Scuola: ok del Mef a 85mila assunzioni

7 Agosto 2020
Scuola: ok del Mef a 85mila assunzioni

Via libera da Gualtieri per 84.808 docenti a tempo indeterminato: lo comunica la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Previsti anche 11.000 Ata.

«La bella notizia è arrivata. Assumeremo 84.808 docenti. Il compito del Governo è assumere i precari e ci siamo riusciti». Sono le parole del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante la puntata di “In Onda” su La7.

La ministra, ospite nella trasmissione televisiva, spiega: «Ho chiesto al Mef di assumere 85 mila docenti. Stasera è arrivata risposta la risposta di Gualtieri, abbiamo l’autorizzazione ad assumerne 84.808. Poi ci sono 11.000 Ata».

Stando alle dichiarazioni del ministro, si arriverebbe così a quasi 100mila assunzioni nel comparto scuola. Ma ce ne sono ancora altre in arrivo: «Assumeremo altri 50 mila, tra docenti, personale Ata ed altri, tutti a tempo determinato. Questo per dare più posti di lavoro ed evitare i doppi turni. Sia per chi ha sostenuto vecchi concorsi, sia per i nuovi».

Così, Azzolina afferma che tutto ciò «è un grandissimo segnale di attenzione da parte di questo governo». Ora con l’ok arrivato dal Mef, il ministero dell’Istruzione potrà utilizzare le graduatorie e procedere alle assunzioni e immissioni in ruolo.

Pochi giorni fa, la ministra aveva annunciato un concorso straordinario per 32mila posti entro ottobre destinato alla stabilizzazione di docenti precari. Gli 85mila posti di oggi, invece, sembrano un’estensione delle assunzioni di 50mila unità di personale, tra insegnanti ed Ata, previste dal Decreto Rilancio e finanziate con le risorse aggiuntive già stanziate per un miliardo di euro.

Adesso, con il Decreto Agosto in arrivo, al comparto scuola dovrebbero essere assegnati altri 1,5 miliardi, di cui la parte più consistente (920 milioni) sarà destinata ad assumere queste nuove unità di personale aggiuntivo, ma con contratto a tempo determinato. Il tutto con l’obiettivo, più volte dichiarato dalla ministra Azzolina, di eliminare (o almeno ridurre) le “classi pollaio” e di garantire il distanziamento.



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