Mantenimento: spetta se si tollera il tradimento?

5 Agosto 2020 | Autore:
Mantenimento: spetta se si tollera il tradimento?

L’infedeltà è valida causa di separazione con addebito, ma quando è consapevolmente accettata da tempo non è più considerata causa della rottura del matrimonio.

Il tradimento coniugale non è piacevole per chi lo subisce. Spesso è causa di separazione, ma cosa accade quando l’infedeltà del partner è conosciuta ed anche tollerata da tempo? In questi casi si può far valere il tradimento come motivo per ottenere l’addebito della separazione e dunque spetta l’assegno di mantenimento?

A prescindere dai motivi che hanno provocato l’allontanamento reciproco dei due partner e innescato l’infedeltà, rimane il fatto che tradire costituisce una violazione di un preciso dovere derivante dal matrimonio: quello di fedeltà.

Quindi è pacifico che il tradimento possa rappresentare un valido motivo per chiedere la separazione. Si tratta, però, di vedere se oltre alla conseguenza legale della fine del vincolo coniugale c’è anche l’addebito della separazione al coniuge fedifrago e la possibilità per il tradito di ottenere il mantenimento dall’ex coniuge.

Ti anticipo che per rispondere alla domanda se spetta il mantenimento  molto dipende dal comportamento del coniuge che ha subìto il tradimento: cosa ha fatto e come ha reagito quando lo ha scoperto, e in che modo lo ha contestato oppure accettato, proseguendo il rapporto prima di risolversi a chiedere la separazione.

Il dovere di fedeltà 

Con il vincolo matrimoniale entrambi i coniugi contraggono un dovere di fedeltà [1] di ciascuno dei due verso l’altro. È un concetto più ampio del divieto di intrattenere relazioni extraconiugali e di avere rapporti sessuali con altre persone, perché comprende anche un impegno alla lealtà, alla fiducia e alla dedizione fisica e spirituale nei confronti del partner.

Così l’infedeltà mina quel leale rapporto di coppia che deve essere alla base della vita in comune durante il matrimonio. E lo lede in modo tanto più grave quanto più è profonda, duratura e reiterata nel tempo.

Il tradimento: cosa comporta

La più vistosa conseguenza giuridica del tradimento posto in essere da un coniuge è quella di legittimare la separazione. L’infedeltà è considerata una violazione dei doveri matrimoniali talmente grave da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza.

Questo è quindi un motivo ampiamente sufficiente per chiedere e ottenere la separazione. La prova dell’avvenuto tradimento deve essere fornita, in giudizio, da chi lo afferma sussistente. Da qui, si presumerà che essa sia stata la causa della rottura del rapporto coniugale e il motivo che legittima la fine del vincolo.

Tradimento e addebito della separazione

Inoltre, il coniuge tradito potrà richiedere l’addebito della separazione al partner che è gli stato infedele. Questo significa che la responsabilità della fine del matrimonio sarà attribuita al traditore; a meno che durante il giudizio di separazione non emerga che la rottura è stata provocata da altri e prevalenti motivi.

Tra le conseguenze più importanti dell’addebito c’è quella che il coniuge al quale la separazione viene addebitata non avrà diritto all’assegno di mantenimento (conserverà, invece, quello agli alimenti) e, se superstite, perderà il diritto a diventare erede dell’ex coniuge; infine, percepirà la pensione di reversibilità solo se sarà diventato titolare di assegno alimentare. Invece, l’addebito della separazione all’altro coniuge non fa sorgere, per ciò solo, il diritto a percepire il mantenimento. Ora, ti spieghiamo perché esiste questa differenza.

Tradimento e assegno di mantenimento

Se, come abbiamo appena visto, chi tradisce non potrà chiedere il mantenimento, perché è lui il responsabile della separazione, questo non significa automaticamente che chi subisce il tradimento possa per ciò solo ottenere il mantenimento dall’ex coniuge, neppure quando la separazione gli viene addebitata.

Il mantenimento spetta a prescindere dal tradimento, perché la corresponsione dell’assegno ha i suoi presupposti, essenzialmente economici, che tendono a garantire al coniuge che ha il reddito più basso la conservazione dello stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio. Così non è detto che chi tradisce paga gli alimenti.

Il tradimento tollerato: quali conseguenze

Quando il tradimento è scoperto ma il partner reagisce tollerandolo, questo comportamento costituisce un‘accettazione consapevole, quali che siano le ragioni (violenza, costrizioni o minacce a parte, perché in tali casi si avrebbe un reato) che abbiano determinato questa scelta.

In un caso del genere, di una donna che per almeno 15 anni aveva subìto i continui tradimenti del marito (plurimi e ripetuti, anche con persone diverse) sempre accettandoli senza reagire se non con alcuni litigi, e determinandosi solo dopo questo lunghissimo periodo a chiedere la separazione, la Cassazione con una nuovissima sentenza [2] ha escluso l’addebito ed il mantenimento.

