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Violazione diritto di visita del padre: ultime sentenze

9 Settembre 2020
Violazione diritto di visita del padre: ultime sentenze

Relazioni negative redatte da psichiatra e assistenti sociali; interesse del minore; elusione del dovere di rispettare le decisioni del giudice civile sull’affidamento e l’esercizio dei diritti inerenti la potestà genitoriale.

Le relazioni tra genitori e figli

È necessario che lo Stato adempia gli obblighi positivi che impongono l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire il rispetto della vita familiare. Per essere adeguate, tali misure devono essere attuate rapidamente in quanto il trascorrere del tempo può compromettere irrimediabilmente le relazioni tra genitori e figli. Nonostante il Tribunale italiano competente abbia riconosciuto al ricorrente un ampio diritto di visita nei riguardi del figlio minore, tale diritto è stato esercitato in maniera assai limitata a causa delle relazioni negative redatte da psichiatra e assistenti sociali, legati da rapporti di colleganza con la madre del minore.

Sarebbe stato necessario, in particolare, disporre una seconda perizia sul ricorrente atteso che la prima, estremamente negativa, manca del requisito dell’imparzialità. Pertanto, nella vicenda in esame non sono stati profusi gli sforzi necessari e sufficienti per garantire l’effettività del diritto di visita del padre. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha, dunque, condannato il Governo italiano per la violazione dell’art. 8 Cedu.

Corte europea diritti dell’uomo sez. IV, 17/11/2015, n.35532

Diritto al rispetto della vita familiare

Sussiste una violazione dell’art. 8 Cedu sul diritto al rispetto della vita familiare, allorché uno Stato contraente non si impegni a mettere in atto tutte le misure necessarie a mantenere il legame familiare tra padre e figlio minore, attraverso un concreto ed effettivo esercizio del diritto di visita nel contesto di una separazione legale tra i genitori.

Corte europea diritti dell’uomo sez. II, 29/01/2013, n.25704

Come ristabilire i rapporti con il figlio minore

Sussiste violazione del diritto alla vita familiare (art. 8 della Convenzione) per la lesione subita dal padre divorziato al diritto di visita al figlio minore. La Corte EDU, infatti, pur riconoscendo la difficoltà e la delicatezza del caso e la necessità da parte dello Stato di un certo margine di discrezionalità, ha affermato che il comportamento tenuto dell’autorità giudiziaria, che aveva delegato ai servizi sociali la concreta gestione della questione senza svolgere verifiche efficaci e tempestive sull’esecuzione dei propri provvedimenti – con particolare riferimento al diritto di visita del padre – è ridondato in danno del ricorrente, il quale – trascorsi gli anni – è stato messo innanzi al fatto compiuto.

La Corte ha pertanto constatato la violazione dell’art. 8 Cedu in ragione della lunghezza delle procedure e della inefficacia delle misure adottate per far rispettare il diritto di visita del ricorrente o, almeno, per permettergli di ristabilire i rapporti con il figlio minore.

Corte europea diritti dell’uomo sez. II, 02/11/2010, n.36168

Valutazione di responsabilità della madre

Ai fini della valutazione di responsabilità della madre per violazione dell’art. 388 c.p. in relazione al diritto di visita del padre con il figlio minore, è sufficiente che vi sia anche un solo atto che riveli la dolosa elusione del dovere di rispettare le decisioni del giudice civile sull’affidamento e l’esercizio dei diritti inerenti la potestà genitoriale.

Cassazione penale sez. VI, 04/06/2010, n.32562

Sottrazione internazionale dei minori

In tema di sottrazione internazionale di minori da parte di un genitore, la convenzione de L’Aia del 25 ottobre 1980 sugli effetti civili della sottrazione internazionale dei minori, ratificata e resa esecutiva in Italia con l. n. 64 del 1994, distingue nettamente, accordando loro una tutela differenziata, il diritto di affidamento o di custodia dal diritto di visita, in quanto per la violazione del primo è sancito l’immediato ritorno del minore nello Stato di residenza abituale, mentre per l’altra fattispecie, difettando il presupposto dell’illiceità del trasferimento o del trattenimento del minore, la convenzione si limita a disporre che, con l’ausilio dell’autorità centrale, al genitore non affidatario sia garantito l’effettivo esercizio del diritto di visita, anche attraverso una ridefinizione delle relative modalità (nella specie, è stato confermato il decreto del tribunale per i minorenni che, dichiarato violato da parte della madre affidataria il diritto di visita del padre, ne ha ordinato il ripristino, disponendo che il padre incontri la figlia secondo il contenuto dell’accordo intercorso fra le parti, e indicandone le modalità).

Cassazione civile sez. I, 02/07/2007, n.14960

Regolamentazione del diritto di visita del genitore non affidatario

Il riconoscimento in Italia del provvedimento di affidamento di minori emesso dalla competente autorità di uno degli Stati vincolati dalla convenzione europea del Lussemburgo 20 maggio 1980, ratificata con l. 15 gennaio 1994 n. 64, in una con la regolamentazione del diritto di visita del genitore non affidatario, può essere pronunciato anche in via preventiva, vale a dire senza che venga dedotta alcuna violazione del provvedimento straniero, ma con riguardo all’eventualità che violazioni dello stesso possano verificarsi in futuro.

