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Danni radici albero vicino

13 Ottobre 2020 | Autore:
Danni radici albero vicino

Quali sono i doveri del proprietario di un albero e come deve comportarsi affinché questo non danneggi le opere altrui.

Sappiamo che gli alberi si sviluppano esternamente attraverso il fusto, i rami e le foglie e, nel terreno, con le radici. Queste, in particolare, possono incunearsi in profondità oltreché avanzare in orizzontale, anche per molti metri. Per questo motivo, in quelle circostanze in cui l’albero è posto in prossimità del limite con la proprietà altrui, l’espansione incontrollata dell’apparato radicale della pianta potrebbe creare dei problemi. Nello specifico, mi riferisco ai beni presenti nel fondo confinante e ai danni che le radici di un albero possono provocare all’immobile del vicino.

Si tratta di un argomento che può interessare molti lettori. Ad esempio, potrebbe riguardare il condominio il cui viale di accesso è stato danneggiato dalle radici di un albero di alto fusto cresciuto in una proprietà privata adiacente. Oppure, si potrebbe pensare al caso del titolare della villetta il cui muro di confine è, parzialmente, crollato per alcune radici provenienti dal giardino confinante.

Pertanto, per chiarire la materia, sono queste le domande a cui rispondere. A quale distanza deve stare un albero dal confine? In quali casi, il vicino può tagliare le radici di una pianta altrui? Il proprietario è responsabile dei danni provocati dalle radici del suo albero? Troverai le risposte proseguendo nella lettura.

Alberi: distanza dal confine

La legge [1] indica con precisione la distanza minima dal confine altrui che bisogna rispettare quando si semina o si interra un albero, distinguendo a seconda delle categorie e delle caratteristiche della pianta. Ad esempio, per gli alberi di alto fusto, vista la particolare dimensione dei medesimi, il proprietario non può collocarli a meno di tre metri dal fondo altrui. Viceversa, per quelli di dimensioni più modeste, la distanza può essere di gran lunga inferiore ed arrivare anche a mezzo metro dal confine, com’è previsto per gli alberi da frutto (se desideri approfondire maggiormente l’argomento, puoi leggere l’articolo “il vicino può tagliare i rami del mio albero?“).

Il rispetto della distanza in esame è molto importante. Infatti, un albero collocato in prossimità del fondo confinante o una siepe, letteralmente addossata all’altra proprietà, consentono al vicino di chiedere persino l’estirpazione della pianta. In caso di contestazioni, l’unica condizione per evitare un’azione legale su questa circostanza è data dalla presenza di un muro divisorio di altezza corrispondente, per ipotesi, al tuo albero di limoni o al tuo ulivo ornamentale.

Alberi: obbligatorio tagliare i rami nel fondo altrui

Il rispetto della distanza nella collocazione di una pianta in prossimità del fondo altrui e la presenza di un muro divisorio, anche molto alto, non sono circostanze sufficienti ad escludere un tuo obbligo ben preciso: devi tagliare i rami dell’albero che si protendono nell’immobile confinante. Si tratta di un dovere sancito dalla legge [2] e che non va mai in prescrizione. Pertanto, se il tuo vicino ti chiede, anche dopo molti anni, di tagliare le fronde presenti nel suo giardino, sei tenuto a farlo. In caso contrario, oltre ad incrinare i rapporti di buon vicinato, rischieresti una causa dall’esito sfavorevole scontato. Infine, non dimenticare che con un accordo, più precisamente, costituendo un diritto di servitù a tuo favore, potresti evitare tutto ciò e sistemare la vicenda diversamente dalla regola stabilita dalla legge.

Alberi: proprietario responsabile delle radici nel fondo altrui

Avrai ormai capito che interrare un albero, una siepe o un altro tipo di vegetale nel tuo giardino comporta il rispetto di determinate regole e, in alcuni casi degli obblighi e delle responsabilità nei riguardi del tuo vicino. Tra queste, non devi dimenticare quelle che possono derivare dall’allungamento incontrollato delle radici delle tue piante. Infatti, a prescindere dalla distanza dal confine a cui è posto il tuo albero e dalla crescita dei suoi rami, potrebbe accadere che le radici di quest’ultimo si sviluppino, in orizzontale e verso l’immobile altrui, sino ad invaderlo. In questi casi, il tuo vicino ha il diritto di tagliare le radici che hanno occupato il proprio fondo oltre al risarcimento dei danni, eventualmente, provocati dal predetto apparato radicale.

Può accadere, infatti, che il proprietario dell’immobile limitrofo abbia costruito un piccolo vialetto di accesso alla propria abitazione oppure che abbia realizzato una vasca interrata a scopo decorativo nel proprio giardino, non molto lontano dal confine. In questi, come in altri casi, i manufatti in questione non possono essere danneggiati dalle radici dell’albero posto nel fondo adiacente, nemmeno se gli stessi sono stati realizzati in un momento successivo alla piantagione dell’albero.

In altri termini, il possessore del vialetto o della vasca non deve preoccuparsi della pianta altrui e tanto meno predisporre delle opere dirette al contenimento delle sue radici. Sarà, invece, sempre il proprietario dell’albero a dover vigilare sullo sviluppo incontrollato del suo apparato radicale e ciò indipendentemente dalla distanza regolare a cui è posta la pianta. Quindi, eventualmente, egli dovrà provvedere autonomamente all’estirpazione dell’albero, se ciò dovesse essere necessario per evitare di provocare danni alle opere del vicino.


note

[1] Art. 892 cod. civ.

[2] Art. 896 cod. civ.


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