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Deviazione sessuale: ultime sentenze

2 Maggio 2021
Deviazione sessuale: ultime sentenze

L’orientamento e la direzione del comportamento sessuale; la domanda di annullamento del matrimonio; l’alterazione patologica clinicamente accertabile.

Parafilia: cos’è?

La parafilia, in cui rientra la pedofilia, se non accompagnata da un’accertata malattia mentale o da altri gravi disturbi della personalità, rappresenta una semplice devianza sessuale, senza influenza alcuna sulle capacità intellettive e volitive.

Cassazione penale sez. III, 17/10/2017, n.6209

Parafilia non accompagnata da un disturbo mentale accertato

La condotta vietata dall’art. 609-bis c.p. comprende, oltre ad ogni forma di congiunzione carnale, qualsiasi atto idoneo, secondo canoni scientifici e culturali, a soddisfare il piacere sessuale o a suscitarne lo stimolo, a prescindere dalle intenzioni dell’agente, purché questi sia consapevole della natura oggettivamente “sessuale” dell’atto posto in essere con la propria condotta cosciente e volontaria. Nella specie, la parafilia riscontrata, non accompagnata nel caso in esame da un’accertata malattia mentale e da altri gravi disturbi della personalità, rappresenta una semplice devianza sessuale, senza influenza alcuna sulle capacità intellettive e volitive dell’imputato.

Corte appello Roma sez. III, 01/06/2017, n.4358

Incapacità di intendere e di volere

La parafilia, in cui rientra la pedofilia, se non accompagnata da un disturbo psichiatrico maggiore, rappresenta una semplice devianza sessuale, senza influenza alcuna sulle capacità intellettive e volitive della persona.

Cassazione penale sez. III, 27/11/2014, n.6818

La pedofilia, se non accompagnata da un’accertata malattia mentale o da altri gravi disturbi della personalità, rappresenta una semplice devianza sessuale, senza influenza alcuna sulle capacità intellettive e volitive della persona (confermata, nella specie, la decisione dei giudici del merito secondo cui la parafilia, in cui rientra la pedofilia, di cui era affetto l’imputato non costituiva vizio di mente tale da escluderne l’imputabilità).

Cassazione penale sez. III, 27/11/2014, n.6818

Parafilia: quando rappresenta una devianza sessuale?

La parafilia, se non accompagnata da un’accertata malattia mentale o da altri gravi disturbi della personalità, rappresenta una semplice devianza sessuale, senza influenza alcuna sulle capacità intellettive e volitive della persona.

Cassazione penale sez. III, 23/04/2013, n.38896

Matrimonio civile

Il matrimonio civile contratto da una donna ignorando l’insuperabile, profonda omosessualità del marito, che solo dopo le nozze aveva confessato alla moglie tale sua condizione, può essere annullato per errore, ma non ai sensi del comma 3 n. 1 dell’art. 122 c.c.: l’errore in tal caso non riguarda, infatti, una malattia od una anomalia od una deviazione sessuale, nessun lessico giuridico, medico, sociale od etico collocando l’omosessualità in un paradigma nosografico; l’annullamento può, invece, essere pronunciato ai sensi dell’art. 122, comma 2, c.c., in quanto l’errore cade sulla “identità sessuale” del consorte, che ne definisce l’orientamento e la direzione del comportamento sessuale, e che non è, né può essere una mera “qualità” della persona, ma ne indica uno degli aspetti che costituiscono, compongono, definiscono la sua specifica individualità, la sua identità complessiva, la sua soggettività.

