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Equitalia e rateazione a 120 rate: ecco le condizioni

12 Novembre 2013
Equitalia e rateazione a 120 rate: ecco le condizioni

Via libera alla rateazione in 10 anni delle cartelle esattoriali: ecco le modalità e i termini.

Da oggi è possibile presentare a Equitalia le richieste di rateazione dei debiti fino a un massimo di dieci anni.

Dunque, il ministero delle Finanze ha dato finalmente il via libera [1] alle cartelle esattoriali in 120 rate, a quasi cinque mesi dall’approvazione del decreto del Fare.

La concessione sarà però condizionata alla dimostrazione, da parte del contribuente, della comprovata e grave situazione di difficoltà e alla solvibilità del debitore.

Se il contribuente non riuscirà a fornire tale prova, potrà sempre chiedere – senza bisogno di alcuna dimostrazione – la rateazione a 72 rate (fino a sei anni).

Le condizioni

Non sono previste garanzie reali da concedere per l’esatto pagamento. Equitalia dovrà valutare due condizioni:

1) l’incapacità del contribuente di pagare il piano ordinario fino a 72 rate.

Il debitore, cioè, si deve trovare, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica.

2) la capacità del contribuente medesimo di riuscire a far fronte, nel tempo, al pagamento rateale.

A tal fine, per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati, il rapporto tra la rata e il reddito di questi ultimi deve essere superiore al 20%.

In altre parole, l’importo della rata deve risultare superiore al 20 per cento del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, documentato con l’Isee  della famiglia (da produrre in allegato all’istanza).

A tale scopo, occorre innanzitutto richiedere l’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente): da tale indicatore è possibile estrapolare l’indicatore della situazione reddituale (Isr) che è costituito dal reddito del nucleo familiare, incluso il reddito figurativo delle attività finanziarie, al netto dell’eventuale canone di locazione.

L’Isee può essere richiesto ai Caf e deve essere allegato all’istanza di dilazione. L’Isr deve essere mensilizzato (cioè diviso per 12) per poter essere confrontato con la rata mensile, determinata applicando le regole ordinarie.  Il reddito familiare deve essere quindi confrontato con la rata mensile ordinaria: se questa è superiore al 20% del reddito, si può procedere.

Per le imprese di più grandi dimensioni, invece, devono ricorrere due condizioni:

– il rapporto tra la rata e il valore della produzione deve essere superiore al 10%

– l’indice di liquidità (dato dalla liquidità differita più quella corrente diviso il passivo corrente) deve essere compreso tra 0,50 e 1.

Il decreto individua tale indicatore contabile con riferimento a tre voci del conto economico del bilancio di esercizio. Si tratta delle voci A1 (ricavi dell’attività tipica dell’impresa), A3 (variazione dei lavori in corso su ordinazione) e A5 (ricavi e proventi dell’attività accessoria, ad esempio plusvalenze di beni strumentali e canoni di locazione degli immobili patrimonio).

In caso di bilanci chiusi da oltre sei mesi, bisognerà vedere se Equitalia richiederà la redazione di un bilancio infrannuale. La risposta dovrebbe essere positiva, poichè il Dm richiede la documentazione contabile aggiornata, da allegare all’istanza.

Una volta così calcolato il valore della produzione annuale bisognerà mensilizzarlo per confrontarlo con la rata mensile determinata con i criteri ordinari. Se questa è superiore al 10% del valore della produzione mensile, la condizione di difficoltà finanziaria è rispettata.

Per dimostrare di avere i requisiti il  debitore deve comunque allegare all’istanza la necessaria documentazione contabile.

Naturalmente più la percentuale si alza più aumenta il numero di rate concedibili secondo le tabelle previste dal decreto.


note

[1] Decr. in Gazz. Uff. n. 262/13.


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