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Capacità di donare: ultime sentenze

6 Settembre 2020
Capacità di donare: ultime sentenze

Il beneficiario di amministrazione di sostegno; l’accertamento della patologia del donante; la parziale incapacità di provvedere alla cura dei propri interessi; l’annullabilità di donazione fatta dal soggetto incapace.

La capacità di donare in mancanza di diversa espressa indicazione

Alla luce dei principi costituzionali contenuti negli artt. 2 e 3, commi 1 e 2, Cost., si deve escludere che la persona beneficiaria di amministrazione di sostegno possa essere privata della capacità di donare fuori dai casi espressamente stabiliti dal giudice tutelare ai sensi dell’art. 411, comma 4, primo periodo, cod. civ., restando tale capacità integra in mancanza di diversa espressa indicazione (nella fattispecie il giudice delle leggi ha, perciò, dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 774, comma 1, primo periodo, cod. civ., in riferimento agli artt. 2 e 3, commi 1 e 2 della Costituzione).

Corte Costituzionale, 10/05/2019, n.114

Limitazione della capacità di testare o donare

In tema di amministrazione di sostegno, il giudice tutelare può prevedere d’ufficio, ex artt. 405, comma 5, nn. 3 e 4, e 407, comma 4, c.c., sia con il provvedimento di nomina dell’amministratore, sia mediante successive modifiche, la limitazione della capacità di testare o donare del beneficiario, ove le sue condizioni psico-fisiche non gli consentano di esprimere una libera e consapevole volontà. Infatti – esclusa la possibilità di estendere in via analogica l’incapacità di testare, prevista per l’interdetto dall’articolo 591, comma 2, c.c., al beneficiario dell’amministrazione di sostegno, ed escluso che il combinato disposto degli articoli 774, comma 1 e 411, commi 2 e 3, c.c., non consenta di limitare la capacità di donare del beneficiario – la previsione di tali incapacità può risultare strumento di protezione particolarmente efficace per sottrarre il beneficiario a potenziali pressioni e condizionamenti da parte di terzi, rispondendo tale interpretazione alla volontà del legislatore che, con l’introduzione dell’amministrazione di sostegno, ha voluto realizzare un istituto duttile, e capace di assicurare risposte diversificate e personalizzate in relazione alle differenti esigenze di protezione.

Cassazione civile sez. I, 21/05/2018, n.12460

Validità ed efficacia della donazione

In tema di capacità del donante e quindi di validità ed efficacia della donazione, l’incapacità naturale, quale causa d’annullamento del negozio, è desumibile (anche) dalla (anteriore) certificazione della Commissione medica anche se chiamata a valutare la valutazione della domanda di invalidità pensionistica, proposta dal medesimo soggetto poi divenuto donante. E’, così, illegittima la sentenza con cui, accertata la patologia del donante e ciò nonostante escluso (dal secondo giudice) tale presupposto di fatto senza fornire congrua motivazione sulla rilevanza probatoria ed eziologica della relativa documentazione medica prodotta, venga dichiarata valida la donazione già annullata in primo grado.

Cassazione civile sez. VI, 17/09/2013, n.21148

Decreto di nomina provvisoria o definitiva

In tema di amministrazione di sostegno, il giudice tutelare ha la facoltà di disporre che determinati effetti, limitazioni o decadenze previsti da disposizioni di legge per l’interdetto o l’inabilitato si estendano al beneficiario dell’amministrazione di sostegno, ritenendo, conseguentemente che il beneficiario conservi la capacità di donare, in assenza di un’espressa previsione contraria contenuta nel decreto di nomina provvisoria o definitiva.

Tribunale Novara, 05/12/2012

Contratto preliminare di donazione: è ammissibile?