Tribunale Milano, 13/02/2013

L’annullamento del matrimonio

Costituisce errore essenziale, rilevante per l’annullamento del matrimonio, quello che cade su una anomalia o deviazione sessuale dell’altro coniuge, tale da costituire un impedimento oggettivo e non superabile allo svolgimento della vita coniugale, essendo invece irrilevante l’errore che cade sulla mera incapacità psicologica dell’altro coniuge di concepire in termini di condivisione e di rispetto reciproco il piacere erotico e l’affettività (nella specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di annullamento del matrimonio, ritenendo che non costituisca errore essenziale sulle qualità personali del marito che, successivamente al matrimonio, imponeva abitualmente rapporti anali alla moglie, da questa non consentiti).

Cassazione civile sez. I, 12/02/2013, n.3407

Deviazione sessuale: la nullità del matrimonio

In tema di azione di nullità del matrimonio, è rilevante l’errore riguardo al comportamento sessuale dell’altro coniuge solo qualora questo si manifesti come anomalia o deviazione sessuale che, per la sua imprevedibilità, costituisce un impedimento oggettivo e non superabile allo svolgimento della vita coniugale; pertanto, al di fuori di tale ipotesi, detto comportamento non può avere alcuna rilevanza sotto il profilo della formazione del consenso, influendo, invece, nella constatazione della insostenibilità del vincolo coniugale, così giustificando la richiesta del suo scioglimento e l’addebitabilità della separazione.

Cassazione civile sez. I, 12/02/2013, n.3407

La nullità del matrimonio richiesta dalla moglie

L’errore, di cui all’art. 122 comma 3 n. 1 c.c., deve ricadere sulla esistenza di una anomalia o deviazione sessuale, riguardante l’altro coniuge, tale da impedire lo svolgimento della vita coniugale e in particolare l’esplicazione di una relazione sessuale fra i coniugi (esclusa, nella specie, la nullità del matrimonio richiesta dalla moglie; a detta della Corte, infatti, non risultava provata una tale forma di devianza, così come ha ritenuto non provato l’impedimento derivante dalla personalità e dall’orientamento sessuale del marito allo svolgimento di una vita sessuale compartecipata da parte dei due coniugi).

Cassazione civile sez. I, 12/02/2013, n.3407

Disturbo della personalità

Un disturbo della personalità qualificantesi come “disforico – impulsivo”, con correlata deviazione della condotta sessuale tipo “parafilia” diminuisce grandemente, senza escluderla, la capacità di volere. E noto, infatti, che a condizione in cui versa l’agente al momento del fatto non deve necessariamente essere riconducibile ad una infermità tra quelle conosciute dalla letteratura medica, essendo sufficiente che il disturbo da cui l’agente è affetto abbia in concreto l’attitudine a compromettere gravemente la capacità, da un lato, di percepire il disvalore della condotta e, dall’altro, di recepire il significato del trattamento punitivo.

Tribunale Trani sez. uff. indagini prel., 14/05/2007, n.113

Degenerazione dell’istinto sessuale

Perché ricorra il vizio parziale di mente non basta una qualsiasi deviazione della funzione mentale, ma occorre che la diminuzione delle facoltà intellettive e volitive dipenda da una alterazione patologica clinicamente accertabile, corrispondente al quadro clinico tipico di una determinata malattia. (Nella specie la Corte ha escluso il vizio parziale di mente in presenza di una degenerazione dell’istinto sessuale).

Cassazione penale sez. III, 13/02/1998, n.4279

Reati contro la moralità pubblica ed il buon costume

Nel vigente sistema penale il legislatore, per finalità di politica criminale, ha introdotto con l’art. 539 c.p. una forma di presunzione assoluta di conoscenza dell’età della vittima nei reati contro la moralità pubblica ed il buon costume, quando il limite temporale richiesto dalla norma sia inferiore agli anni 14. La direttiva ha carattere inderogabile.

Nessun rilievo hanno pertanto eventuali cause di deviazione conoscitiva: il colpevole non può addurre che la persona offesa dimostrasse un fisico di persona ultraquattordicenne oppure che avesse tenuto un comportamento tale da far supporre che aveva superato quel limite di età.

Cassazione penale sez. III, 24/05/1983



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