Blocco dei licenziamenti, i sindacati lanciano l’allarme

6 Agosto 2020
Blocco dei licenziamenti, i sindacati lanciano l’allarme

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sul piede di guerra: «Senza la misura sarà scontro sociale».

Non è ancora stata raggiunta un’intesa sulla durata del blocco dei licenziamenti. Il governo vorrebbe prorogare il divieto, in scadenza il 17 di questo mese, il problema è fino a quando. Nell’ultima bozza del decreto Agosto si parla di proroga fino al 31 dicembre ma, dal 15 ottobre, saranno esclusi i datori di lavoro che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali per l’emergenza Coronavirus.

Favorevoli all’estensione del divieto a tutto il 2020 il Movimento 5 Stelle, il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, una parte del Partito democratico, Liberi e uguali e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che vorrebbero un blocco dei licenziamenti generalizzato e, quindi, ancora più radicale di quello attualmente in bozza, oltre la durata dello stato di emergenza.

Contrari il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, Italia viva, Confindustria e l’altra parte del Pd che temono costi pesanti per lo Stato, mentre l’imprenditoria vorrebbe un accesso per tutti alla cassa integrazione Covid senza contributi aggiuntivi (per chi si avvale della Cig Covid per le seconde nove settimane, dopo le prime nove, a seconda delle perdite di fatturato riportate a causa dell’emergenza, è previsto un onere aggiuntivo; ne abbiamo parlato qui: Cassa integrazione fine a dicembre).

Stamattina, in un’intervista a Repubblica, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha lanciato l’allarme sugli effetti di una mancata proroga del blocco dei licenziamenti. Una specie di ultimatum, dalle colonne del giornale di Maurizio Molinari. «Tutti i licenziamenti vanno bloccati fino a fine anno e i contratti nazionali devono essere rinnovati. Altrimenti per Cgil, Cisl e Uil sarà sciopero generale». C’è anche già un’eventuale data per la mobilitazione: 18 settembre. Landini ha detto di non volere lo scontro – «è il momento della responsabilità e della coesione» -, ma esige collaborazione da parte delle imprese.

«Dovrebbe essere chiaro a tutti – si legge su Repubblica – che subire un licenziamento per una persona è un dramma. Il lavoro, anche nei ruoli più umili ed essenziali, ci ha fatto uscire dalla fase più drammatica della pandemia. Non puoi ringraziare le persone che hanno fatto il loro dovere in questo periodo dicendo che ora possono anche essere licenziate. È un linguaggio sbagliato. Oggi è il momento della coesione. La precarietà introdotta negli ultimi vent’anni – mettendo in discussione conquiste e diritti – non ha prodotto posti né migliorato la produttività delle aziende».

Il punto di vista contrario è stato sintetizzato ieri da Tito Boeri, sempre sulle colonne di Repubblica, con un intervento titolato «Se il divieto di licenziare è un errore». L’ex presidente dell’Inps ritiene più agevole un blocco dei licenziamenti limitato a chi fruisce gratuitamente della cassa integrazione, come già sperimentato in altri Paesi europei. La preoccupazione di Boeri è che «vigente il blocco dei licenziamenti per tutte le imprese, quelle che vivono una stagione di grande incertezza sul loro futuro e, ancor di più, quelle costrette a ridurre i loro volumi di attività finiscono per congelare le assunzioni e non rinnovare i contratti a tempo determinato alla scadenza».



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube