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Se paghi le sanzioni puoi fare ricorso: non è acquiescenza

12 Novembre 2013
Se paghi le sanzioni puoi fare ricorso: non è acquiescenza

Il contribuente potrà chiedere la riduzione a un terzo delle sanzioni e, nello stesso tempo, procedere a effettuare il ricorso contro il tributo.

Spesso, il contribuente che riceva una sanzione dal fisco si pone il dubbio se definire subito la sanzione, ottenendo così la riduzione a un terzo, oppure fare opposizione e iniziare una causa (ma con l’incognita di pagare tutto il debito in caso di sconfitta).

Oggi però la Cassazione [1] ha detto che le due cose non sono incompatibili. Infatti, ben può il contribuente, in via cautelativa e solo per evitare danni peggiori, definire immediatamente il pagamento della sanzione, pur procedendo in via giudiziale.

Secondo la sentenza in commento, l’acquiescenza alle sanzioni non rappresenta né una accettazione della legittimità dell’operato dell’amministrazione, né quindi una prova a favore di quest’ultima. Quindi, il giudice non può farsi condizionare da tale acquiescenza per decidere sul ricorso relativo all’imposta.

La definizione delle sanzioni del rapporto tributario mediante il pagamento della sanzione stessa ridotta oppure la sua definizione in via breve non implica il riconoscimento della fondatezza della pretesa tributaria, né integra una confessione, non concernendo il profilo tributario del rapporto. La sorte del tributo e la possibilità del contribuente di contestarlo restano del tutto impregiudicate.

Si tratta di una sentenza assai importante perché spesso il contribuente, nel momento in cui intraprende un ricorso, ha il dubbio se definire o meno le sanzioni mediante il versamento in misura ridotta a un terzo. In assenza di tale definizione, in ipotesi di soccombenza, le sanzioni vengono infatti irrogate per intero. Ebbene, da oggi il contribuente saprà che detto pagamento non può, in nessun modo, condizionare il giudizio in merito al tributo oggetto di impugnazione. 


Al contribuente che riceva una sanzione da parte del fisco, converrà d’oggi in poi chiedere innanzitutto la riduzione a un terzo delle sanzioni e, nello stesso tempo, eventualmente proporre ricorso al giudice. Infatti, il beneficio della riduzione a un terzo delle sanzioni non impedisce di poter proporre opposizione contro il tributo. Le due attività, infatti, non sono incompatibili.

note

 

[1] Cass. sent. n. 24906/13.


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