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Pubblicazione foto su Facebook: ultime sentenze

10 Settembre 2020
Pubblicazione foto su Facebook: ultime sentenze

Fotomontaggi con scatti di conoscenti prelevate dal social network; violazione della privacy; reato di pornografia minorile; delitto di atti persecutori.

Naturismo: foto di nudo su Facebook

Deve rigettarsi il reclamo avverso l’ordinanza presidenziale con la quale il minore venga affidato, nella separazione personale dei coniugi, anche al coniuge che esponga su Facebook foto che lo ritraggono completamente nudo, potendosi tale contegno, in assenza di elementi ulteriori, qualificare come mera pratica del c.d. “naturismo”, di per sé stessa inidonea a determinare la non attitudine a svolgere i propri compiti di genitore

Corte appello Catania, 16/01/2020, n.402

Pubblicazione di una foto su Facebook

La pubblicazione di una fotografia nella pagina personale del social network Facebook, in mancanza di altre emergenze probatorie di segno contrario (come ad esempio, nel caso di una fotografia, l’indicazione sulla foto stessa del nome di una terza persona quale autore) può assurgere a presunzione grave, precisa e concordante della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare della pagina del social network nella quale le immagini sono pubblicate, per cui è permesso a chiunque accedere ai contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale e a condividerli su Facebook o sugli altri social network connessi a Facebook, ma non è consentito riprodurre e diffondere altrove tali contenuti senza il consenso del titolare dei diritti; in presenza di tali indizi si ha un’inversione dell’onere della prova per cui la titolarità dei diritti fotografici si presume in capo a chi ha pubblicato il contenuto e affinché la riproduzione non venga considerata abusiva, spetta al riproduttore dimostrare che l’uso si è basato sul prelevamento di un file digitale non coperto da diritti di proprietà intellettuale in capo a colui che ha pubblicato la fotografia su Facebook

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 01/06/2015, n.12076

Reato di trattamento illecito di dati personali

È configurabile il trattamento illecito di dati personali nell’ipotesi in cui taluno, anche solo per un breve lasso di tempo, posta su siti porno fotomontaggi realizzati a partire da foto di sue conoscenti, prelevate da Facebook, a nulla rilevando che si è trattato di una “bravata”.

La Cassazione ha confermato la condanna per l’imputato per violazione della privacy di ben 17 ragazze, nonostante avessero tutte rimesso la querela per diffamazione a seguito di uno spontaneo risarcimento di 1.300 euro ciascuna da parte del ricorrente. Per la Corte l’indiscutibile attentato all’onorabilità delle persone inconsapevolmente interessate dal fotomontaggio e l’assenza del loro consenso all’utilizzo della propria immagine sono alla base del reato previsto dall’articolo 167 del codice Privacy.

Cassazione penale sez. III, 19/06/2019, n.43534

Stalking per creazioni di falsi profili Facebook

In tema di stalking mediante creazioni di falsi profili sull’account Facebook la mancanza di prova tecnica sulla riferì vita di tale creazione all’imputato comporta l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

(Nel caso di specie la creazione da parte dell’imputato di profili Facebook  apparentemente riconducibili alla persona offesa con la quale sarebbero stati presi appuntamenti, pubblicate foto che la ritraevano, tra cui  in uno di questi profili risultavano addirittura insulti all’imputato).

Tribunale Milano sez. V, 14/11/2017, n.10945

L’amicizia su Facebook tra candidati del concorso e commissari

L’amicizia su Facebook tra candidati e commissari non invalida il concorso in quanto non è inquadrabile tra le cause di incompatibilità dei componenti della commissione di concorso. Nei pubblici concorsi, infatti, i commissari hanno l’obbligo di astenersi solo ed esclusivamente se ricorre una delle condizioni tassativamente previste dall’articolo 51 del Cpc, non essendo tale disposizione passibile di estensione analogica. Ad affermarlo è il Tar della Sardegna che ha respinto il ricorso di alcuni partecipanti al concorso docenti di materie enogastronomiche negli istituti alberghieri i quali denunciavano rapporti di colleganza e di amicizia tra alcuni concorrenti e commissari, come dimostrato da alcune foto pubblicate sui profili Facebook dei soggetti interessati che li ritraevano assieme.

