare truffe online. Visti i successi ottenuti in questo ambito, ora qualcuno ha pensato di alzare il bersaglio e di operare a un livello di attacco ancora più alto. I virus informatici, quando riescono a diffondersi in sistemi sensibili e che maneggiano grosse quantità di dati, possono causare disastri di proporzioni colossali.



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