Coronavirus, perché adesso l’Italia ha meno contagi

6 Agosto 2020
Coronavirus, perché adesso l’Italia ha meno contagi

L’impennata che si sta verificando in altri Paesi non interessa il nostro, almeno per il momento. Per quale motivo?

L’ultima relazione del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità descrive una situazione sotto controllo, con parecchi focolai sparsi sul territorio nazionale (più di 700) e la tendenza a un aumento dei casi, ma il sistema sanitario adesso regge (ne abbiamo scritto qui: Coronavirus, quanti sono i focolai attivi in Italia). In Paesi d’Europa come Francia e Germania, al momento, va decisamente peggio. Un esempio, numeri alla mano, per fare le giuste proporzioni: in Italia, ieri, i nuovi casi di Covid sono stati 384, in Francia 1.695. Perché?

Lockdown tempestivo

Se lo è chiesto Wired, o meglio ha girato la domanda ad alcuni esperti. Uno è Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Pisa e consulente della Regione Puglia per l’emergenza Covid-19. «Sappiamo che il Coronavirus si è manifestato prima in Cina e poi in Italia – ha spiegato Lopalco al quotidiano online – per arrivare quindi in Spagna, Francia, Regno Unito e via via nel resto del mondo. Siamo stati tra i primi a introdurre un regime di lockdown molto rigido, proprio perché siamo stati tra i primi a essere colpiti dalla pandemia. Dopodiché ci hanno seguito tutte le altre nazioni. Il lockdown, insomma, è iniziato in momenti diversi, ma è stato sollevato più o meno contemporaneamente ovunque».

Per Lopalco, che sottolinea che si è nel campo delle ipotesi, una spiegazione potrebbe dipendere dal fatto che «quando un po’ in tutta Europa è stato allentato il lockdown, le epidemie nazionali si trovavano a livelli diversi di maturazione. In Italia il virus è arrivato prima e, a giugno, l’incendio era stato spento con maggiore efficacia da noi rispetto ad altri paesi dove era arrivato con qualche settimana di ritardo. In quei paesi c’erano molto probabilmente ancora tanti portatori in giro quando si è riaperto tutto».

Restrizioni, precauzioni, contingenze

Altra voce autorevole che parla dalle colonne di Wired, Enrico Bucci, della Temple University di Philadelphia, secondo il quale il lockdown ha indubbiamente dato una grossa mano nel contenere i contagi.

Il fatto che, al momento, il virus circoli ma ci si mantenga su livelli bassi di allerta dipende dalle precauzioni antiCovid che stanno funzionando, quindi da una maggiore consapevolezza delle persone, dopo mesi di convivenza con l’epidemia. Ma anche la stagione estiva, non tanto per l’aumento delle temperature che ammazza il virus, ma perché siamo più portati a stare all’aperto, diversamente da altre nazioni.

Bucci parla infine di «eventi stocastici, dominati dalla probabilità, dalle contingenze e dalle circostanze». Più banalmente, è – anche – una questione di fortuna.



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