Per i giudici amministrativi, tuttavia, ciò non prova nulla, poiché le cosiddette “amicizie” su Facebook non rientrano nella casistica e sono del tutto irrilevanti in quanto lo stesso funzionamento del social network consente di entrare in contatto con persone che nella vita quotidiana sono del tutto sconosciute.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 03/05/2017, n.281

Reato di atti persecutori

Integra il reato di reati di atti  persecutori contattare molestare insultare minacciare tramite il network Facebook utilizzando diversi nick names la vittima costringendola a modificare le proprie abitudini di vita. (Nel caso di specie l’imputato aveva chiesto alla persona offesa tramite Facebook di volerlo sposare e al suo diniego da minacciava di darle fuoco e con diversi nicknames pubblicava la foto della stessa con la scritta “tana di merda ti ammazzo”).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 17/03/2017, n.84

Atteggiamento contrario ai doveri coniugali

Sussiste l’addebito della separazione in capo alla moglie quando quest’ultima abbandona il tetto coniugale e tiene un atteggiamento contrario ai doveri coniugali (nella specie: ha fatto credere da commenti sul social-network Facebook di avere una relazione extra coniugale con un altro uomo, ha pubblicato sul social-network Facebook una foto con la figlia sedicenne entrambe in atteggiamento equivoco e con un abbigliamento non adatto alla loro età, ha prelevato € 15.000,00 dal conto corrente comune e lo ha speso senza comunicarlo al marito).

Tribunale Prato, 28/10/2016, n.1100

Commento alla foto pubblicata su Facebook

[Vale a integrare la fattispecie ex art. 595 c.p.] il carattere pubblico delle offese arrecate: offese certamente riconducibili in modo immediato e diretto (al convenuto), non solo per la riferita forzata condivisione con i comuni “amici Facebook” delle abitudini di vita dell’attrice e dei suoi asseriti comportamenti vessatori (…), ma anche più semplicemente per la evidente circostanza che il messaggio ingiurioso è immediatamente successivo a quello inviato dalla stessa (attrice) a commento della foto pubblicata dal comune “amico Facebook” G. F. (il quale, poi, a detta dello stesso convenuto ebbe a “cancellare” il messaggio “de quo”)”.

Tribunale Monza, 02/03/2010

La sanzione disciplinare per la pubblicazione di foto su Facebook

Facebook implica una possibile diffusione del materiale pubblicato su un profilo dell’utente a un numero imprecisato e non prevedibile di soggetti e quindi va considerato, sia pure con alcuni limiti, come un sito pubblico. È lecita, perciò, la sanzione disciplinare inflitta al militare che vi ha postato numerose foto sulle condizioni talvolta precarie in cui svolgeva la sorveglianza all’EXPO corredate da ‘fakes’: ha violato i doveri di riservatezza sottesi alla sua professione.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 12/12/2016, n.562

Diffusione di foto ritraenti minori che compiono atti promiscui con animali

Integra il reato di pornografia minorile cedere attraverso i social network Facebook una foto che ritraevano una minorenne mentre toccava il pene di un cavallo ed una fotografia che ritraeva una minorenne mentre compiva un rapporto sessuale orale con il pene di un cavallo

Tribunale Milano sez. IX, 17/11/2016, n.12298

Pubblicazione reiterata di foto o messaggi con contenuto denigratorio

Integra l’elemento materiale del delitto di atti persecutori la condotta di chi reiteratamente pubblica sui “social network” foto o messaggi aventi contenuto denigratorio della persona offesa – con riferimenti alla sfera della sua libertà sentimentale e sessuale – in violazione del suo diritto alla riservatezza .

Cassazione penale sez. V, 01/03/2019, n.26049



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8 Commenti

  1. Io non tollero assolutamente quei genitori che condividono le foto dei loro figli sui social. Ma si rendono conto che espongono i propri figli alla rete e a gente magari malata che può usare quelle immagini per scopi inimmaginabili? Io amo fare foto anche con i più piccoli ma non le posto mai sul web, perché non credo sia corretto.

  2. Partiamo dal fatto che io amo fare fotografie e amo postarle sui social.Ma a tutto c’è un limite anche per me. C’è un ragazzo che cerca di fare colpo su di me che condivide sui social qualsiasi cosa. Cioè è un’ossessione. Siamo in compagnia, foto. Arriva una bevanda alcolica, foto. Ordina il dolce, foto. Ci spostiamo di un metro, foto… Ho provato a superare questa cosa, ma proprio non ci riesco. E, quindi, meglio amici. Vi immaginate in un momento romantico: foto! Oddio, no!!! E poi dicono che sono le ragazze quelle ossessionate dai selfie

  3. Ragazzi, il web si nutre di quello che voi pubblicate. Io, per esempio, sono una persona molto discreta. Condivido ogni tanto qualche foto, qualche live e qualche storia solo quando ne vale la pena. Poi, un’altra cosa sono gli influencer. Ma finitela di fare le blogger dei poveri. Il web è pieno di persone che condividono qualsiasi cosa. Se non avete nulla da dire, è inutile che pubblicate cose a raffica sperando di aumentare il numero dei followers e di postare foto squallide in cui chiaramente la vostra dignità è messa sotto i piedi.