L’atto con il quale una p.a., a mezzo di contratto stipulato da un pubblico funzionario, si obblighi a cedere gratuitamente al demanio dello Stato un’area di sua proprietà, nonché un’altra area che si impegni ad espropriare, costituisce una donazione nulla, sia perché, pur avendo la p.a. la capacità di donare, non è ammissibile la figura del contratto preliminare di donazione, sia perché l’atto non può essere stipulato da un funzionario della p.a. (possibilità limitata dall’art. 16 r.d. n. 2440 del 1923 ai soli contratti a titolo oneroso), sia perché l’art. 771 c.c. vieta la donazione di beni futuri, ossia dell’area che non rientra nel patrimonio dell’amministrazione “donante” ma che la stessa si impegna ad espropriare (nella specie, nell’anno 1936, il comune di Agrigento aveva stipulato un siffatto contratto con la provincia di Agrigento e con l’Intendenza di finanza.

Il primo s’era obbligato a cedere un’area di sua proprietà ed altra da espropriare, la seconda s’era obbligata a costruirvi la caserma per la Milizia volontaria della sicurezza nazionale fascista, da consegnare dopo il collaudo al demanio dello Stato, la terza s’era obbligata a pagare ratealmente alla provincia una somma di denaro. La S.C., in applicazione dell’enunciato principio di diritto, ha ritenuto che il menzionato contratto debba essere qualificato come una donazione, nulla per le su esposte ragioni).

Cassazione civile sez. I, 18/12/1996, n.11311

L’annullabilità di donazione

Ai fini dell’esclusione della capacità di donare (art. 754) e della annullabilità di donazione fatta da soggetto incapace (art. 756 c.c.) deve escludersi la equiparazione della condizione e situazione giuridica dell’inabilitato a quella di colui nei cui confronti sia stato soltanto promosso il giudizio di inabilitazione anteriormente al compimento dell’atto impugnato, riferendosi le norme in questione con il termine “inabilitato” soltanto a chi sia stato dichiarato tale con sentenza, come risulta dalla “ratio” ispiratrice delle norme stesse correlata all’esigenza di tutelare con particolare rigore la posizione e gli interessi del donante (e dei suoi eredi e aventi causa) di cui sia stata accertata e dichiarata giudizialmente con la pronunzia di inabilitazione la parziale incapacità di provvedere alla cura dei propri interessi.

Cassazione civile sez. II, 05/11/1990, n.10605

La nullità dell’atto

La capacità giuridica delle società, in mancanza di specifiche limitazione stabilite dalla legge, è generale, sicché possono porre in essere qualsiasi atto o rapporto giuridico, inclusa la donazione, ancorché esuli od ecceda od, anche, tradisca lo scopo lucrativo perseguito, dovendosi ritenere che l’oggetto sociale costituisca solamente un limite al potere deliberativo e rappresentativo degli organi societari, la cui violazione non determina la nullità dell’atto, né la sua inefficacia, ma, eventualmente, la responsabilità degli amministratori che lo hanno compiuto.

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Sentenza, 21 settembre 2015, n. 18449

Annullamento delle donazioni remuneratorie e modali

Rientrano fra i contratti a titolo gratuito, e non fra quelli commutativi, sia le donazioni remuneratorie, fatte per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario, sia quelle modali, in cui il “modus”, che è limitazione del beneficio mediante un’obbligazione accessoria posta a carico del donatario, non può equipararsi alla controprestazione propria dei contratti a titolo oneroso, e non è perciò idoneo a mutare la causa del contratto, che resta a titolo gratuito.

Di conseguenza, per l’annullamento delle donazioni remuneratorie e modali, come di ogni altra donazione fatta da persona incapace di intendere e di volere, non sono richiesti, à sensi dello specifico disposto dell’art. 775 cod. civ. ne’ il pregiudizio del donante, ne’ la malafede del donatario trovando riferimento tali condizioni, previste dagli artt. 428 e 1425 cod. civ., in rapporti di corrispettività e di equivalenza tra le prestazioni che sono pertinenti ai soli contratti a titolo oneroso.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Sentenza, 06/12/1984, n. 6414



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