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Aggressioni a medici e infermieri, cosa si rischia

6 Agosto 2020
Aggressioni a medici e infermieri, cosa si rischia

Approvato il disegno di legge che punisce più severamente chi attenta alla sicurezza del personale sanitario.

Ospedali e strutture cliniche più sicure per i professionisti della sanità. È stato approvato ieri in via definitiva al Senato il disegno di legge 867-b che promette di garantire maggiore tutela a medici, infermieri e operatori del servizio sanitario nazionale in genere. Cosa rischia, secondo il testo, chi aggredisce il personale sanitario e sociosanitario?

Intanto, recare violenza a un medico, a un infermiere, a un operatore sociosanitario ecc. sarà considerata un’aggravante specifica. Chi offende il personale di ospedali e strutture sanitarie rischia una multa da cinquecento a cinquemila euro. Questo al fine di garantire la sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, come riporta il titolo del disegno di legge, che arriva all’ok definitivo dopo un iter parlamentare di un anno.

Il provvedimento si compone di dieci articoli. In primis, definisce con precisione chi sono le vittime delle condotte da punire, cioè tutte le professioni individuate dalla legge Lorenzin. Non solo medici e infermieri, ma anche tecnici radiologi, fisioterapisti, chimici e altre figure che lavorano in strutture sanitarie. Un osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie avrà il compito di monitorare il fenomeno delle violenze sui camici bianchi e in generale sui lavoratori della sanità.

Tornando all’aspetto punitivo e all’aggravante che la violenza sul personale medico e paramedico andrà a integrare, il codice penale viene modificato prevedendo un aumento delle pene in questi casi. La condanna per il reato di lesioni gravi andrà dai quattro ai dieci anni, mentre per le lesioni gravissime dagli otto ai sedici. Violenza e percosse sui sanitari diventeranno reati procedibili d’ufficio.

Sanzionata anche la violenza verbale. «Salvo che il fatto costituisca reato – si legge sul testo del disegno di legge – chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso funzionali allo svolgimento di dette professioni presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro cinquecento a euro cinquemila».

Ogni struttura clinica pubblica dovrà dotarsi di un piano per la sicurezza, con protocolli che prevedano il coinvolgimento delle forze dell’ordine, al fine di prevenire e reprimere le aggressioni. Istituita anche una giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.



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