  4. Discutendo con una mia amica, l’altro giorno, si parlava delle foto postate su Facebook. Lei riteneva che non avrei dovuto pubblicare una certa foto, mentre io ero davvero tranquillo di non dare fastidio a nessuno. Ora, mi spiegate, quali foto non posso pubblicare su Facebook?

    1. Ecco alcuni esempi di foto che non puoi pubblicare su Facebook:
      un’immagine in cui una persona non famosa sia riconoscibile e visibile da un pubblico indistinto e non controllabile senza l’autorizzazione del soggetto interessato: è violazione della privacy;
      un’immagine che mostra il volto di un minore, visibile da un pubblico indistinto e non controllabile, senza l’autorizzazione dei genitori;
      un’immagine che ritrae una persona non famosa isolata dal contesto e senza l’autorizzazione dell’interessato;
      un’immagine che ritrae una persona non famosa anche in una porzione piccola della foto (ripresa da lontano) ma con il volto riconoscibile (conta la dimensione logica, non la dimensione fisica).

    2. Ed ecco, invece, gli esempi delle foto che puoi pubblicare su Facebook senza chiedere l’autorizzazione di persone estranee:
      l’immagine di una persona non famosa il cui volto è riconoscibile ma inserito in un contesto la cui visione è limitata ad un pubblico circoscritto ed identificato (ad esempio visibile da una cerchia ristretta di amici e non a chiunque visiti la mia pagina). In questo caso si può parlare non di pubblicazione ma di uso privato della foto;
      l’immagine di un luogo pubblico o di un evento in cui una o più persone siano riconoscibili purché non siano determinanti all’economia della foto, cioè che non siano in primo piano ma ritratte in modo accidentale (ad esempio: fotografo il Colosseo e nell’immagine si vedono dei passanti ritratti per caso);
      l’immagine di persone isolate da un contesto ma il cui volto non è riconoscibile;
      l’immagine di una parte del corpo di un’altra persona che non sia il volto (fate voi l’esempio che vi venga in mente). La legge, infatti, tutela la privacy del volto, non di altri dettagli che una persona qualunque non sarebbe in grado di identificare;
      l’immagine di un minore il cui volto non è riconoscibile;
      l’immagine la cui pubblicazione sia connessa a finalità normalmente estranee a chi pubblica su Facebook. Si tratta di finalità di giustizia, di polizia, scientifiche, culturali o didattiche.

  5. Come posso far rimuovere un’immagine di mio figlio da Facebook? Ho già provato a contattare l’autore della pubblicazione chiedendogli, “con le buone”, l’immediata cancellazione.

    1. La pubblicazione della foto di un minore è sempre vietata a prescindere dagli scopi e dalle intenzioni. Pubblicare una foto di minori senza autorizzazione dei genitori viola non solo la legge italiana e tutte le convenzioni internazionali sui diritti del fanciullo, ma anche le condizioni contrattuali di Facebook stesso (le trovi qui). Quindi, se il responsabile non ti ha dato ascolto, puoi “denunciarlo” al social network aprendo una segnalazione ufficiale a questo link. Clicca su «foto e video». Per segnalare una foto o un video:
      clicca sulla foto o sul video per ingrandirne la visualizzazione.
      posiziona il cursore sulla foto o sul video e clicca su Opzioni in basso a destra;
      clicca su Segnala foto per le foto o Segnala video per i video;
      seleziona l’opzione che descrive meglio il problema e segui le istruzioni visualizzate sullo schermo.
      Attenzione però: Facebook prende in considerazione solo le segnalazioni per bambini con meno di 13 anni. Quindi se tuo figlio non ha superato 12 anni e vuoi chiedere la rimozione di un’immagine che lo vede ritratto devi compilare questo modulo. Se invece tuo figlio ha un’età compresa fra i 13 e i 17 anni, per quando la tua preoccupazione di genitore possa essere comprensibile, Facebook dichiara di non poter intervenire; la segnalazione può essere effettuata solo dal diretto interessato, ossia dal giovane salvo che questi non sia in grado, mentalmente o fisicamente, di effettuare lui stesso la segnalazione. Ti consigliamo di parlare con tuo figlio del problema e di aiutarlo a inviare la sua richiesta di rimozione del contenuto. La legge americana però è diversa da quella italiana e da noi si diventa maggiorenni solo a 18 anni.
      Se Facebook non prende in considerazione la tua richiesta e il colpevole ha ignorato il tuo messaggio, puoi fare una denuncia alla polizia postale o ai carabinieri. In questo caso sporgerai querela contro il responsabile, chiedendo che si proceda penalmente nei suoi confronti. In tale ipotesi sappi che potrai anche agire per ottenere il risarcimento del danno per conto di tuo figlio.

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