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Invito a cambiare condotta: ultime sentenze

12 Settembre 2020
Invito a cambiare condotta: ultime sentenze

Persona diffidata dal questore; condotta del destinatario del provvedimento; pericolosità sociale.

L’avviso orale

L’avviso orale ex art. 3, d.lgs. n. 159 del 2011 costituisce un atto avente natura ed efficacia monitoria e non richiede la previa comunicazione ex art. 7 della l. n. 241/1990, poiché il presupposto giuridico dell’avviso orale è costituito da una condotta del destinatario del provvedimento tale da far ritenere che lo stesso, ove non modifichi il proprio comportamento, possa evidenziare ulteriori e più gravi condotte pericolose, ovvero commettere reati; ne consegue che l’intervento dell’autorità di P.S., consistente nell’invito a cambiare condotta, deve essere considerato urgente e tale, quindi, da giustificare ex se l’omissione contestata.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 06/06/2019, n.3083

L’invito a cambiare condotta

La diffida a cambiare condotta, di cui all’art. 1 l. 27 dicembre 1956 n. 1423, come il consimile “avviso orale” con invito a cambiare condotta, di cui all’art. 5 l. 3 agosto 1988 n. 327, che ha sostituito la prima misura, sono illegittimi se basati su fatti così lontani nel tempo da non giustificare più alcuna prognosi attuale di pericolo sociale (nella specie di almeno sei anni anteriori) o su comportamenti che non costituiscono prova dell'”accompagnarsi” con pregiudicati o con persone di non limpida condotta.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. II, 09/03/1989, n.132

L’avviso di buona condotta

Per la comunicazione, ex artt. 1 lett. c) e 3, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, di avviso orale a tenere, per l’avvenire, una condotta conforme a legge e, quindi, di un atto avente natura ed efficacia monitoria, non è necessaria la comunicazione ex art. 7, l. 7 agosto 1990 n. 241, atteso che il presupposto giuridico dell’avviso orale è costituito da una condotta del destinatario del provvedimento tale da far ritenere che lo stesso, ove non modifichi il proprio comportamento, possa evidenziare ulteriori e più gravi condotte pericolose, ovvero commettere reati; ne consegue che l’intervento dell’autorità di Pubblica Sicurezza, consistente nell’invito a cambiare condotta, deve essere considerato urgente nell’accezione di cui al cit. art. 7.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. I, 15/05/2015, n.796

La tutela della sicurezza pubblica

L’avviso a cambiare condotta costituisce un provvedimento amministrativo adottato a fini di tutela della sicurezza pubblica e si configura quale atto presupposto rispetto ad una futura misura di prevenzione. Pertanto gli atti assunti a suo fondamento in quanto afferenti alla suddetta tutela come previsto dall’art. 3, d.m. n. 415 del 1994 sono sottratti alla disciplina dell’accesso.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 05/10/2002, n.1565

Il presupposto giuridico dell’avviso orale

Il presupposto giuridico dell’avviso orale è costituito dalla condotta del destinatario del provvedimento tale da far ritenere che lo stesso, ove non modifichi il proprio comportamento, possa evidenziare ulteriori e più gravi condotte pericolose, ovvero commettere reati. Ne consegue che l’intervento dell’autorità di Pubblica Sicurezza, consistente nell’invito a cambiare condotta, debba essere considerato urgente nell’accezione di cui all’art. 7 della legge 241/1990.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 04/09/2014, n.1427

Diffida del questore ai soggetti pericolosi

Pur se l’istituto della diffida del questore ai soggetti pericolosi inviati a cambiare condotta è stato soppresso dall’art. 1 l. 3 agosto 1988 n. 327 con cessazione di efficacia delle diffide in corso all’entrata in vigore della stessa legge, la stessa disposizione (al comma 3) ha stabilito che alle diffide emanate nell’ultimo triennio agli effetti dell’art. 3 l. 27 dicembre 1956 n. 1423 è attribuita l’efficacia di cui all’art. 5 legge n. 327 del 1988 cit., con la conseguenza che contro atto di tal genere il ricorso mantiene astrattamente il proprio interesse per eliminare gli eventuali effetti lesivi riconducibili all’avviso.

