Diritto e Fisco | Articoli

La calunnia a rischio prescrizione

12 Novembre 2013
La calunnia a rischio prescrizione

I tempi per dimostrare l’innocenza del soggetto calunniato sono assai lunghi, cosicché gran parte di questi reati si prescrivono senza un colpevole.

Per condannare il calunniatore è necessario innanzitutto provare l’innocenza della persona infamata. Ma, visti i tempi dei nostri processi, la conseguenza è che, quasi sempre, chi ha mentito si salva con la prescrizione.

Con una recente sentenza [1], la Cassazione ha giudicato il caso di un uomo ingiustamente denunciato, a scopo ritorsivo, dalla ex moglie di violenza sessuale nei confronti della figlia all’epoca minorenne. Al termine del processo durato ben otto lunghi anni l’uomo – che peraltro aveva subìto anche la custodia cautelare – è stato assolto con formula piena. Così è scattata la denuncia per calunnia nei confronti della donna. La “calunnia” è infatti il reato commesso da chi (con denuncia diretta all’Autorità Giudiziaria o ad altra Autorità o simulando le tracce di un reato) incolpa qualcuno di un reato pur sapendo che è innocente.

Senonché ormai il reato si era prescritto, attesi i tempi che erano stati necessari affinché l’uomo provasse la propria innocenza.

Peraltro, secondo la Cassazione, in questi casi non ricorrono neanche le condizioni per chiedere la sospensione della prescrizione [2]. Ma la Suprema Corte, quanto meno, si è resa conto della grossa lacuna a livello giuridico che si è ormai creata; così ha sottolineato l’esigenza di un immediato intervento da parte del legislatore.

La Cassazione ha ricordato l’alta percentuale di prescrizioni favorite dalla riduzione dei termini di prescrizione del reato di calunnia, passati da 15 anni a sette anni e mezzo.

Dunque, l’unico che potrebbe intervenire con gli opportuni correttivi è solo il Parlamento. Diversamente, un gran numero di calunnie rimarrebbero senza colpevoli.


note

[1] Cass. sent. n. 44261 del 30.10.2013.

[2] Art. 159 cod. pen. La Suprema corte esclude che nella causa di sospensione “deferimento della questione ad altro giudizio” indicata dall’articolo 159, comma 1, possa rientrare anche la necessità di risolvere il dubbio sull’innocenza o no della parte in causa. La norma non può riguardare “le ipotesi atipiche di deferimento delle questioni penali di mancato impedito esercizio del l’azione penale per ragioni di opportunità”. La disposizione – spiega la Corte – fa riferimento esclusivamente alle sospensioni previste dal legislatore.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube