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Amministratore di sostegno e tutore: quali differenze

8 Agosto 2020
Amministratore di sostegno e tutore: quali differenze

Quando una persona è incapace di provvedere a se stessa è possibile rivolgersi al giudice.

Hai un genitore anziano e vedovo. Da qualche mese, hai notato che non ci sta più con la testa: dimentica di pagare le bollette, non prende le pillole, gioca troppi soldi al gratta e vinci, acquista cose costose e inutili, ecc.. Sei preoccupato perché temi, da un lato, che possa rimanere vittima di qualche raggiro e, dall’altro lato, che possa dilapidare l’intero patrimonio di famiglia. Hai intenzione, quindi, di rivolgerti al giudice per chiedere la nomina di una persona che possa assistere tuo padre nella gestione delle pratiche quotidiane, prima che sia troppo tardi. Oppure pensa al minorenne che ha perso entrambi i genitori in un incidente stradale. In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sulle figure dell’amministratore di sostegno e del tutore: quali differenze ci sono? Quali compiti svolgono? Come vengono nominati? Si tratta, infatti, di due istituti ben distinti: mentre il primo è tenuto a collaborare con il beneficiario, valutando i suoi bisogni e le sue aspirazioni, il tutore, invece, si sostituisce all’interdetto. Se desideri sapere qualcosa in più sull’argomento, non perdere altro tempo e prosegui nella lettura.

La figura dell’amministratore di sostegno

Prima di scendere nel particolare, cerchiamo di delineare per bene le figure oggetto di questo articolo. Partiamo dall’amministratore di sostegno, una figura nominata dal giudice allo scopo di assistere una persona affetta da una infermità fisica o psichica che gli impedisce, in concreto, di prendersi cura del propri interessi. Pensa, ad esempio, ad un disabile, ad una persona anziana, ad un malato in fase terminale, ecc..

Ebbene, l’amministratore di sostegno ha il compito preciso di assistere questi soggetti nello svolgimento degli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione senza, tuttavia, limitare la loro capacità di agire.

La domanda per la nomina dell’amministratore di sostegno può essere presentata:

  • dal beneficiario;
  • dal coniuge o dal convivente;
  • dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo grado;
  • dal tutore o dal curatore del beneficiario;
  • dal pubblico ministero;
  • dai responsabili dei servizi sanitari e sociali.

L’istanza si presenta in tribunale con un ricorso nel quale devono essere riportati i dati del beneficiario e, in particolare, le informazioni relative al suo stato di salute psicofisica. Spetta poi al giudice tutelare esaminare la domanda ed ascoltare sia il beneficiario sia i familiari, nonché il pubblico ministero. Entro 60 giorni, il giudice emette il un decreto con cui nomina un amministratore di sostegno e specifica:

  • se l’incarico è a tempo determinato o indeterminato;
  • quali atti può compiere l’amministratore di sostegno e quali atti può compiere il beneficiario con la sua assistenza;
  • qual è il limite di spesa per l’amministratore;
  • il termine entro cui l’incaricato deve riferire al giudice l’attività svolta e le condizioni del beneficiario.

Il giudice nomina come amministratore di sostegno i familiari del beneficiario o, comunque, persone a lui vicine che siano in grado di prestargli assistenza (ad esempio, il coniuge, il padre, la madre, il figlio, i fratelli, un parente, ecc.). In presenza di gravi motivi o per altre ragioni, il giudice può nominare anche una persona diversa. Il soggetto nominato ha il dovere di accettare l’incarico, salvo dispensa (ad esempio, il genitore di tre figli minori può non accettare avendo già dei bambini di cui occuparsi). 

L’incarico di amministratore di sostegno viene svolto gratuitamente, il giudice può comunque corrispondere, previa istanza, una indennità in base al patrimonio del beneficiario e alla difficoltà del lavoro.

La figura del tutore

La tutela è uno strumento pensato per proteggere le persone più fragili e incapaci di provvedere a sé stesse. È il caso del minorenne (quando entrambi i genitori sono deceduti o non possono esercitare la responsabilità genitoriale) e dell’interdetto (cioè colui che si trova in uno stato di infermità mentale).

Quindi, il tutore è una persona nominata dal giudice tutelare che si sostituisce completamente all’incapace per compiere atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.

La nomina può avvenire su domanda dei familiari dell’incapace oppure d’ufficio, cioè su iniziativa del giudice (ad esempio, se i genitori del minorenne sono morti).

Nella prassi, il tutore viene scelto tra i familiari più vicini (ad esempio, il coniuge, il convivente, il genitore, ecc.). In presenza di gravi motivi o di un conflitto di interessi, il giudice può affidare la tutela ad una persona estranea. Il tutore assume la piena responsabilità della persona che gli viene affidata e ha il potere di amministrarne i beni. Per il compimento di alcuni atti, come ad esempio gli investimenti o la riscossione di capitali, l’acquisto di determinati beni, la cancellazione di ipoteche, ecc., il tutore deve necessariamente essere autorizzato dal giudice tutelare.

Una volta nominato, il tutore deve accettare l’incarico (salvo dispensa) e adempiere ai suoi doveri con diligenza. Deve, altresì, tutelare gli interessi del beneficiario e occuparsi del minorenne o dell’interdetto a titolo gratuito. Il giudice, tuttavia, può riconoscere una indennità se si tratta di casi particolarmente difficili.

Amministratore di sostegno e tutore: quali differenze

A questo punto, tiriamo le somme e vediamo quali sono le principali differenze che corrono tra i due istituti: 

  • amministratore di sostegno: il beneficiario mantiene con l’amministratore un rapporto di collaborazione, nel senso che quest’ultimo ha il compito di informare tempestivamente il primo degli atti da compiere e deve tener conto dei suoi bisogni senza limitare in alcun modo la sua capacità di agire;
  • tutore: è un rappresentante legale che si sostituisce totalmente al beneficiario (in quanto incapace di agire) nel compimento degli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione e si prende cura della sua educazione e istruzione.


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