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Nomina curatore dell’eredità: ultime sentenze

11 Settembre 2020
Nomina curatore dell’eredità: ultime sentenze

Obbligo d’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri eredi; quota di spettanza degli altri chiamati non accettanti; esistenza di una curatela.

L’accettazione dell’eredità

L’accettazione dell’eredità da parte di uno dei chiamati preclude la possibilità di instaurare il procedimento per la nomina di un curatore dell’eredità giacente rispetto alla quota di spettanza degli altri chiamati non accettanti.

Cassazione civile sez. II, 22/02/2001, n.2611

La difesa processuale dei diritti successori

Il chiamato all’eredità, anche se non in possesso dei beni ereditari, può costituirsi in giudizio per la difesa processuale dei diritti successori contro le azioni promosse da terzi senza che vi sia bisogno della nomina di un curatore dell’eredità giacente, poiché vi è alternatività e non sussidiarietà tra i poteri del chiamato all’eredità ex art. 460 c.c., prima dell’accettazione, e quelli del curatore dell’eredità giacente nominato ai sensi dell’art. 528 c.c.

Cassazione civile sez. II, 29/08/1991, n.9228

Interruzione del processo per morte della parte

Qualora l’atto di riassunzione del giudizio interrotto per morte della parte sia stato notificato nei confronti del solo chiamato all’eredità, che, lamentando il proprio difetto di “legitimatio ad causam”, abbia successivamente rinunziato all’eredità, la sentenza di primo grado è nulla attesa l’efficacia retroattiva della rinunzia all’eredità con la conseguenza che il giudice d’appello deve rimettere il giudizio al primo grado, ai sensi dell’art. 354 cod. proc. civ., per consentire la regolarizzazione del contraddittorio, eventualmente previa nomina di un curatore dell’eredità giacente.

Cassazione civile sez. II, 26/11/2014, n.25151

Rinuncia all’eredità dei chiamati

In caso di morte di una parte nel corso del giudizio, i suoi successori a titolo universale sono tutti litisconsorti necessari quando abbiano acquistato la qualità di eredi per accettazione espressa o tacita non essendo sufficiente la semplice chiamata all’eredità. Deve, pertanto, ritenersi inammissibile il ricorso per cassazione ove non sia stato adempiuto l’ordine d’integrazione del contraddittorio disposto a seguito di rinuncia all’eredità dei precedenti chiamati, fondato sulla mera dichiarazione d’inesistenza di ulteriori eredi in quanto è onere delle parti provvedere all’individuazione degli eredi predetti e procedere, ove ne ricorrano i presupposti, alla nomina di un curatore dell’eredità giacente.

Cassazione civile sez. II, 14/11/2008, n.27274

Nomina di un curatore dell’eredità giacente

Posto che nel giudizio in cui sia stata esercitata l’azione revocatoria il debitore alienante è litisconsorte necessario del convenuto terzo acquirente, qualora il debitore sia deceduto e tutti i chiamati noti abbiano rinunciato all’eredità, l’attore deve chiedere la nomina di un curatore dell’eredità giacente ai sensi dell’art. 528 cc, nei confronti del quale proporre la domanda.

(Nella fattispecie il convenuto, citato in giudizio nella duplice veste di terzo acquirente e d’erede del debitore deceduto, aveva eccepito di avere rinunciato all’eredità; non avendo, il giudice di primo grado, ordinato l’integrazione del contraddittorio, la corte ha dichiarato la nullità della sentenza e rimesso le parti dinanzi al primo al giudice).

Corte appello Firenze sez. I, 29/08/2005, n.1185

L’obbligo di convocare all’assemblea il curatore

Ove un immobile in condominio faccia parte di un’eredità non ancora accettata, il chiamato è legittimato ad intervenire alle assemblee condominiali, mentre nessuna incombenza volta a provocare la nomina di un curatore dell’eredità giacente è configurabile in capo all’amministratore del condominio, che ha invece l’obbligo di convocare all’assemblea tale curatore ove il medesimo sia stato nominato, e di tale nomina egli abbia avuto notizia.

Cassazione civile sez. II, 01/07/2005, n.14065

Omessa presentazione della dichiarazione da parte del curatore

In tema di imposta sulle successioni, la previgente disciplina di cui al d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 637 (applicabile “ratione temporis”), non prevedeva – a differenza di quanto ora dispone l’art. 28, comma 5, d.lg. 31 ottobre 1990 n. 346, per le successioni aperte a partire dall’1 gennaio 1991 – alcun onere a carico del chiamato all’eredità di informare l’ufficio dell’avvenuta nomina di un curatore dell’eredità giacente, al fine dell’esonero dall’obbligo della dichiarazione.

Pertanto, l’esistenza di una curatela, ai sensi dell’art. 528 c.c., inibiva al chiamato, ex art. 460, comma 3, del codice medesimo, la presentazione della dichiarazione di successione – da ritenersi atto di natura conservativa – con conseguente esclusiva legittimazione del curatore al compimento dell’atto medesimo.

Ne deriva che, in caso di omessa presentazione della dichiarazione da parte del curatore, è illegittima l’irrogazione della sanzione, prevista dall’art. 50 del citato d.P.R. n. 637 del 1972, a carico del chiamato, soggetto all’epoca non obbligato, in virtù dei principi di legalità e di personalità delle sanzioni amministrative tributarie introdotti dagli art. 3 e 5 d.lg. 18 dicembre 1997 n. 472, ed applicabili ai rapporti non definiti in base alla norma transitoria di cui all’art. 25 del d.lg. medesimo.

Cassazione civile sez. trib., 09/04/2003, n.5597

Quando chiedere la nomina di un curatore dell’eredità giacente?

Posto il principio che nel giudizio in cui sia stata esercitata l’azione revocatoria il debitore alienante è litisconsorte necessario del convenuto terzo acquirente, qualora il debitore sia deceduto e tutti i chiamati noti abbiano rinunciato all’eredità, l’attore deve chiedere la nomina di un curatore dell’eredità giacente ai sensi dell’art. 528 c.c., nei confronti del quale proporre la domanda.

(Nella fattispecie il convenuto, citato in giudizio nella duplice veste di terzo acquirente e di erede del debitore deceduto, aveva eccepito di avere rinunciato all’eredità. Non avendo il giudice di primo grado ordinato l’integrazione del contraddittorio, la corte ha dichiarato la nullità della sentenza e rimesso le parti dinanzi al primo al giudice).

Corte appello Roma, 24/10/2002



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