Bonus ristorante, come funziona

6 Agosto 2020
Bonus ristorante, come funziona

L’incentivo dovrebbe essere contenuto nel decreto Agosto, prossimo al varo.

Andare a pranzo fuori e vedersi pure – almeno in parte – rimborsati. Il sogno di molti, se non fosse che si tratta di un’agevolazione concepita per tentare di risollevare consumi drammaticamente diminuiti dalla pandemia di Coronavirus. La misura potrebbe arrivare con il decreto Agosto, che contiene un pacchetto di interventi di sostegno per lavoratori e imprese, compresi i comparti più danneggiati dal Covid, tra cui la ristorazione.

Ebbene, chi va a mangiare al ristorante o al bar e paga con carta o bancomat potrebbe ottenere uno sconto pari al 20% direttamente in cassa, sconto anche più consistente nei centri storici. Prezzi più bassi, eventualmente, anche per chi compra vestiti, scarpe, elettrodomestici, complementi d’arredo e paga col Pos, sempre nell’ottica di stimolare i consumi e spingere verso la tracciabilità dei pagamenti.

I condizionali resteranno d’obbligo, finché il decreto non sarà realtà (su alcune parti del testo, come la durata del blocco dei licenziamenti è ancora scontro nella maggioranza) ma si sta vagliando una serie di ipotesi per quello che viene chiamato bonus ristoranti o bonus consumi. Lo sconto su pranzi e cene fuori dovrebbe essere fatto direttamente in cassa, per poi fare in modo che il titolare riceva in seguito il rimborso dallo Stato. Per la misura verrebbe messo in campo un miliardo circa, dei tre destinati alla crisi dei consumi post-Covid. Si applicherebbe alle spese sostenute da settembre a dicembre con un meccanismo di rimborso senza limiti di reddito ma con un tetto massimo.

Secondo i calcoli del Corriere della Sera, la misura, con le risorse disponibili, può coprire 166 milioni di pasti, immaginando un prezzo medio di 30 euro con rimborso di 6 (il 20%). «Resta da vedere – scrive Lorenzo Salvia sul quotidiano milanese – se questi 166 milioni di coperti saranno aggiuntivi, se cioè il bonus spingerà a sedersi al ristorante chi altrimenti non ci sarebbe andato. Oppure se si limiterà a restituire qualche soldo a chi ci sarebbe andato comunque, senza nessun effetto positivo per il settore. Ma qui i conti si potranno fare soltanto dopo».

La proposta avanzata da Alessia Morani (Pd) prevede l’estensione della scontistica anche gli altri settori colpiti dall’emergenza e rimasti finora senza agevolazioni. Anche qui sconti dal 10 al 20%, direttamente in cassa o da gestire tramite una piattaforma informatica.



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1 Commento

  1. A questo punto non manca altro che lo sconto per accedere alle… toilettes… Ma chi vogliono far ridere, un giorno sì e l’altro pure??? SE TUTTI QUANTI AVESSERO RUBATO UN PO’ DI MENO NEL CORSO DEGLI ULTIMI 10MILA ANNI forse non saremmo caduti così in basso!!! Per avere una risposta mi farò sentire nel… quarto Millennio!

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