Coronavirus e rientro a scuola, arriva il protocollo sicurezza

6 Agosto 2020
Coronavirus e rientro a scuola, arriva il protocollo sicurezza

Tutte le regole per il ritorno in classe, cercando di limitare le occasioni di contagio.

Come sarà il rientro a scuola? Verrà scandito senz’altro da una quotidianità nuova, a causa della pandemia. Dopo le linee guida per le materne di cui si è data notizia ieri (leggi qui: Coronavirus e scuola materna, ecco le regole per i bambini), il ritorno nelle aule scolastiche a settembre prende forma nel protocollo sicurezza, firmato oggi da sindacati e ministro dell’Istruzione.

È un nuovo passo nella definizione delle regole che le scuole dovranno seguire per evitare i contagi (dopo il piano scuola di giugno, di cui avevamo parlato qui: Linee guida sulla scuola, ecco quando inizierà e come). Contiene tutte le indicazioni per conciliare la necessità di riprendere le lezioni con la tutela della salute di studenti e insegnanti.

Orari scaglionati e niente assembramenti

Il protocollo sicurezza prevede raccomandazioni ritenute fondamentali per limitare la circolazione del virus. Regole ormai introiettate in tutti gli ambiti della vita quotidiana, come il divieto di assembramenti e la sanificazione dei locali, con pulizia giornaliera e igienizzazione periodica.

Ma anche gli orari scaglionati per l’accesso agli edifici scolastici, le procedure per isolare immediatamente i sintomatici, il supporto psicologico agli alunni e l’help desk per assistere le scuole nella messa a punto del protocollo. Quest’ultimo non è nient’altro che un numero verde, 800903080, attivo dal 24 agosto dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Cosa devono fare i presidi

Molto si era discusso, in una prima fase della definizione degli standard di sicurezza, sul ruolo dei presidi, che temevano un eccesso di responsabilità. I compiti vengono messi nero su bianco. In primis, un dovere di comunicazione e informazione. Il dirigente scolastico deve mettere al corrente le famiglie del fatto che, con una temperatura superiore a 37,5 gradi o sintomi influenzali in genere, si deve restare a casa.

Deve anche ribadire l’obbligo del rispetto delle precauzioni come la distanza di un metro e l’igiene delle mani e comunicare tutte le iniziative riguardanti la didattica a distanza e la formazione in merito. Tra le sue facoltà rientra poi l’istituzione di una commissione di monitoraggio del rispetto del protocollo.

Obbligo di informazione non solo per i dirigenti 

Obblighi di informazione sono anche a carico di altri soggetti. Per esempio dei genitori di bambini o ragazzi immunodepressi o degli insegnanti, qualora un alunno presenti sintomi sospetti. Quanto alla prima circostanza, il protocollo dice che le condizioni di maggiore fragilità di alcuni studenti devono essere «valutate in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale e il pediatra/medico di famiglia, fermo restando l’obbligo per la famiglia stessa di rappresentare tale condizione alla scuola in forma scritta e documentata».

Qualora ci siano, invece, sospetti casi Covid a scuola, per esempio nel caso in cui un alunno che stava bene al mattino appena entrato accusi sintomi nel corso della mattinata, chi ne viene a conoscenza deve subito informare il dirigente scolastico e mettere in atto le misure che il protocollo prevede, in tandem con l’autorità sanitaria locale. Il documento prescrive di seguire le disposizioni della Asl competente per territorio e «provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto».

Tutti d’accordo

Alcuni punti restano da chiarire, come l’uso delle mascherine, che dovrà essere regolamentato dal Comitato tecnico scientifico (Cts) nella riunione di fine agosto. Ma nel complesso il protocollo sicurezza mette d’accordo tutti i firmatari, per i quali rappresenta anche un’occasione per migliorare in generale l’attività scolastica. La seconda parte del documento, in particolare, annuncia l’impegno assunto dalle sigle e dal ministero per dire addio alle classi pollaio, con una normativa ad hoc sulla quale si dovrà discutere.

«Un accordo importante – scrive la ministra Lucia Azzolina su Facebook – che contiene le misure da adottare per garantire la tutela della salute di studentesse, studenti e personale, ma anche impegni che guardano al futuro e al miglioramento della scuola come il contrasto delle classi cosiddette “pollaio”, una battaglia che porto avanti da tempo e che rappresenta per me una priorità».



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