Il motivo che ha indotto gli Ermellini ad adottare questa pesante decisione è semplice: in quella vicenda non è stato dimostrato che la separazione richiesta fosse dovuta proprio ai tradimenti da parte del marito.

Come abbiamo visto, la violazione dell’obbligo di fedeltà è una causa più che sufficiente a legittimare la separazione con addebito al coniuge responsabile. Ma quando il tradimento è stato prolungato e reiterato, senza che nel frattempo il coniuge che lo ha subìto – ovviamente essendone già a conoscenza – abbia chiesto tempestivamente di separarsi, allora diventa difficile credere che sia stata proprio l’infedeltà, pur se protratta e grave, a determinare l’impossibilità di proseguire la convivenza.

Anzi, una condotta di tolleranza del genere dimostra che la crisi coniugale era dovuta, piuttosto, ad altre concomitanti ragioni e nonostante ciò il coniuge tradito ha deciso di proseguire la convivenza in un modo di apparenza meramente formale.

È onere di chi sostiene il tradimento del partner dimostrare che in ciò si ravvisa il motivo di intollerabilità nella prosecuzione della convivenza, nonostante la avvenuta tolleranza dell’infedeltà del partner per un periodo molto lungo. Altrimenti, se questa prova non viene fornita in giudizio, il giudice non potrà accertare che la rottura del matrimonio è stata provocata dalla condotta del coniuge infedele.

Perciò, non potrà neppure stabilire l’addebito della separazione a suo carico e l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore del coniuge tradito (che nel caso deciso comunque non spettava, non essendo emersa una disparità reddituale tra i due coniugi).


note

[1] Art. 143 Cod. civ.

[2] Cass. ord. n. 16691 del 5 agosto 2020.


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6 Commenti

  1. Ma quale persona sana di mente tollera il tradimento? Cioè, una volta che lo scopri, come fai a non sospettare che possa capitare di nuovo? Non stai in ansia o non sei diffidente se il tuo partner arriva tardi, non risponde al telefono, ha atteggiamenti strani? Visto che sai che ti ha già tradita, potrebbe succedere di nuovo. e ciò nonostante ti sta bene? Mah

  2. Si però potrebbe accadere che uno ci passa pure di sopra all’infedeltà della donna. Anzi, magari ti senti sbagliato, senti che l’hai trascurata, senti che magari sei stato assente e non c’eri quando lei aveva bisogno di te…E magari qualcuno pensa che anche nell’intimità le cose potrebbero andare male. E allora, consapevole dei tuoi errori nel rapporto, vuoi darle un’altra possibilità…Anche io un tempo ero un don giovanni e magari lei si è sempre sentita anche preoccupata , ma assicuro che non l’ho mai tradita. Questo è un segnale che la ruota gira e alla fine lei ha tradito me…

  3. Ci ho provato…Con estrema difficoltà ho voluto riprovare e non buttare all’aria tanti anni di matrimonio, Però vi dico che qualsiasi donna si avvicinasse a lui, immaginavo che poteva suscitare il suo interesse e magari poteva portarsela al letto…tanto chi l’avrebbe mai beccato? Tutto il giorno ognuno di noi è impegnato e siamo distanti, ci vediamo solo a colazione, pranzo e la sera… Quindi, cosa posso saperne io delle sue chat, dei suoi contatti, dei suoi incontri. Mi devo solo fidare…ed è questa la cosa più difficile. Quando si spezza il filo, se uno non prova a ricucire la ferita e non ti dimostra quanto può tenerci allora la convivenza diventa davvero intollerabile e alla fine arrivi al divorzio perché finite per odiarvi

  4. Chiunque non dovrebbe mai arrivare al tradimento.Se capisci che le cose non vanno più come prima, perché si sono insinuate altre persone nel vostro rapporto le soluzioni sono due: o tronchi o ci riprovi e tenti di salvare il salvabile (il che cerchi di farlo per abitudine e semplicemente per bene, non è più amore).

  5. Certo, si finisce sempre per arrivare a parlare di soldi, perché alla fine quando tutto finisce i coniugi cercano di strappare quanto più possibile all’altro e magari ha già l’altro pronto a vivere con lei e magari sei tu che ti prendi l’addebito perché non sei stato abbastanza furbo come lei da farti sgamare

  6. Io so solo che vedere i miei genitori litigare dalla mattina alla sera e rinfacciarsi reciprocamente le corna è una cosa bruttissima e alla fine quando ti approcci all’altra temi che possa capitare anche a te e perdi la fiducia nel prossimo e nell’amore perché magari i tuoi genitori ti hanno fatto vedere la parte brutta delle relazioni di coppia e cresci con quell’immagine nella speranza che possa esserci qualcosa di meglio

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