Il decreto Agosto è pronto, ecco tutte le novità

7 Agosto 2020
Il decreto Agosto è pronto, ecco tutte le novità

I principali aggiustamenti sul blocco dei licenziamenti e sul bonus ristorante.

Niente bonus consumi/ristorante per far spazio agli sgravi fiscali per le assunzioni al Sud Italia. Trovato l’accordo anche sul tanto discusso blocco dei licenziamenti. Il testo del decreto Agosto è completo e oggi sarà discusso in Consiglio dei ministri. Le divergenze interne alla maggioranza su alcuni temi del nuovo pacchetto di misure a sostegno di lavoratori e imprese avevano fatto temere che non si riuscisse a trovare la quadra. Il provvedimento, invece, è pronto al varo. Alcune delle questioni anticipate nei giorni scorsi sono rimaste intatte, ma ci sono anche diverse novità.

Ristorazione

Al posto del bonus consumi/ristoranti, previsto un bonus a fondo perduto calcolato con una percentuale variabile sulla perdita di fatturato e corrispettivi determinata tra giugno 2020 e giugno 2019. La percentuale è indicata dal Sole 24 Ore di oggi in queste misure: 20% fino a 400mila euro di ricavi o compensi, 15% per chi è oltre i 400mila euro e fino a un milione, 10% per chi è oltre questa soglia. Sarà destinato solo ai ristoranti e le attività commerciali dei centri storici.

Da capire, invece, quanti fondi ci sono a disposizione per l’aiuto, anche questo compreso nel testo del decreto Agosto, che era stato chiesto dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova per i ristoratori con menu a base di prodotti made in Italy.

Blocco dei licenziamenti

Compromesso raggiunto sulla proroga del divieto di licenziare. Permarrà per tutte le aziende che ricorreranno alla cassa integrazione Covid, per tutta la durata dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale. Esonero contributivo al 100% per massimo quattro mesi per tutte le imprese che non usufruiranno della Cig Covid, ma che l’hanno usata a maggio e giugno: per i quattro mesi o comunque per tutta la durata dell’esonero contributivo non potranno licenziare.

Sul blocco dei licenziamenti c’erano state forti frizioni interne alla maggioranza (leggi qui: Tutte le ipotesi sul blocco licenziamenti), con i sindacati sul piede di guerra, pronti allo sciopero generale (leggi qui: Blocco dei licenziamenti, i sindacati lanciano l’allarme).

Nel testo, non c’è un rimando diretto e preciso alla scadenza del blocco dei licenziamenti, oggetto di forti scontri nell’Esecutivo. La questione è stata risolta decidendo che non si può licenziare mentre si sta facendo ricorso alla cig. Sostanzialmente, il termine del divieto dipenderà dall’inizio del ricorso alla cassa integrazione.

Per esempio, se si usufruirà della cassa Covid dal 20 luglio, il blocco dei licenziamenti andrà avanti per tutte le 18 settimane successive, periodo massimo di utilizzo dell’ammortizzatore, quindi fino al 23 novembre. Altrimenti, laddove la utilizzi a partire da fine agosto, il divieto di licenziamento coprirà l’intero 2020.

Fiscalità di vantaggio al Sud

L’altra novità è l’insieme delle agevolazioni per le assunzioni al Sud. Chi in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna regolarizzerà un precario o farà nuovi contratti stabili pagherà il 30% di contributi in meno (premi e contributi Inail esclusi), a partire dal primo ottobre.

La proposta era stata avanzata dal ministro per il Mezzogiorno Giuseppe Provenzano. A disposizione un miliardo e 200 milioni per il 2020, quattro miliardi per il 2021. Si parla di farla diventare una costante, attingendo al tesoretto del Recovery Fund.

Operatori turistici

Stop temporaneo alla seconda rata Imu 2020 per stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, termali, immobili della categoria D/2, agriturismo, villaggi, ostelli, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case vacanze, B&B, residence e campeggi, ma solo se proprietario e gestore dell’attività coincidono.

La sospensione riguarda anche i beni destinati a spettacoli cinematografici e teatrali e durerà fino al 2022. Come spiega Il Sole, sale al 65% per il 2020 e il 2021 il tax credit per riqualificare alberghi e strutture ricettive. Per le spese sostenute nel 2020 il tax credit sarà liquidato in unica soluzione. Potranno accedere al credito d’imposta anche agriturismi, strutture ricettive all’aria aperta e stabilimenti termali.

Comuni, Province, Regioni

Per Comuni e Province c’è 1,4 miliardi per ripianare le perdite causate dall’emergenza sanitaria. Lo stop al pagamento di alcuni tributi ha infatti messo in serio pericolo la solidità finanziaria degli enti locali. Si rimedia con un capitolo di risorse che andrà prevalentemente ai municipi (1,020 miliardi) e nella restante misura alle Province (450 milioni ). Le perdite di gettito fiscale, però, dovranno essere documentate.

Risorse a disposizione anche per le Regioni: 1,7 miliardi per quelle a statuto ordinario, 2,6 per quelle a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano.

Prestiti alle piccole e medie imprese

Quanto alle piccole e medie imprese viene prorogata la moratoria, scattata con il decreto Cura Italia, per i prestiti fino al 31 gennaio 2021 (la precedente scadenza era fissata a settembre). Per il comparto turistico, si avrà tempo fino al 31 marzo per pagare le rate dei mutui. Prorogato anche lo stop alle segnalazioni a sofferenza alla Centrale rischi di Banca d’Italia.

La moratoria, come ricorda il quotidiano di Confindustria, riguarda le revoche per aperture di credito e prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti al 29 febbraio 2020 o, se superiori, al 17 marzo 2020; alla durata dei prestiti non rateali; al pagamento delle rate o dei canoni di leasing per i mutui e gli altri finanziamenti con rimborsi a rate, anche perfezionati tramite cambiali agrarie.

Deroga antitrust su concentrazioni

Si allentano le maglie del controllo antitrust. Il dl introduce una deroga relativa alle aziende in difficoltà. In pratica, si chiude un occhio sulle concentrazioni finalizzate a salvare posti di lavoro.

Aiuti di Stato

Nuovo intervento per Monte dei paschi di Siena per il rilancio dell’istituto di credito. Verrà finanziato con il miliardo e mezzo da destinare alle controllate dello Stato per aumenti di capitale e strumenti di patrimonializzazione.

Il decreto si occupa anche di Alitalia e dell’avvio della newco dal capitale iniziale di dieci milioni di euro e una veloce stesura del piano industriale, che dovrà poi passare a Bruxelles per l’ultima parola. Qualora fosse bocciato, la newco verrebbe messa in liquidazione.



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