In ogni caso, peraltro, il Tribunale per i minorenni, cui spetta decidere in camera di consiglio, senza tuttavia che occorra sentire anche le persone presso le quali il minore si trova, trattandosi di riconoscimento preventivo, deve verificare se non sussista alcuno dei casi di rifiuto previsti dall’art. 10 della convenzione cit. e se la domanda rispetti i requisiti di cui all’art. 13 della stessa convenzione, sicché la richiesta può essere accolta qualora gli effetti della decisione non siano manifestamente incompatibili con i principi fondamentali che reggono, in Italia, il diritto di famiglia e dei minori, e non contrastino con decisioni pregresse del giudice italiano o con l’interesse del minore, e risulti, inoltre, il passaggio in giudicato del provvedimento estero, adottato in costanza di difesa della parte controinteressata (nella specie, la minore era stata affidata alla madre, cittadina belga ed in Belgio residente, dal giudice belga, con contestuale regolamentazione del diritto di visita del padre, cittadino italiano e residente in Italia.

Tribunale minorenni Roma, 12/06/1996

Corte EDU: le autorità nazionali 

Le autorità nazionali sono tenute, a fronte della disgregazione del nucleo familiare, a garantire il diritto di visita del genitore non convivente con il figlio minore, con la sollecita adozione di misure specifiche e adeguate alla vicenda di riferimento, tanto più a fronte della mancata collaborazione dell’altro genitore.

(Nella specie, la corte ha affermato la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare da parte dello Stato italiano, le cui autorità giudiziarie hanno tollerato per circa quattro anni che la madre, con il suo comportamento, impedisse l’instaurarsi di una vera relazione tra il padre e il figlio, senza adottare le misure adeguate al ripristino di regolari incontri tra i due, ma limitandosi reiteratamente e con formule stereotipate a confermare i propri provvedimenti, a richiedere informazioni e a disporre il monitoraggio della situazione; ciò con riferimento ad un periodo iniziale, mentre la violazione è stata esclusa per il periodo successivo, allorché i servizi sociali avevano apprestato le misure richieste per l’esercizio del diritto di visita paterno, cui però quest’ultimo si era ingiustificatamente sottratto).

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 15/09/2016, n.43299

La condotta del genitore affidatario del minore

Integra il reato di mancata esecuzione dolosa del provvedimento del giudice civile la condotta del genitore affidatario del minore che, anche con un solo atto elusivo e che riveli nell’agente la consapevolezza di eludere le disposizioni giudiziali, non ottemperi le prescrizioni sull’affidamento e sull’esercizio dei diritti inerenti la potestà genitoriale.

Cassazione penale sez. VI, 04/06/2010, n.32562

Atteggiamento di ritrosia del figlio ad incontrare il genitore

Ai fini della valutazione di responsabilità della madre per violazione dell’art. 388 c.p. in relazione agli obblighi di visita del figlio minore con il padre, l’atteggiamento di ritrosia manifestato dal figlio ad incontrare il padre fa escludere la responsabilità del genitore per la mancata esecuzione dolosa del provvedimento del giudice della separazione.(Fattispecie in tema di omessa consegna del figlio da parte della madre negli orari di visita previsti dal provvedimento di separazione a favore del padre).

Tribunale Monza sez. uff. indagini prel., 17/09/2008

Compromissione del diritto di visita del genitore non affidatario

Dall’esame della convenzione dell’Aja 25 ottobre 1980 si ricava che in questa, per le vicende relative alla sottrazione internazionale di minore, sono tracciati percorsi assai differenti in ragione della diversa natura del diritto del genitore che si assume leso. In particolare, in caso di violazione del diritto di custodia attribuito al medesimo genitore in via esclusiva o congiunta, obiettivo della Convenzione è quello di ripristinare la situazione preesistente alla sottrazione, consentendo al minore stesso di tornare prima che sia possibile, a vivere con il genitore al quale è stato illecitamente sottratto.

Diversamente, nel caso in cui sia compromesso il diritto di visita del genitore non affidatario, l’obiettivo della Convenzione, difettando il presupposto della illiceità del trasferimento, è garantire a quest’ultimo, con l’ausilio dell’autorità centrale, l’effettività dell’esercizio del suo diritto o, in alternativa, alla luce del diverso contesto ambientale in cui egli sia stato trasferito.

Cassazione civile sez. I, 04/04/2007, n.8481

Violazione degli obblighi concernenti il diritto di visita dell’altro genitore

Il trasferimento all’estero del coniuge affidatario di un minore non integra, di per sé, gli estremi del delitto di cui all’art. 388 c.p., per violazione degli obblighi concernenti il diritto di visita dell’altro genitore, poiché la convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980, resa esecutiva con l. n. 64 del 1994, attribuisce al coniuge affidatario di un minore il diritto di stabilire la propria residenza all’estero; però il diritto di visita del genitore non affidatario gode di una tutela affievolita, potendo egli esigere l’immediato rientro in patria del minore soltanto in presenza di violazioni del diritto di affidamento o custodia, ed in difetto, potendo unicamente chiedere che gli sia garantito l’effettivo esercizio del diritto di visita, anche tramite una ridefinizione delle relative modalità.

Cassazione penale sez. VI, 06/06/2008, n.31717



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