T.A.R., (Veneto) sez. I, 27/08/1990, n.879

Diffida a cambiare condotta: presupposto

Seppure la pericolosità sociale, quale presupposto che legittima la diffida a cambiare condotta ex art. 1 l. 27 dicembre 1956 n. 1423, non vada desunta necessariamente da precedenti penali, ma anche comportamenti di portata generale, costituenti mero indizio o sospetto di rilevante possibilità che il soggetto violi determinati precetti penali, occorre tuttavia che dell’esistenza di tali comportamenti vi sia, e venga data, certezza e non presunzione e probabilità.

T.A.R. Palermo, (Sicilia), 31/05/1988, n.384

L’intervento dell’autorità di pubblica Sicurezza

La comunicazione di avviso orale rappresenta un atto avente natura ed efficacia monitoria, per il quale non è necessaria la comunicazione ex art. 7 l. n. 241 del 1990. Il presupposto giuridico dell’avviso orale è infatti costituito dalla condotta del destinatario del provvedimento tale da far ritenere che lo stesso, ove non modifichi il proprio comportamento, possa evidenziare ulteriori e più gravi condotte pericolose, ovvero commettere reati. Ne consegue che l’intervento dell’autorità di pubblica Sicurezza, consistente nell’invito a cambiare condotta, debba essere considerato urgente nell’accezione di cui all’art. 7 cit.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 04/09/2014, n.1427

Il questore può diffidare una persona a cambiare condotta?

L’art. 1, l. 27 dicembre 1956 n. 1423 – per il quale il questore può diffidare taluna persona a cambiare condotta, per l’adozione, in caso contrario, delle misure di prevenzione – richiede che l’autorità di p.s. non si limiti a riportare la formula stereotipa del giudizio astratto, in detta norma contenuto, ma individui concreti fatti di condotta, tali da non essere ragionevolmente ascritti ad una delle ipotesi di pericolosità ivi previste.

T.A.R. Palermo, (Sicilia), 27/04/1988, n.336

Il provvedimento di sospensione della patente di guida

È legittimo il provvedimento di sospensione della patente di guida adottato dal Prefetto ai sensi dell’art. 91 c. strad. nei confronti di una persona che, pur diffidata dal Questore a cambiare condotta (a norma dell’art. 1 l. 27 dicembre 1956 n. 1423), continui a frequentare pregiudicati, a non lavorare ed a conservare un tenore di vita incompatibile con la mancanza di un’occupazione fissa.

T.A.R., (Sardegna), 10/10/1979, n.267

Il mancato invio della comunicazione di avvio del procedimento

La mancata audizione dell’interessata che si traduce nella mancata applicazione delle garanzie partecipative di cui all’art. 7 della legge n. 241/1990, per mancato invio della comunicazione di avvio del procedimento, non rende illegittimo l’avviso orale, poiché quest’ultimo è atto di natura ed efficacia eminentemente monitoria, emesso al fine di prevenire possibili fonti di pericolo per beni di valore primario.

In altri termini, il presupposto giuridico dell’avviso orale è costituito da una condotta del destinatario del provvedimento tale da far ritenere che lo stesso, ove non modifichi il proprio comportamento, possa evidenziare ulteriori e più gravi condotte pericolose, ovvero commettere reati; ne consegue che l’intervento dell’autorità di Pubblica Sicurezza, consistente nell’invito a cambiare condotta, deve essere considerato urgente nell’accezione di cui al cit. art. 7, il che esclude l’applicazione delle garanzie di partecipazione al procedimento.

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 23/11/2019, n.570

Avviso orale: richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento?

L’avviso orale ex art. 3, d.lg. 159/2011 costituisce un atto avente natura ed efficacia monitoria e non richiede la previa comunicazione ex art. 7, l. 7 agosto 1990 n. 241, poiché il presupposto giuridico dell’avviso orale è costituito da una condotta del destinatario del provvedimento tale da far ritenere che lo stesso, ove non modifichi il proprio comportamento, possa evidenziare ulteriori e più gravi condotte pericolose, ovvero commettere reati; ne consegue che l’intervento dell’autorità di Pubblica Sicurezza, consistente nell’invito a cambiare condotta, deve essere considerato urgente e tale quindi da giustificare ex se l’omissione contestata.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 07/05/2018, n.614



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