Coronavirus, l’Italia si prepara alla seconda ondata

7 Agosto 2020
Coronavirus, l’Italia si prepara alla seconda ondata

Le linee guida del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) con le misure di prevenzione per l’autunno.

La situazione dei contagi è buona, dice l’ultimo report di Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute, nonostante i molti focolai sparsi per tutto il Paese (leggi qui: Coronavirus, quanti sono i focolai attivi in Italia). La tendenza, però, è all’aumento dei casi: già ieri se ne sono registrati oltre 400, in rialzo netto rispetto ai dati giornalieri delle ultime settimane.

Di seconda ondata di Coronavirus in autunno, in termini di probabilità, si parla da tempo e l’Italia vuole arrivare preparata a questo eventuale appuntamento. Per questo motivo il ministero della Salute, d’accordo con l’Iss, ha messo a punto un documento, inviato a Regioni e Comitato tecnico scientifico (Cts), in cui ci si prepara allo scenario peggiore, prevedendo una serie di accorgimenti nel caso in cui la circolazione del virus, mai interrotta, tornasse massiccia e preoccupante, ai livelli della fase più calda dell’emergenza sanitaria.

Già il decreto Rilancio sbloccava un miliardo per 3800 posti letto in terapia intensiva e 4225 in sub intensiva. Ora arrivano vere e proprie linee guida per gestire il temuto ritorno del Covid, che in alcuni Stati anche europei è già iniziato. Si parla, per esempio, di mettere da parte una riserva di mascherine e garantire dispositivi di protezione individuale a medici e personale sanitario, che dovrà essere adeguatamente formato per fronteggiare la possibile nuova ondata.

Il decreto impone di ricorrere velocemente a lockdown locali, per blindare nuove potenziali zone rosse. Isolare e tracciare diventano parole chiave, siano esse riferite a focolai più o meno consistenti in alcune aree geografiche o al singolo cittadino: massima attenzione ai positivi attraverso una migliore gestione delle quarantene, per esempio con il potenziamento dei Covid hotel e, in generale, di tutte le strutture per l’isolamento fiduciario, molte rimaste pressoché inutilizzate.

Andrà migliorato anche il contact-tracing, cioè la ricostruzione dei contatti avuti da chi è risultato positivo, dal momento che l’app Immuni è stata scaricata da meno di cinque milioni di italiani.

Come ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, in un’informativa ieri al Senato, lo scenario per ora non è preoccupante, ma il rischio zero non esiste. Oggi, intanto, potrebbe arrivare il nuovo dpcm, anch’esso improntato a una linea prudente, per quanto riguarda trasporti e riaperture (abbiamo anticipato i contenuti qui: Treni, discoteche e crociere, ecco il nuovo dpcm).



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